Nevica: 10 cose che sicuramente troverai su Facebook

di Redazione | 06/02/2015

Nevica. Considerato che siamo in pieno inverno e che l’Italia non è posizionata sul Tropico del Cancro, si tratta di un evento tutto sommato molto comune. Ma queste saggia considerazione cessa di esistere nel momento in cui una persona dotata di smartphone e di un profilo Facebook si risveglia nella propria città innevata: è a questo punto che la magia della neve contagia il 99,9% degli utenti. A quel punto è inutile resistere: meglio abbandonarsi a una foto, uno status scocciato, una condivisione delle previsioni meteo. La neve. C’è chi la ama, c’è chi la odia. E chi la fa diventare la star di Facebook.

Lo debole/Bianchi - LaPresse
Lo debole/Bianchi – LaPresse

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Scoprili tutti:

  • 1. GLI INFORMATI – Quelli che condividono articoli di giornale che dicono che nevica, come se nel 2014 – e pure tutti gli anni precedenti – in Italia non avesse mai nevicato.
  • 2. GLI ENTUSIASTI – Quelli – e sono tanti, tantissimi! – che sentono l’esigenza di far sapere a tutti che nevica, convinti che i suoi contatti, evidentemente, vivano in un bunker sotterraneo. Il risultato è una lunghissima parata di status che dicono «Nevicaaaaa!» o «È arrivata la neve!!!1!» e variazioni sul tema.
Foto: Facebook
Foto: Facebook
  • 3. I DISINCANTATI – Quelli che la neve la odiano, punto. Ma devono esprimere i proprio disagio al resto del mondo a suon di «cheppalle ‘sta neve!»
Foto: Facebook
Foto: Facebook
  • 4. I CINICI – Quelli che prendo in giro gli utenti descritti ai punti 2 e 3 (ma di più quelli del punto 2), pubblica una sfilza di status che fanno ironia sulla sfilza di status sulla neve, accompagnandoli con uno spocchioso «Uuuuh, è inverno e nevica. Pensa un po’!». Non fatevi ingannare: sono più molesti degli altri.
Foto: Facebook
Foto: Facebook
  • 5. I GATTINI – Quelli che proprio non resistono, e iniziano a pubblicare foto e video del proprio cane o gatto alle prese «con la sua prima neve, checcarino!». Peccato che sappiate per certo che la persona in questione vive in Valle d’Aosta, e che quando ha adottato la bestiola la Lira non era ancora fuori corso.
Foto: YouTube/James Gilfoy
Foto: YouTube/James Gilfoy

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  • 6. I CATASTROFISTI – Quelli che pubblicano articoli di giornale o di centri meteo che prevedono l’ecatombe per le ore successive: uragani nevosi con conseguente fine del mondo. Di solito, sotto allo status, c’è un folto gruppo di amici “diversamente arguti” che condividono tali previsioni in nome del “Siamo tutti il generale Bernacca».
  • 7. I VIDEOREPORTER – Quelli che pubblicano video lunghi quarantadue minuti girati di notte, dalla finestra del bagno all’ottavo piano, che riprende la neve che cade. Molto dadaista.
Foto: Facebook
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  • 8. I PENDOLARI – Quelli che si lamentano perché c’è un traffico assurdo, e ce l’hanno con tutti, sopratutto con gli altri automobilisti «perché quando nevica, la macchina si lascia a casa, testina!». Una variante interessante è rappresentata dal pendolare che si muove con i mezzi pubblici, che però sono tutti in ritardo e si ritrova al freddo e al gelo ad aspettare per ore nella neve tipo Dottor Zivago. E allora si sfoga su Facebook.
Foto: Facebook
Foto: Facebook
  • 9. GLI IRRIDUCIBILI – Quelli che hanno tantissime cose da fare, e la neve non basterà a fermarli. Nemmeno mentre arrancano sui marciapiedi non puliti scrivendo status di fuoco sul gruppo “Sei di… Se…” della loro città, scrivendo che «‪non è possibile che nel Duemila… [inserire numero progressivo dell’anno da qui al 2033] bastino 5 centimetri di neve a paralizzare la città, le tasse che le paghiamo a fare?»‬
  • 10. I COMPLOTTISTI – Quelli che pubblicano articoli, ‪immagini modificate con Paint, video e tutto il materiale multimediale che spiega che quella appena caduta non è mica neve, ma una qualche sostanza chimica che diventa nera se la scaldi con l’accendino. (A corredo dello status verrà pubblicato anche un video, che gira sul web da almeno cinque anni e che ogni anno viene puntualmente “sbufalato” da chimici e fisici)‬.
Foto: Facebook
Foto: Facebook

(Photocredit copertina: Facebook)