Isis choc: yazida violentata a 9 anni, è incinta

di Redazione | 13/04/2015

Nessun gruppo come quello degli Yazidi iracheni ha subito la ferocia dell’ISIS, lo confermano le testimonianze delle 200 donne liberate di recente dal gruppo, in difficoltà di fronte all’offensiva degli alleati in Iraq.

4.000 SCHIAVE YAZIDE DELL’ISIS –

Si stima che siano oltre 4.000 le donne Yazide ancora in ostaggio dell’ISIS e a sentire i racconti delle 200 liberate la settimana scorsa, la loro prigionia è un inferno fatto di violenze, stupri e abusi di ogni genere. La più giovane tra le liberate ha 9 anni ed è incinta dopo essere stata stuprata da diversi uomini del califfato. Così giovane che potrebbe morire nel partorire, anche nel caso di un cesareo.

I FIGLI DELL’ISIS –

Ma non ci sono solo i corpi feriti, molte di loro sono traumatizzate al punto da essere cadute nella patologia mentale e nella stessa condizione si trova la maggior parte delle 500 Yazide che negli ultimi mesi sono riuscite a scappare o sono state liberate dal giogo dell’ISIS. 200 di loro sono tornate alle loro famiglie gravide e questo le condanna a un futuro d’esclusione e di vergogna, perché anche se molti Yazidi hanno affermato che sposeranno le donne liberate dall’ISIS anche se profanate dagli stupri, la presenza dei figli dei loro aguzzini rende molto più difficile provare a cancellare l’esperienza e a trovare un compagno. Da qui la ricerca a ogni costo dell’aborto o la decisione di togliersi la vita per alcune di loro.

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COME AIUTARE LE YAZIDE –

Gli Yazidi per quelli dell’ISIS sono poco più di adoratori del diavolo e come tali li trattano, gli uomini sono uccisi e le donne Yazide sono date in premio ai guerriglieri, non solo in spose, visto che molte Yazide hanno raccontato di essere state stuprate in pubblico da più uomini del califfato alla volta. E proprio il rilasciarle e rimandarle alle loro famiglie, ancorché costretti dalle circostanze, sarebbe un sistema per oltraggiare e destabilizzare ulteriormente la comunità Yazida. Diverse ONG internazionali stanno interessandosi di queste donne, che hanno grande bisogno di cure mediche e psicologiche e dei loro figli, per i quali forse la soluzione migliore sarebbe l’adozione in qualche paese lontano, perché in Iraq le colpe dei loro padri finirebbero inevitabilmente per ricadere sulle loro spalle.

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