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Italicum, via libera dal Pd. Ma la minoranza non vota. Renzi: «Sulle riforme dobbiamo accelerare»

ORE 21.33 – ITALICUM, BERLUSCONI “NUOVA LEGGE APPLICABILE SOLO TRA 20 MESI”

“Da sempre affermiamo che, dal 1948 ad oggi, noi italiani non abbiamo mai imparato a votare. La legge in discussione al Senato puo’ forse essere lo strumento per superare quella frammentazione endemica del quadro politico che riteniamo essere uno dei peggiori mali della nostra democrazia e che troppe volte, nei decenni passati, ha contribuito a minare l’efficacia della azione di ogni governo”. Lo afferma Silvio Berlusconi in una dichiarazione. La nuova legge sarà applicabile solo tra un anno e otto mesi. Un periodo sufficiente per una auspicabile maturazione di tutti i movimenti moderati e magari per introdurre l’elezione diretta del Presidente della Repubblica, in modo da rendere finalmente l’Italia una moderna democrazia. Aspettiamo e vediamo.

ORE 21.07 – ITALICUM, VOTO ENTRO PROSSIMO FINE SETTIMANA

Il voto finale sulla legge elettorale ci sarà la prossima settimana. Lo ha stabilito la Conferenza dei capigruppo del Senato. Domani l’Aula si riunirà dalle 9.30 fino alle 15 e di nuovo dalle 19.00 alle 22. Giovedì si voterà tutto il giorno e venerdì fino alle 12. No al contingentamento dei tempi. Solo M5S ha votato contro questo calendario.

ORE 19.29 – ITALICUM, EMENDAMENTO ESPOSITO AMMISSIBILE

L’emendamento di Stefano Esposito (Pd) alla legge elettorale è ammissibile. Lo ha detto la presidente supplente del Senato Valeria Fedeli rispondendo così alla questione sollevata da Roberto Calderoli secondo il quale la proposta di modifica che riscrive di fatto l’Italicum sarebbe stata presentata fuori dai termini previsti.

ORE 19.22 – ITALICUM, CHI SONO I FRONDISTI CHE STANNO CON FITTO

Chi sono i ribelli di Forza Italia? I fittiani assicurano che in Aula, sia alla Camera sia al Senato, si capirà la portata dei maldipancia interni al partito. I frondisti vicini a Raffaele Fitto sono, sulla carta, 19: sette pugliesi (Luigi Perrone, Luigi D’Ambrosio Lettieri, Francesco Bruni, Francesco Maria Amoruso, Lucio Tarquinio; Pietro Liuzzi, Vittorio Zizza); i campani Ciro Falanga, Eva Longo, Vincenzo D’Anna, Antonio Milo (gli ultimi due sono iscritti al gruppo Gal); i forzisti Cinzia Bonfrisco e Augusto Minzolini; Giuseppe Ruvolo, Antonio Scavone e Giuseppe Compagnone (Gal); l’azzurro Lionello Pagnoncelli che si sarebbe astenuto oggi e dinfine Salvatore Tito Di Maggio, ex di Scelta civica, passato con Gal.

ORE 18.29 – ITALICUM, FITTO DICE NO “SUICIDIO DI FORZA ITALIA”

«Berlusconi fa un errore madornale. Forza Italia sta facendo il soccorso azzurro a Renzi e al suo governo. Noi continueremo a fare battaglia dentro il partito contro questa posizione inaccettabile. Votare il subemendamento Esposito è un suicidio per Fi». Cosi’ Raffaele Fitto al termine dell’incontro con Berlusconi. «Quando arriveremo al voto sul nuovo Presidente della Repubblica ogni parlamentare farà le sue valutazioni. Io sono europarlamentare, quindi non voto per il Capo dello Stato».

