Perché le vittime dell’ISIS sembrano così calme? Perché non sanno che stanno per morire

Le vittime delle esecuzioni dell’ISIS appaiono sempre molto calme e composte, ma è solo perché non sanno di essere in punto di morte e perché le scene ritenute inadatte sono tagliate. Ne parla il WaPO

Isis, video mostra pilota giordano bruciato vivo: proteste ad AmmanPERCHÉ NON SI RIBELLANO – Molti si sono stupiti del contegno tenuto dalle vittime dell’ISIS nei video diffusi dall’organizzazione, nei quali nessuna delle vittime si ribella o prova a interrompere o a rovinare la macabra sceneggiata.

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NON SANNO DI MORIRE – La spiegazione del fenomeno sembra abbastanza semplice e confermata da diverse testimonianze, tra le quali anche quella di uno jihadista pentito che ha lasciato l’organizzazione. Secondo queste testimonianze le vittime non danno segno di ribellione perché non sanno che stanno per essere uccise. Pare infatti che gli uomini dell’ISIS sottopongano i prigionieri a diverse finte esecuzioni e che comunque dicano loro di non preoccuparsi che non saranno uccisi, che partecipano al montaggio di filmati di propaganda.

TUTTO PER LA PROPAGANDA – La tecnica serve a evitare gli inconvenienti che capitavano ai decapitatori nei primi tempi dell’invasione irachena, perché i prigionieri che gridano, si ribellano o semplicemente insultano i boia rovinano i video di propaganda. Proprio la cura nella confezione dei video conferma questa ipotesi, ed è facile notare che raramente si assiste a video nei quali la parte culminante, quella dell’uccisione, non è tagliata, almeno nel caso dell’esecuzione di ostaggi occidentali.

 

 

 

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