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Due vignettisti condannati per aver offeso Erdogan

Bahadir Baruter e Ozer Aydogan, autori della rivista satirica Penguen, sono stati condannati a 11 mesi e 30 giorni per una vignetta che ritraeva il presidente turco Erdogan.

La copertina incriminata
La copertina incriminata

LA CONDANNA – Una corte di Istanbul ha condannato Bahadir Baruter e Ozer Aydogan a 11 mesi e 20 giorni di detenzione per aver insultato il presidente Recep Tayyip Erdogan, convertendo poi la pena in una multa da 7.000 lire turche (circa 2.700 euro). I due sono gli autori di una copertina della rivista satirica Peguen che non è piaciuta a un cittadino, il quale ha inoltrato un reclamo all’ufficio stampa del primo ministro. Da lì è stato notificato alla procura, che ha proceduto d’ufficio. Nel reclamo si sosteneva che il gesto del funzionario che accoglie Erdogan al palazzo presidenziale, all’apparenza stringendo un bottone della giacca, è riferito all’omosessualità. Nella vignetta Erdogan peraltro si lamenta dell’accoglienza troppo asciutta e dice che avrebbero almeno potuto massacrare un giornalista.

LA TURCHIA CHE REPRIME LA STAMPA – La Turchia è il paese al mondo con più giornalisti detenuti e perseguiti pro-capite e sono molti quelli condannati per insulti a Erdogan, da poco divenuto presidente dopo una lunga carriera come primo ministro. La vignetta risale appunto all’agosto 2014, ai suoi esordi nella nuova carica, e la sua qualità soggettiva ha fatto in modo che la pena crescesse dai 3 mesi previsti per i cittadini comuni,aumentando per la qualità di pubblico ufficiale dell’offeso e perché l’offesa è stata diffusa pubblicamente, il tribunale ha considerato insultanti sia il testo che il gesto. La buona condotta degli accusati ha portato uno sconto di 10 giorni e, soprattutto, la commutazione della pena in sanzione pecuniaria.

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I TANTI CONDANNATI PER INSULTI A ERDOGAN – I condannati hanno annunciato appello. Penguen per parte sua ha annunciato che la linea editoriale non cambierà e che sperano che questo sia l’ultimo attacco alla libertà di pensiero nel paese. La rivista era già stata denunciata da Erdogan nel 2005, i suoi avvocati lamentavano che lo dipingessero in forme animali, ma in quel caso i tribunali rigettarono la denuncia. Molti sono i turchi denunciati, anche da semplici cittadini, per aver insultato Erdogan e molti sono quelli poi condannati dai tribunali per aver ecceduto, sui giornali come sui social network (e successo anche a una Miss Turchia) o per strada, come nel caso dei 37 studenti di Trabzon accusati di aver insultato il presidente durante una manifestazione dello scorso febbraio.