ORE 18.01 – ITALICUM, M5S PRONTO A BATTAGLIA “IMPEDIREMO OK CON OGNI MEZZO”

Il Movimento 5 Stelle è «pronto in Aula ad assumere scelte e a porre in essere qualunque iniziativa per impedire l’approvazione di una legge irricevibile e che l’Italia non merita». Lo affermano i parlamentari del Movimento 5 Stelle di Camera e Senato a proposito della riforma della legge elettorale all’esame del Senato.
«Questa che ci apprestiamo a votare in Aula – sostengono – è una legge elettorale frutto di un Patto tra il premier Matteo Renzi e un pregiudicato. Ci hanno impedito in ogni modo di discuterne e di migliorarla, forzando tempi e regole, fino allo sfregio finale: portare in Aula il testo senza che la Commissione avesse concluso i suoi lavori e negando alle opposizioni, anche quelle interne alla maggioranza, ogni possibilità di modifica».

ORE 17.58 – ITALICUM, OK A LINEA FORZA ITALIA, MA 20 FRONDISTI VOTANO NO

Il gruppo dei senatori di Forza Italia riunito a palazzo Grazioli ha votato a favore della linea proposta da Silvio Berlusconi di sostegno al patto del Nazareno e all’emendamento Esposito alla legge elettorale. I senatori dissidenti hanno votato contro. Si tratta di 20 frondisti (7 del gruppo Gal e 13 di Fi) che anche in aula voteranno contro.

ORE 17.45 – ITALICUM, RENZI “SIAMO IL GOVERNO CHE SFATA TABU'”

«Noi siamo qui per fare quello che in trent’anni non ha fatto nessuno: siamo il governo del coraggio e del cambiamento», rivendicato il premier Matteo Renzi. «Legge elettorale, riforma costituzionale, i tabu’ del mercato del lavoro, i tetti agli stipendi dei dirigenti e le forme di organizzazione della P.A. Questo è il fil rouge che collega le cose, tra cui il mostro sacro del sistema del credito che, ahimé, ha bisogno da parte nostra di sostegno ma anche di cambiare».

ORE 17.45 – ITALICUM, RENZI “MOMENTO ACCELERARE SU RIFORME”

«Con buona pace dei frenatori noi andiamo avanti:con prudenza, saggezza, buon senso e equilibrio». Così Matteo Renzi in conferenza stampa a P.Chigi. Non si può «aspettare, rallentare perché l’Italia ha già rallentato troppo e nei campi sbagliati. E’ il momento di accelerare sulle riforme perché siamo qui per non perdere neanche un minuto. Il governo è entusiasta del fatto che, nonostante tutte le polemiche e gli inviti alla prudenza, noi andiamo avanti nella convinzione che se la politica fa quello che deve fare, l’Italia riparte». Questa – per Renzi – è una giornata importante per le riforme e la legge elettorale. «Non sono cose lontane dalla gente: avremo un vincitore la sera delle elezioni, mandiamo in soffitta le liste bloccate e più della metà eletti con le preferenze ed il resto con i collegi. Non subiremo poteri di veto dei piccoli partiti e governo durerà 5 anni».

ORE 17.39 – ITALICUM, BERLUSCONI INCONTRA FITTO

Nuovo incontro a palazzo Grazioli tra Silvio Berlusconi e Raffaele Fitto. Al centro del colloquio anche la questione della posizione di Forza Italia sull’Italicum. Tramite Romani e Verdini, infatti, il Cavaliere ha dato indicazione di votare a favore dell’emendamento Esposito. Linea contestata dai fittiani. Intanto si apre la seduta al Senato. A parlare il ministro Boschi.

boschi italicum

ORE 16.56 – ITALICUM, BERLUSCONI “VOTIAMO PREMIO LISTA E SOGLIA 3%”

