Matteo Renzi per il dopo Ignazio Marino pensa a Giovanni Malagò?

di Tommaso Caldarelli | 01/04/2015

roma 2024

Giovanni Malagò sindaco, Matteo Renzi per il dopo Ignazio Marino sta pensando a al presidente del Coni? Per ora è un’ipotesi che il Corriere della Sera nella cronaca di Roma definisce “da fantapolitica”, eppure, eppure viaggia fra Palazzo Chigi, la buvette del Campidoglio e dell’Aula Giulio Cesare, gli ambienti della politica romana: se la giunta di Ignazio Marino collassasse anzitempo, magari per l’incombente e annunciatissima seconda retata di Mafia Capitale, il presidente del Consiglio dei Ministri avrebbe già avviato i contatti per una candidatura “di peso”.

Giovanni Malagò sindaco Matteo Renzi pensa al dopo Ignazio Marino

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MATTEO RENZI: GIOVANNI MALAGO’ PER IL DOPO MARINO?

In grado di prendere Roma e di portarla verso la scommessa olimpica del 2024: si fa il nome del presidente del Coni e del Circolo Canottieri Aniene Giovanni Malagò. Ne parla Ernesto Menicucci sul Corriere della Sera di Roma.

Tra Montecitorio e palazzo Senatorio, non si parla d’altro. Tanto che, secondo alcune ricostruzioni, l’idea sarebbe in campo già da un po’, rinforzata dalla corsa di Roma alle Olimpiadi 2024. Candidatura che, anche per il cambio di regolamento del Cio, vede in prima linea non più la città (e il suo sindaco), ma il governo e lo stesso Coni. Chiaro che, oggi, ogni scenario è prematuro, tanto più che la «naturale» data di scadenza dell’attuale consiliatura è nel 2018. Ma il «piano B», invece, diventerebbe indispensabile nel caso in cui le comunali arrivassero prima: nel 2017 insieme alle politiche, come sostiene qualcuno, o addirittura nel 2016, per gli effetti di un eventuale nuovo contraccolpo giudiziario.

Secondo i boatos, Malagò sarebbe l’uomo ideale. Esterno ai giochi della politica ma con relazioni e agganci ovunque, è molto popolare nella città e vanta ottimi rapporti anche con il centrodestra capitolino e nazionale, annoverando fra i suoi amici Gianni Letta e avendo la stima di Silvio Berlusconi. Continua il quotidiano:

«Siamo uno spartiacque del paese, dobbiamo dimostrare che c’è un’altra Italia e un altro modo di pensare», dice il presidente del Coni. Che poi aggiunge: «Se dovesse andare bene, l’Anac (l’autorità anticorruzione guidata da Raffele Cantone, ndr) non la facciamo montare a bordo in corso d’opera, ma sarà nostro partner fin dalla nascita del Comitato organizzatore».

E per Ignazio Marino? Sarebbe pronto un salvataggio d’oro: capolista blindato con il nuovo Italicum con una funzione di peso in un futuro governo. Chiaramente, questo, se si votasse a Roma in concomitanza con eventuali elezioni poltiche. Come si capisce, molta acqua deve passare sotto i ponti, ma l’ipotesi, va detto, è ormai in circolazione.

(Photocredit: Ansa)