L’ex ministro Brambilla, il carcere per chi mangia coniglio e l’ironia su Twitter

di Stefania Carboni | 30/03/2015

Il coniglio come animale da compagnia e non in forno. Questa, in sostanza, la proposta di legge depositata dall’ex ministro Vittoria Brambilla. Una proposta che si affianca alla petizione promossa dalla Federazione italiana diritti degli animali e l’Associazione Aaeconigli, con già 10mila firme raccolte. «I conigli – ha sottolineato la deputata di Forza Italia- meritano le stesse tutele di tutti gli altri animali che vivono nelle nostre case o che comunque sono inseriti nel contesto familiare». Secondo il disegno di legge chiunque «allevi, esporti, importi, sfrutti economicamente o detenga, trasporti, ceda o riceva a qualunque titolo conigli al fine della macellazione, o commercializzi le loro carni rischia da quattro mesi a due anni di carcere e una multa da 1.000 a 5mila euro per ciascun animale». Inutile dire che l’idea legislativa è molto discussa sui sociale e che molti non hanno apprezzato.

CARA BRAMBILLA… – LE REAZIONI SU TWITTER – «Io voglio il carcere per il cervello della Brambilla», e ancora «Cara Brambilla io 2 anni di carcere più che a chi mangia coniglio li darei a chi spegne le sigarette sul piattino del caffè al bar #cafona». Su Twitter è ironia:

BRAMBILLA E CONIGLIO: LE NORME – Le norme proposte da Brambilla si aggiungono a quelle previste dalla legge 189 contro il maltrattamento degli animali e la commercializzazione di pelli e pellicce di cani, gatti e foche. Il controllo demografico sulla popolazione dei conigli viene affidato ad una anagrafe gestita dalle aziende sanitarie locali in cui far confluire la “sigla di riconoscimento di ogni coniglio domestico attraverso un microchip. Anche in questo caso, la violazione delle norme è sanzionata, anche se in misura ben più lieve: 75 euro per chi non iscrive il proprio coniglio all’anagrafe e 50 per chi lo iscrive ma senza dotarlo del microchip di riconoscimento. Nella proposta ci sono anche alcune regole per il benessere dell’animale: una gabbia grande almeno un metro per 70 o un metro e venti per 50, ben organizzata, con un nascondiglio (una casetta di legno non impregnato di sostanze tossiche), il cibo, il beverino, la cassettina igienica.

(In copertina foto LaPresse)