Silvio Berlusconi chiede ai senatori di non dividersi e votare compatti l’Italicum, compreso il premio di maggioranza da attribuire alla lista e non alla coalizione e l’abbassamento della soglia si sbarramento al 3%. In sostanza chiede ai senatori di Forza Italia, tuttora riuniti a palazzo Grazioli, di votare a favore dell’emendamento Esposito che riscrive il testo dell’Italicum. Berlusconi, viene riferito, ha esortato i suoi a tenere fede al patto del Nazareno, non solo per senso di responsabilità ma anche perché dalla tenuta del patto deriva anche la partita sul prossimo inquilino del Quirinale. Un ragionamento, tuttavia, che non convince tutti i senatori azzurri. Contrari i fittiani, che non vogliono il premio di maggioranza alla lista ma nemmeno un numero così alto di capilista bloccati. La riunione va avanti e Berlusconi dovrà tentare di ricompattare il gruppo, anche se fonti azzurre spiegano che se i circa venti senatori fittiani dovessero non votare a favore dell’emendamento Esposito, il patto del Nazareno comunque reggerebbe.

ORE 16.46 – ITALICUM, “L’ACCORDO DEL NAZARENO NON RISCHIA”

Nonostante sia preso fra due opposte fronde di minoranza, i dissidenti del Pd e quelli di Forza Italia, il patto del Nazareno non sembra rischiare alla prova dell’Italicum a Palazzo Madama: “Pallottoliere alla mano, dovrebbe uscire indenne dalle eventuali rispettive spaccature interne. Stando ai numeri a palazzo Madama, infatti, il nuovo testo dell’Italicum, cosi’ come riscritto dall’emendamento Esposito, puo’ contare – salvo sgambetti imprevisti e sorprese dell’ultimo minuto – su un minimo di 170 voti fino a un massimo di 175-177”, più di quelli necessari a farlo passare, che sono 161 Si contano “a favore i 36 di Area Popolare (Ncd piu’ Udc), una settantina di Pd (tolti i dissidenti, che oggi sono risultati essere all’Assemblea del gruppo in 29), una quarantina di Forza Italia (ai 60 totali vanno tolti una ventina di fittiani), circa una trentina di altri senatori tra Scelta civica, PI, ex grillini, misto e per le Autonomie”, scrive l’Agi. E’ anche vero però che alcuni dei senatori ex del Movimento 5 Stelle ha annunciato il voto a favore dell’emendamento Gotor.

ORE 16.36 – ANCHE GIOVANARDI VOTA L’EMENDAMENTO GOTOR

Il senatore di Area Popolare Carlo Giovanardi annuncia a SkyTg24 il suo sostegno all’emendamento Gotor: “Dopo anni di polemica contro il Porcellum mi sembra la cosa più naturale”

ORE 16.35 – EX DEL MOVIMENTO 5 STELLE: “VOTIAMO EMENDAMENTO GOTOR”

“La priorita’ di questa legge elettorale non puo’ non essere garantire il diritto di scelta. La forzatura dei nominati in Parlamento andrebbe risolta al piu’ presto. Quella dei capilista bloccati e’ una stortura inaccettabile sia per i cittadini, che rischiano di vedere compromesso il loro sacrosanto diritto di voto, sia per gli stessi futuri candidati al Parlamento, che diventano vittime di disuguaglianze pesanti”; lo ha detto il coordinamento degli Ex-Senatori del Movimento Cinque Stelle.

ORE 16.30 – BERLUSCONI: “CON RENZI PARLIAMO MARTEDI’ DEL QUIRINALE”

Una settimana per mettere a punto la partita del Colle più alto. Silvio Berlusconi lo annuncia all’assemblea dei Senatori di Forza Italia riunita a Palazzo Grazioli. “Con Matteo Renzi ci rivedremo martedi’ per parlare della partita sul Quirinale”, avrebbe detto Berlusconi ai suoi senatori.

