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Expo 2015, tutto sbagliato tutto da rifare?

Lavori incompleti alla data di inaugurazione e costi per la realizzazione superiori a quanto stabilito dalle gare d’asta. Sono queste le due principali preoccupazioni di chi vigila sulle opere dell’Expo 2015 che avrà luogo a Milano dal primo maggio al 31 ottobre. A gettare benzina sul fuoco sono oggi le parole dello scenografo Dante Ferretti, tre volte premio Oscar, che annuncia l’intenzione di ritirare la sua firma dal proprio allestimento, che probabilmente non sarà pronto per l’apertura dell’esposizione internazionale, e che minaccia anche una causa per danni.

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EXPO 2015, LAVORI INCOMPLETI, FERRETTI MINACCIA AZIONE LEGALE

Il lavoro di Ferretti riguarda un progetto di allestimento per il Cardo e il Decumano, i due viali che attraversano l’Expo per poi incrociarsi al centro, dove sta sorgendo il padiglione italiano. Del caso parla Gianni Barbacetto sul Fatto Quotidiano:

A meno di un mese dall’inaugurazione, «è ancora tutto fermo», protesta Ferretti. E il suo legale, l’avvocato Giorgio Assumma, ha preso carta e penna e ha scritto una lettera a Sala in cui si dice pronto ad «avvalersi di ogni mezzo legale idoneo a salvaguardare il frutto della sua creazione intellettuale, rendendo pubblica la sua opposizione a ogni realizzazione riduttiva del progetto». Ferretti non vuole un allestimento a metà (come molte realizzazioni di Expo) a causa dei tempi ormai così stretti. «Sono quattro anni che lavoro a questo progetto», dichiara lo scenografo, impegnato in questi giorni a Taiwan, dove sta collaborando a Silence, nono film che lo vede a fianco di Martin Scorsese. «Ci ho messo la faccia e il nome. È stato approvato da tempo, ma la gara d’appalto è stata perfezionata soltanto da pochi giorni: quindi non sarà mai pronto per l’apertura. Sento dire che forse sarà realizzato per il 2 giugno, festa della Repubblica. Ma non ci penso proprio a una realizzazione parziale e li diffido dall’usare il mio nome». E ancora: «Di certo all’inaugurazione non ci sarò. Anche se accelerano, non sarà garantita la qualità. E io ho un nome da difendere».

 

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EXPO 2015, COSTI AGGIUNTIVI, CANTONE VAGLIA PROPOSTE –

Per quanto riguarda gli extracosti delle opere, invece, la questione preoccupa il presidente dell’Autorità anticorruzione Raffaele Cantone, che nella mattinata di ieri ha visitato i cantieri e si è incontrato con il commissario Giuseppe Sala, al quale ha promesso di esaminare in tempi rapidi le proposte di costi aggiuntivi su quattro procedimenti. Scrive Giovanna Mancini sul Sole 24 Ore:

Raffaele Cantone, presidente dell’Autorià anticorruzione (Anac), ha ammesso che «le richieste da parte delle aziende che eseguono gli appalti sono molto, molto più alte» di quanto inizialmente stabilito, e pertanto «occorrerà capire bene che cosa è stato fatto rispetto all’inizio». Ma poi ha precisato che la valutazione sul tema economica riguarda l’Avvocatura di Stato, mentre al suo ufficio spetta soltanto «il controllo delle procedure» e potrà dunque esprimere il proprio parere solo dopo aver ricevuto quello dell’Avvocatura.

(Foto: Matteo Bazzi / Ansa)