Papa Francesco: «la libertà di espressione deve essere prudente»

di Maghdi Abo Abia | 19/01/2015

Papa Francesco: «la libertà di espressione deve essere prudente»

Papa Francesco nel volo di ritorno dalle Filippine verso Roma è voluto tornare su quanto detto nel viaggio tra Sri Lanka e Manila e sul pugno in risposta ad un’offesa, spiegando il senso delle sue parole: «La libertà di espressione deve essere prudente. Serve prudenza, non ci vogliono né pugni, né provocazioni».

Papa Francesco: «la libertà di espressione deve essere prudente»
Lapresse-REUTERS/Giuseppe Cacace/Pool

«UNA REAZIONE UMANA. CI VUOLE PRUDENZA» – «In teoria possiamo dire che una reazione violenta davanti una offesa non si deve fare -ha proseguito il Papa- dobbiamo dare l’altra guancia, in teoria possiamo dire che noi capiamo la libertà d’esprimere, e siamo tutti d’accordo. Ma siamo umani e c’è la prudenza che è una virtù della convivenza umana Io -ha continuato il Papa- non posso provocare, insultare una persona continuamente perché rischio di farla arrabbiare, rischio di ricevere una reazione non giusta,ma questo è umano. Io questo volevo dire che in teoria siamo tutti d’accordo, c’è libertà di espressione. Una reazione violenta non è buona, è cattiva sempre, ma nella pratica fermiamoci un po’, perché siamo umani, rischiamo di provocare gli altri. Per questo la libertà deve essere accompagnata dalla prudenza».

 

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L’ATTACCO ALLA CORRUZIONE – Papa Francesco ha poi attaccato la corruzione, un mezzo attraverso cui si ruba al popolo, con i poveri che pagano più di tutti: «La corruzione ruba al popolo. La persona corrotta fa affari corrotti, governa corrottamente e le vittime della corruzione sono i poveri, quelli che abbiamo visto anche in questi giorni. La corruzione oggi è a livello mondiale, non è chiusa in se stessa, e uccide». Francesco ha voluto raccontare a tal proposito un episodio capitatogli in Argentina circa venti anni fa: «Nel 1994, appena nominato vescovo del quartiere di Flores di Buenos Aires, sono venuti da me due impiegati, due funzionari di un ministero. Dissero che avevo bisogno di aiuto e mi offrirono 400.000 pesos. All’epoca il cambio tra la moneta argentina ed il dollaro era 1-1, quindi parliamo di 400.000 dollari».

L’EPISODIO DEL 1994 – «Io ascoltavo -ha continuato Bergoglio- perché quanto l’offerta e’ tanto grande anche il santo si sente sfidato. Ad un certo punto mi dissero: noi facciamo il deposito e poi lei ci dà la metà a noi. In quel momento io ho pensato ‘cosa faccio? Li insulto, gli do un calcio dove non batte mai il sole oppure faccio lo scemo. E ho fatto lo scemo: Ho detto, “Ma lei sa che con le vicarie non possiamo fare conto, noi dobbiamo fare il deposito in arcivescovado con la ricevuta. E li è tutto. Hanno detto solo: “Ah non lo sapevamo, grazie”. E se ne sono andati. Poi ho pensato, se questi due sono venuti direttamente, è perché qualcuno ha detto si».

I CATTOLICI NON DEVONO FIGLIARE COME CONIGLI – Bergoglio, che ha smentito di non aver voluto incontrare il Dalai Lama a causa di pressioni della cona, spiegando che semplicemente non combaciavano le date, ha poi parlato della maternità e della paternità tra i cattolici, lanciando una provocazione: «Paternità responsabile significa che si devono fare figli, ma responsabilmente. Alcuni credono che i cristiani debbono fare come i conigli. Sentir dire che tre figli già sono troppi – ha confidato in proposito il Papa – mi mette tristezza, perché tre figli per coppia sono il minimo necessario a mantenere stabile la popolazione». Il Papa ha poi spiegato che, a suo dire, il sacramento del matrimonio non è valido se non si vogliono avere figli. Questi poi vanno educati e e seguiti. Infine il Papa ha confermato che nel 2015 andrà in Ecuador, Boligia e Paraguay mentre per il 2016p pensa a un’ulteriore tappa latinoamericana con Cile, Argentina e Uruguay.