Giancarlo Magalli e il “primo discorso alla nazione” a Quelli che il calcio

Non temete perché io resterò al mio posto, davanti alla telecamera. Però chissà che da questo non nasca un volto veramente nuovo che possa andare a “quel” posto.

Con un sorriso divertito, Giancarlo Magalli ha commentato a Quelli che il calcio, la nuova ondata di popolarità che l’ha travolto dopo le “Quirinarie” indette da Il Fatto Quotidiano: nei giorni scorsi, infatti, il giornale ha chiesto ai propri lettori di votare il proprio candidato ideale alla presidenza della Repubblica e il conduttore de I Fatti Vostri, a sorpresa, era entrato tra i primi dieci nomi messi in lizza dalla cosiddetta “gente comune”. Così Giancarlo Magalli, già idolo indiscusso del web italiano, è stato intercettato ieri da Alessandro Di Sarno, inviato di Quelli che il calcio, che è riuscito nell’intento di “strappare” al conduttore il suo “primo discorso alla nazione da presidente della Repubblica”. 

Rai/Quelli che il calcio
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GIANCARLO MAGALLI: «DIETRO TUTTO QUESTO CI SONO RAGAZZI COME SI DEVE»

Placcato fuori dal teatro Nino Manfredi di Ostia – il cui ingresso era piantonato da due inappuntabili “Corazzieri” – Magalli ha offerto con molta modestia la propria versione dei fatti:

«Una fetta di popolazione giovanile, quella del web, ha deciso di contrapporre  – scherzosamente, attenzione! – un nome a quelli che offre la politica. Non vogliono veramente che io diventi presidente, ma dicono: «sarebbe meglio lui di quelli che la politica propone. […] È molto divertente quello che fanno. La cosa carina è che tutto questo materiale, fotomontaggi, foto e immagini sono tutti spiritosi, mai volgari: questo significa che dietro ci sono ragazzi come si deve».

Rai/Quelli che il calcio
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«È un gioco» – dice Magalli. Ma sotto sotto ne è chiaramente lusingato:

È un gioco, poi però sono arrivati Padellaro, Gramellini, Aldo Grasso: dei maître à penser che dicono che non è sbagliato provare a contrapporre qualcosa di nuovo…

Guarda il video:

 

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GIANCARLO MAGALLI: «RESTO AL MIO POSTO»

Poi, megafono alla mano e pungolato da Di Sarno, ecco che arriva il primo, forse profetico, discorso alla nazione:

«Io non faccio discorsi alla nazione, li faccio ai telespettatori. Non temete perché io resterò al mio posto, davanti alla telecamera. Però chissà che da questo non nasca un volto nuovo che possa andare a “quel posto”. Questo è lo scopo di tutto questo macello che abbiamo fatto su Facebook. Non succederà nulla, almeno per quest’anno. Però, magari, tra sette anni…»

Ci riaggiorniamo al 2022, dunque: col senno di poi potremmo dire se Giancarlo Magalli ci aveva visto giusto.

(Photocredit copertina: Rai/Quelli che il calcio)

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