ORE 16.20 – ITALICUM, PAOLO SISTO (FI): «FAREMO LE BARRICATE SUL PREMIO ALLA LISTA»

Parlando ad Effetto Giorno su Radio 24, Francesco Paolo Sisto, parte della pattuglia dei senatori più vicini a Raffaele Fitto ma, in questo gruppo, non particolarmente un falco della dissidenza nei confronti di Silvio Berlusconi, ha annunciato la linea dura del gruppo di Forza Italia su alcuni aspetti dell’Italicum: ” E’ ovvio che sul premio di lista anziche’ sul premio di coalizione facciamo le barricate, perche’ e’ uno snaturare l’Italicum che e’ la Camera ha licenziato e presenta un macropartito con la frantumazione, con l’abbassamento delle soglie, in tanti piccoli partiti che corrono il rischio di diventare abbastanza inutili”. Per il resto Sisto ha affermato che l’Italicum non salterà, ma deve essere “approfondito”

ORE 15.40 -ITALICUM, ZANDA (PD): «L’ASSEMBLEA HA INDICATO LA LINEA DEL PD»

– Anche il capogruppo del Pd Luigi Zanda ha precisato che il partito seguirà la linea decisa dall’assemblea dei senatori: «È stata partecipata, erano presenti 90 senatori su 108, e si è conclusa con un voto a larghissima maggioranza sulla relazione del segretario: un risultato che indica la linea del gruppo Pd al Senato». Zanda ha cercato di stemperare le tensioni all’interno del gruppo: «La decisione della minoranza di non partecipare al voto è una formula di rispetto perché non è un voto contrario», ha concluso. Adesso la battaglia interna al Pd si sposterà però in Aula.

ORE 15.20 – MARIA ELENA BOSCHI: «MI AUGURO CHE TUTTI I SENATORI DEM VOTINO IN AULA SECONDO QUANTO DECISO DAL GRUPPO»

«Mi auguro che il Partito democratico sia compatto in Aula». Dopo il via libera dell’assemblea dei senatori dem e la mancata partecipazione al voto dei 29 “dissidenti”, è stata il ministro delle Riforme, Maria Elena Boschi, a rivendicare l’unità del gruppo del Pd al momento del voto a Palazzo Madama. «Spero che nelle prossime ore chi non ha votato possa cambiare idea», ha precisato. I numeri? «Ci sono», ha ribadito. Nel caso di un voto negativo dei “ribelli”, Boschi ha allontanato l’ombra di possibili espulsioni, pur precisando che si tratterebbe di un gesto grave: «Non siamo noi che espelliamo le persone, non appartiene alla nostra cultura. Però sarebbe uno strappo pesante».

 

Foto: Fabio Cimaglia / LaPresse
Il ministro per le Riforme Maria Elena Boschi Foto d’archivio (Fabio Cimaglia / LaPresse)

ORE 15.00 – GOTOR NON MOLLA: «NON VOTO ITALICUM SE MANTIENE CAPILISTA»

Dopo il via libera del gruppo Pd del Senato all’Italicum e alla relazione di Renzi, Miguel Gotor – che insieme ad altri 28 senatori critici non ha partecipato alla votazione – ha spiegato che continuerà la sua battaglia contro i capilista bloccati anche in Aula: «Affermiamo il principio che la legge elettorale è di istanza costituzionale e dunque fa fede l’articolo 67. Noi siamo in 29 e rispondiamo agli elettori, ma come andrà non dipende tanto dalla minoranza ma da come è andato l’incontro con Verdini stamattina», ha precisato, attaccando l’asse tra Renzi e Forza Italia. «Personalmente, io voterò in aula gli emendamenti che ho presentato anche se in contrasto con l’indicazione del governo, poi sarà l’aula a decidere. Questo Italicum ha alcuni aspetti favorevoli, ma non possiamo consegnare al Paese per altri 10 anni un Parlamento di nominati soprattutto alla luce della riforma del Senato con una sola Camera», ha aggiunto. Gotor ha precisato che non voterà l’Italicum se manterrà il nodo contestato dei capilista. Il bersaniano non ha però deciso se – nel caso di bocciatura del suo emendamento – deciderà di votare “no” o di non partecipare al voto.

