marcello dell'utri
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Dell’Utri, sequestrati 20mila libri antichi. Indagine per ricettazione

«Follow the money», “segui il denaro”, ricordava nelle sue inchieste il pm Giovanni Falcone. Come ha spiegato “La Stampa“, nel caso di Marcello Dell’Utri, l’ex senatore di Forza Italia già condannato in via definitiva a sette anni per concorso esterno in associazione mafiosa, la traccia seguita dai carabinieri è stata in questo caso, invece, quella dei libri e delle opere d’arte. Un tesoro di circa 20mila libri, messo sotto sequestro dai Carabinieri del Nucleo tutela patrimonio culturale di Monza, su richiesta della Procura della Repubblica di Milano. Volumi di importante rilevanza storica – alcuni anche del Cinquecento – e documenti archivistici, datati tra il XV ed il XIX secolo, considerato il vero patrimonio dell’ex braccio destro di Silvio Berlusconi. Dell’Utri è ora indagato con l’accusa di ricettazione ed esportazione (o importazione) illecita all’estero di opere d’arte. 

Marcello Dell'Utri Libano

 

DELL’UTRI, SEQUESTRATO IL “TESORO” DI LIBRI E OPERE D’ARTE –

Il sequestro è avvenuto in parte nella biblioteca della sua Fondazione, in via Senato, ora chiusa. Poi, in parte, in un magazzino di deposito, l’Opencare in via Piranesi. Dei ventimila volumi, circa 3mila farebbero parte del “Sancta Sanctorum”, ovvero la collezione privata di Dell’Utri.

L’operazione parte da un’indagine condotta oltre un anno fa dai carabinieri che in questi mesi hanno compiuto accertamenti sulla provenienza dei volumi. L’indagine è nata dalla vicenda del saccheggio della storica biblioteca dei Girolamini, nel centro antico di Napoli, dalla quale furono sottratti migliaia di libri, molti dei quali di inestimabile valore. Secondo il pm di Milano che ha coordinato l’inchiesta, Luigi Luzi, non sono però stati trovati collegamenti con i volumi sequestrati all’ex senatore.

Come ha spiegato il quotidiano piemontese, dall’indagine sul saccheggio della storica biblioteca dei Girolamini era emerso che:

«A far sparire i libri era l’ex direttore della biblioteca, Marino De Caro, allora condannato a 7 anni di reclusione per peculato e con lui altre cinque persone. Quando la vicenda venne alla luce, Dell’Utri, spiegò di aver ricevuto quei tre libri in regalo dall’amico De Caro. Ne riconsegnò due, ma il terzo, il più prezioso, disse di non essere riuscito a ritrovarlo perché nel frattempo aveva dovuto smantellare la biblioteca di Via Senato per mancanza di fondi, depositando i volumi in un magazzino di via Piranesi a Milano. Durante le intercettazioni emerse però il sospetto che dal magazzino i libri potessero essere trasferiti a Santo Domingo, dove, nei mesi precedenti, Dell’Utri aveva acquistato una villa gigantesca. Il vero segnale di un’entuale fuga. Partì una segnalazione ai pm di Palermo prima della condanna definitiva per l’ex senatore a 7 anni di reclusione per concorso esterno in associazione mafiosa, arrivata nel marzo 2013. Un’altra arrivo ai pm di Milano che, nel gennaio 2013, incaricarono i carabinieri di Monza di mettere i sigilli al magazzino di via Piranesi, dove da più di un anno stanno catalogando tutti i libri scoprendo che tra le migliaia di opere diversi libri provenivano da biblioteche storiche e religiose da cui erano misteriosamente scomparsi», si legge. 

Dell’Utri dovrà rispondere anche di altre opere trafugate: alcune, secondo un testimone, messe all’asta all’estero senza le necessarie autorizzazioni.

L’accusa di ricettazione, al momento, è soltanto un’ipotesi, dato che i pm dovranno dimostrare che Dell’Utri fosse a conoscenza, quando aveva ricevuto i libri rubati, della loro provenienza illecita.