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Il documentario che ti spiega perché Backstreet Boys e ‘N Sync si odiavano

Mentre l’addio di Zayn Malik agli One Direction tiene banco nel mondo della musica, c’è chi consiglia alle Directioner di non consumare troppe lacrime per il proprio idolo: tutti siamo sopravvissuti allo scioglimento di qualche gruppo o boyband che ha segnato la colonna sonora della nostra adolescenza, e tutti siamo qui per raccontarlo. I particolari e i retroscena delle boyband più famose degli anni Novanta, comunque, continuano ad interessarci moltissimo. Come l’annosa questione: perché Backstreet Boys e ‘N Sync venivano presentati al pubblico di ragazzine strepitanti come due boyband rivali?

Gli N'Sync nel 1999 - Foto:   Brenda Chase/Hulton Archive/Getty Images
Gli N’Sync nel 1999 – Foto: Brenda Chase/Hulton Archive/Getty Images

BACKSTREET BOYS VS N’SYNC: ECCO PERCHÉ –

A quasi due decenni di distanza – sì, facciamocene una ragione, sono cose di vent’anni fa – spunta però la conferma: quella rivalità tra i Backstreet Boys di As Long As You Love Me e gli ‘N Sync di Bye Bye Bye non era solo di facciata. Anzi: gli ‘N Sync sarebbero stati creati appositamente come clone di Brian, Nick, e gli altri. La rivelazione è contenuta in Show ‘Em What You’re Made Of, documentario di Stephen Kijak che racconta l’ascesa al successo dei Backstreet Boys, uscito qualche settimana fa.

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COLPA DEL MANAGER –

Come sottolinea Perez Hilton, tra i tanti episodi raccontati nel documentario c’è anche quello che descrive la costernazione e la rabbia dei cinque ragazzi di Orlando nei confronti del loro manager Lou Pearlman: lo stesso Pearlman che, dopo aver creato i Backstreet Boys e averli portati al successo, ha “assemblato” gli ‘N Sync per potersi garantire una sorta di continuità per il futuro. Racconta Kevin Richardson, il membro più “anziano” dei Backstreet Boys:

Più o meno nel 1995 Lou mi disse: ‘Vieni qui, ti voglio far vedere una cosa’. E mi mostrò una VHS con la registrazione di questa band.

La band in questione, al momento ancora senza nome, sarebbero diventati di lì a qualche mese gli ‘N Sync, capitanati da Justin Timberlake e con lo stesso Lou Pearlman come manager, che li aveva creati a immagine e somiglianza dei Backstreet Boys per avere una band rivale (o di scorta?) da far esibire quando i primi non sarebbero stati disponibili. Una rivelazione che non fu accolta con entusiasmo dalla band che in seguito licenziarono Pearlman e finirono per fargli causa con l’accusa di essersi intascato parte dei loro guadagni. Spiega ancora A.J. McLean, che all’epoca dei BSB era quello con l’aria più da “duro”:

‘Li stiamo formando a vostra immagine’, così ci hanno detto… Cavolo, uno non bastava? Adesso devi avere 15 boy band.

 

(Photocredit copertina: Vince Bucci/AFP/Getty Images)