Senato. Conferenza stampa della minoranza PD
Miguel Gotor

 

ORE 14.50 –  ITALICUM, VIA LIBERA DAL GRUPPO PD AL SENATO. LA MINORANZA NON PARTECIPA AL VOTO 

Il gruppo del Pd al Senato, approvando le conclusioni di Matteo Renzi, ha dato il via libera all’emendamento Esposito, la norma che riassume l’Italicum senza modifiche rispetto al nodo contestato dei capilista bloccati. La modifica è stata approvata dal gruppo Pd con settantuno voti a favore, nessun voto contrario e un solo astenuto (Sonego). La minoranza dem, 29 senatori, non ha partecipato al voto del gruppo, decidendo di uscire dall’Aula.

Il premier Matteo Renzi aveva chiesto ai suoi parlamentari di Palazzo Madama di votare compatti a favore dell’emendamento Esposito, sia nel gruppo che in Aula.

ORE 14.45 –  ITALICUM, I NOMI DEI 29 SENATORI DEM “DISSIDENTI”

Sono 29 i senatori del Partito democratico critici sul nodo dei capilista bloccati sull’Italicum che hanno firmato un documento consegnato a Matteo Renzi. Tra di loro civatiani e bersaniani. Si tratta di Albano, Broglia, Corsini, Chiti, Gotor, Migliavacca, Capacchione, Casson, Cucca, D’Adda, Dirindin, Filippi, Fornaro, Gatti, Guerra, Paleotti, Idem, Lai, Lo Giudice, Lo Moro, Manassero, Manconi, Mineo, Mucchetti, Pegorer, Puppato, Ricchiuti, Sonego, Tocci.

Italicum
Fabio Cimaglia/LaPresse

Per Matteo Renzi la battaglia interna sull’Italicum e i capilista bloccati è un’ “operazione politica”, un tentativo di sabotare lui e il suo governo. Non si fida delle minoranze Pd, il premier, considerate alla stregua di un “partito nel partito”. E nell’incontro con i senatori dem si è convinto che non ci sia altro spazio per mediazioni o aperture: «Ormai non c’è alcuna trattativa. Siamo in 29 senatori Pd a confermare la linea del no ai capilista bloccati», ha precisato il “dissidente” Miguel Gotor, prima dall’assemblea del gruppo dem a Palazzo Madama, con il segretario presente. L’assemblea dovrebbe concludersi con un voto, che per il premier sarà vincolante. Oggi in Aula si comincerà a votare, Renzi punta al via libera, anche per non subire ricatti nell’affaire Quirinale. Per questo ha incontrato per un’ora a Palazzo Chigi anche Silvio Berlusconi, l’altro “contraente” del patto del Nazareno sulle riforme e sulle legge elettorale, per cercare anche di risolvere il nodo del premio alla lista. E chiedere il via libera su un «emendamento preclusivo» del Pd in grado di accelerare l’approvazione della legge, in 48 ore. Un incontro interlocutorio, come ha precisato il vicesegretario dem, Lorenzo Guerini, al termine del vertice: «Abbiamo ribadito a Forza Italia la nostra posizione: no a liste bloccate, sì a un meccanismo che preveda capilista e preferenze e un premio di lista che garantisca la governabilità al Paese. Adesso attendiamo da Fi che vi sia in Parlamento una risposta adeguata a questa nostra impostazione». Il Cav e i suoi fedelissimi si sono riuniti a Palazzo Grazioli, ma il patto del Nazareno non è in discussione. Anche perché manca poco alla partita del Quirinale, (un tema di cui non si sarebbe parlato, secondo Guerini, ndr), prioritaria per Berlusconi. Alla vigilia della passaggio più delicato della legislatura, è alla sinistra interna che Renzi ha invece lanciato l’ultimatum. Se farà saltare tutto, come riporta Goffredo De Marchis in un retroscena su “Repubblica“, la “minaccia” dei vertici renziani è quella delle elezioni anticipate.

