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Camorra, colpo al clan Fabbrocino. Tra i 12 arrestati anche un assessore

Ancora un blitz anticamorra in Campania. Precisamente in provincia di Napoli, nell’area vesuviana. Stamane gli uomini della Dia di Napoli, Polizia e Carabinieri hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare contro 12 persone accusate di far parte del clan di camorra Fabbrocino, attivo nei comuni intorno a Nola e San Giuseppe Vesuviano. Tra le persone finite in manette anche Giovanni Fabbrocino, figlio del boss Mario e Gianpaolo De Angelis, assessore all’Urbanistica del Comune di Nola.

CLAN FABBROCINO, 12 ARRESTI E  SEQUESTRO PER 5 MLN – I reati ipotizzati sono associazione di tipo mafioso, trasferimento fraudolento di beni, estorsione e illecita concorrenza con minaccia o violenza, con l’aggravante del metodo mafioso. Ordinato anche il sequestro di beni per un valore di cinque milioni di euro. Le ordinanze sono state emesse dal gip di Napoli su richiesta della Dda di Napoli. Ad eseguirle gli uomini del Centro operativo della Dia, della Squadra Mobile e i Carabinieri del Nucleo Investigativo di Castello di Cisterna, in provincia di Napoli.

 

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CLAN FABBROCINO, COLPITI INTERESSI ECONOMICI – A quanto si apprende dalle agenzie di stampa, l’operazione, denominata ‘Breccia’, è scattata al termine di un’inchiesta sulle attività del clan Fabbrocino, che opera nei comuni di Nola, San Giuseppe Vesuviano, San Gennaro Vesuviano, Somma Vesuviana, Palma Campania, Camposano e nelle aree limitrofe. L’inchiesta ha riguardato anche gli interessi economici degli affiliati, in particolare la gestione di attività commerciali e imprenditoriali riconducibili al vertice dell’organizzazione criminale e gestiti da persone insospettabili. Nel corso dell’operazione eseguito anche il sequestro preventivo di quote sociali, beni strumentali e pertinenze di tre imprese che operano nella produzione del calcestruzzo e nel settore florovivaistico.

CLAN FABBROCINO, ASSESSORE IN MANETTE – Tra gli arrestati c’è anche l’assessore all’Urbanistica e ai Trasporti del Comune di Nola Gianpaolo De Angelis, accusato accusato di associazione di tipo mafioso e di essere uno dei prestanome del clan. A lui viene ricondotta una delle aziende sequestrate. Va precisato che l’attività amministrativa di De Angelis non è relazione con la sua attività amministrativa, che è successiva ai fatti contestati.

CLAN FABBROCINO, ESTORSIONI MASCHERATE DA VENDITA CALCESTRUZZO  – A quanto si apprende l’indagine è nata anche grazie alle rivelazioni di collaboratori di giustizia, abbraccia un’arco temporale che va dal 2007 al 2012 e si focalizza sul monopolio del mercato del calcestruzzo. I Fabbrocino avrebbero avuto il controllo capillare del settore in continuità rispetto alla gestione del boss Mario, arrestato all’inizio degli anni 2000, e al quale, proprio nel 2007, la Dia napoletana sequestrò l’impresa La Fortuna srl, intestata a prestanome. Attraverso quella società il boss imponeva l’uso del calcestruzzo da lui prodotto e ai suoi prezzi. Il sodalizio camorristico aveva replicato il meccanismo del condizionamento del mercato attraverso la costituzione di nuove società, la Gifra srl e la Raf srl. La produzione del calcestruzzo in realtà mascherava le estorsioni compiute imponendo costi determinati dalla ‘famiglia’ e non dal bilanciarsi di domanda e offerta. Gifra aveva un listino prezzi maggiorato rispetto a quello praticato da imprese simili. Tra i pentiti che hanno contribuito all’inchiesta cìè il boss Marcello Di Domenico, a capo di una organizzazione rivale dei Fabbrocino, che nel giugno 2011, ha cominciato a parlare con i magistrati. Ma anche dalle intercettazioni è emerso il tentativo dei Fabbrocino di continuare a gestire in maniera monopolistica il redditizio segmento di mercato. Un esempio riguarda l’affidamento privato dell’appalto della fornitura di calcestruzzo per la realizzazione di un centro sportivo a Camposano, andato proprio a Gifra. Oltre a Gifra e Raf il sequestro preventivo di beni ha riguardato anche quote e beni sociali della della Gieffe import-export srl, che opera invece nel settore florovivaistico.

CLAN FABBROCINO, FORTE VOCAZIONE IMPRENDITORIALE – Come spiega l’ultima relazione semestrale sull’attività svolta e risultati conseguiti dalla Dia, relativo alla prima parte del 2014, il clan Fabbrocino si caratterizza per la forte vocazione imprenditoriale. Le ingenti disponibilità economiche del sodalizio camorristico hanno contribuito negli ultimi anni al rafforzamento del vincolo di omertà dei suoi consociati. Ma non solo. Le capacità imprenditoriali di molti affiliati hanno consentito al gruppo criminale di penetrare nel settore dell’abbigliamento e del commercio di alimenti in alcune regioni del Centro e del Nord del Paese, come la Lombardia, l’Emilia Romagna, l’Umbria e le Marche.

(Fonte: Ansa, Agi, Giornalettismo. Foto di copertina di un agguato di camorra da archivio LaPresse)