Il ritorno di Alvaro Vitali: «Pierino meglio di James Bond»

di Maghdi Abo Abia | 07/04/2015

Il ritorno di Alvaro Vitali: «Pierino diventa un prete che aiuta i ragazzi della parrocchia»

Alvaro Vitali, il ritorno. O almeno questa è la speranza dell’attore che in 20 anni di carriera ha preso parte a qualcosa come 150 film dando vita a “Pierino“, uno dei personaggi più iconici dell’Italia del dopoguerra. Ed oggi, a 65 anni, Vitali spera di riportare al cinema di nuovo il “suo” Pierino, questa volta cresciuto e diventato prete, che cerca di aiutare i monelli scapestrati della sua parrocchia. «La sceneggiatura è già pronta, mancano solo produttore e regista», così Vitali, in un’intervista a La Stampa ripresa da Dagospia.

Il ritorno di Alvaro Vitali: «Pierino diventa un prete che aiuta i ragazzi della parrocchia»

ALVARO VITALI E L’ATTACCO AI CRITICI –

Alvaro Vitali è l’emblema della commedia sexy, delle parolacce, delle battute da bar e di come la critica di fatto non l’abbia mai perdonato per questo: «A loro non piacevano la pernacchia, la parolaccetta, quando oggi invece è molto peggio. In un film di Bellocchio c’era una scena di un peto incendiato e andava bene, ma se lo faceva il mio Pierino era volgare e ne parlavano tutti male». Parole forti di un attore comunque scoperto da F.F., Federico Fellini, con il quale lavorò in «Satyricon», «I Clowns», «Roma» e «Amarcord».

ALVARO VITALI ED IL PRIMO INCONTRO CON FEDERICO FELLINI –

Alvaro Vitali ricorda così il suo primo incontro con il Maestro: «Avevo 16 anni quando il capogruppo della troupe entrò nel negozio di elettricista dove lavoravo, a Trastevere, e mi disse che stavano cercando un ragazzino piccolo e magro per un film di Fellini: “Perché non vieni sabato a Cinecittà? Ti porto io”. Io manco sapevo chi era Fellini, ma quel sabato andai allo Studio 5, che era strapieno di gente: ragazzi, ragazze, gente del circo, grassi, magri, nani…». E per entrare nel cast del Satyricon Vitali fu chiamato da subito a dare prova del suo genio:

«Entrammo io e un tipo di Napoli, Fellini chiese chi sapesse fare il fischio del merlo, io cominciai a fischiare alla pecorara e lui ordinò: “Prendete questo che è svelto, l’altro sta ancora ad aspettare il merlo”»

Vitali ricorda poi i due “battesimi” avuti da Fellini:

«La prima sul set di “Roma”, quando ballo il tip-tap e mi lanciano il gatto morto sul palco: mi disse che avevo dei tempi comici straordinari, e in effetti poi feci il comico. Poi in “Amarcord”, dove portavo calzoni alla zuava e una coppoletta in testa, un giorno mi fece: “Sembri Pierino”. Vedeva già le cose in anticipo…»

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LA “CACCIATA” DI MARIO CAROTENUTO –

Il primo provino di Alvaro Vitali avvenne quando aveva 8 o 9 anni. E qui incontrò un’altra icona del cinema italiano, Mario Carotenuto:

«anche i miei genitori avevano fatto le comparse: giravano “Napoli milionaria” e c’era Mario Carotenuto a fare il casting. Mi scartò dicendo “questo è troppo secco, finisce che spira sul set”. Poi ci siamo rivisti ne “L’Insegnante”, con Edwige Fenech, molti anni dopo. Mi riconobbe e mi disse “mannaggia se lo sapevo ti cacciavo via subito. È stato il mio maestro, mi ha insegnato tante cose, come stare davanti alla cinepresa prendendo sempre la luce, per non farsi impallare se qualcun altro si metteva in mezzo»

LA COMMEDIA SEXY ED I RAPPORTI CON EDWIGE FENECH E GLORIA GUIDA –

Nonostante gli inizi con tali mostri sacri del cinema, Alvaro Vitali verrà ricordato sopratutto per il suo ruolo nelle commedie sexy tra anni ’70 e ’80, con Edwige Fenech e Gloria Guida, in un’ambiente in cui la goliardia la faceva da padrona:

«Con la Fenech ho fatto più film in assoluto con la serie della Poliziotta, ho lavorato anche con Gloria Guida in tre film: la prima volta che recitava, Gloria era tutta timidina e impaurita per le scene dove doveva scoprirsi. Gli dicevano devi levarti la gonna, e lei era un po’ sulle sue. C’era un bel clima sul set, ci divertivamo noi prima di tutti, e io facevo scherzi come spegnere le sigarette con una siringa senz’ago a quelli che fumavano di nascosto, oppure riempivo d’acqua le scarpe di Renzo Montagnani in camerino».

UNA CARRIERA INTENSA –

All’epoca il cinema era un’industria fiorente in Italia e la carriera di Vitali ne ha positivamente risentito, visto il numero di film realizzati in un periodo relativamente breve ed il contemporaneo impegno in teatro:

«Lavoravo allo stesso tempo ne “La poliziotta” e in uno dei film dell’insegnante, mentre a teatro facevo “Rugantino”: la notte non dormivo mai, facevo i ringraziamenti al Sistina e subito dopo mi precipitavo a Bari sul set, poi tornavo a Roma per un altro film. Ma ero felice, questo lavoro non mi ha mai stanca

«PIERINO HA INCASSATO PIÙ DI JAMES BOND» –

Eppure, come detto, la critica non è mai stata tenera con lui. E questo Alvaro Vitali lo ribadisce, considerando poi come in fondo il suo personaggio abbia creato un guadagno al cinema italiano:

«Io però facevo fare soldi a palate, un Pierino ha incassato più di James Bond. Il mio era un genere di serie B ma portava la gente al cinema, invece adesso guarda come stiamo…»

(Photocredit copertina Youtube T9)