Renzi: «Combatto i sentimenti di autodistruzione degli italiani»
Lapresse-Stefano De Grandis/LaPresse

ITALICUM, LO SCONTRO RENZI-PD E L’OMBRA DEL VOTO ANTICIPATO –  Miguel Gotor e altri 28 eletti dem a Palazzo Madama hanno così confermato che non voteranno l’Italicum se il nodo dei capilista non sarà modificato. Al contrario, Renzi non intende concedere alcuna apertura sull’impianto della legge elettorale, rivendicato via Twitter:

Nonostante le contromisure cercate dal premier, il rischio che l’Italicum 2.0 si blocchi c’è. Per Renzi sarebbe un punto di non ritorno, uno “spartiacque” nei rapporti interni. Certo, al momento sembra ancora convinto che lo strappo in Aula non ci sarà:

«Credo al buonsenso, non andranno fino in fondo. Ma è chiaro che se passano le loro modifiche, io vengo sfregiato. Poi però si va a votare. Anche con il Consultellum», è la ricostruzione del pensiero di Renzi sul quotidiano diretto da Ezio Mauro. «Il premier è convinto di aver concesso tanto ai ribelli, non crede che Pier Luigi Bersani sia davvero in cerca dello scontro finale. Anzi, entrambi si preparano a un faccia a faccia sull’elezione del presidente della Repubblica, forse già oggi, comunque nelle prossime ore», si legge.

ITALICUM, GIORNATA DECISIVA – Da Pier Luigi Bersani le critiche non sono mancate: «La minoranza non è partito nel partito, Renzi farebbe bene ad ascoltare». Su riforme e Quirinale, secondo l’ex segretario, il timore è che Renzi «prepari la minestra con la destra e poi la voglia fare mangiare ad un pezzo dl Pd. È un’impressione sgradevole». Certo, l’ex segretario ha già chiarito che non voterà contro la scelta del partito. Ma non è detto che arriverà il suo assenso: «Il Parlamento ti dà altre possibilità per non essere corresponsabile di una decisione che non condividi. C’è ad esempio quella di non votare». Oggi, sarà il giorno decisivo. Se gli emendamenti delle minoranze non passano, per la legge il percorso sarà quasi scontato. Al momento, la minoranza del Pd può contare su una trentina di senatori (su 107 del gruppo dem). Palazzo Chigi ha già pensato le contromisure strategiche, attraverso l’emendamento presentato dal senatore Stefano Esposito. Una proposta di modifica che riassume i punti cardine dell’Italicum 2.0 e annulla le altre. Sarà su questo che si misurerà, secondo il quotidiano “La Repubblica”, la forza dei due schieramenti, “Nazareni” da una parte, dissidenti e opposizioni dall’altra.

  RISCHIO “CONTA” –  Al Senato, dove si vota la legge elettorale, la maggioranze è meno forte rispetto alla Camera. Ma per Renzi lo schema dell’Italicum non si può più modificare: per il via libera di Berlusconi il compromesso restano i 100 collegi con i capilista bloccati, il Pd incasserà il premio di maggioranza alla lista, mentre Ncd la soglia di sbarramento abbassata al 3% e le pluricandidature. Tradotto, o le minoranze faranno retromarcia, o il pericolo concreto è che si arrivi alla “conta” in Aula. E se per Renzi dovesse andare male, la strada delle urne si riaprirebbe. Un appello per fare fronte comune sulle preferenze e contro i capilista bloccati è arrivato dal fronte del Movimento 5 Stelle da Danilo Toninelli, tra i componenti della delegazione pentastellata che trattò con il Pd sulla legge elettorale. Un messaggio che sembra rivolto, seppur senza citazioni dirette, proprio alla minoranza del Partito democratico.

In casa dem, intanto, c’è già chi, come Giuseppe Civati, sembra guardare oltre il partito: in un intervista a “Qn”, il deputato ha anticipato che in primavera farà le sue scelte. Anche perché l’ex candidato alla segreteria è convinto che, al di là dell’esito delle riforme, «il piano B di Renzi sia proprio il voto». Eppure, per gran parte delle minoranze dem è una minaccia depotenziata, considerati i rischi per il premier con il Consultellum. Di certo, in vista della partita del Colle, non mancano le tensioni al Nazareno. Dissidi e malumori che rischiano di pesare nella partita decisiva della legislatura, quella a scrutinio segreto per la scelta del successore di Giorgio Napolitano.