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Con gli insulti a Greta e Vanessa questo paese ha toccato il fondo

Questi insulti sono stati gentilmente offerti anche da Boris Sollazzo

Da stronzette a suffragette dei loro rapitori. Insulti pensati o vomitati sul web con la consueta veemenza di chi non ha niente da fare, ma purtroppo ha a portata di mano una tastiera e un internet. Da Je Suis Charlie a “puttanelle che hanno scopato con i rapitori” il passo è stato breve, troppo breve per un paese che vive nella presunzione di rappresentare alte vette di cultura e modernità, ma sotto sotto dimostra un livello di maturità pari a quello di un orango in calore.

Quella del calore non è una metafora ma l’unica spiegazione sensata rispetto a tante, troppe cazzate lette in questi giorni in giro su due ventenni sprovvedute che hanno fatto un errore troppo grande rispetto alla loro età, e hanno dovuto affrontare l’ira di un paese che si è svegliato improvvisamente esperto di etica del rapito, scoprendosi pronto a morire per la collettività piuttosto che costargli 12 milioni.

Perché tutti voi, al posto delle due ragazze, vi sareste fatti ammazzare pur di non pesare sul paese, vero?

Non scherziamo.

Tutti al posto di quelle due ragazze se ne sarebbero strafregati dei soldi. E anche al posto dei loro genitori. Ma a prescindere da questo, e dal fatto che non è l’odio vomitato su Twitter a determinare la posizione di un paese civile rispetto al pagamento del riscatto (vero o falso che sia), la riprovevole ondata di schifo che si è abbattuta su due ventenni in questi giorni dovrebbe serenamente farci riflettere.

Lo dico ovviamente a quelli in grado di scrivere due parole in fila fra le quali non ci sia un “puttanella”.

Gli altri ormai sono una causa persa. Cosa ci è successo? Cosa ha portato un paese come il nostro a diventare una cloaca di anime in pena, con la bava alla bocca, che si sentono realizzati solo quando possono dare sfogo ai loro istinti più bassi? Cosa ha cancellato totalmente l’empatia dalla mente di questa massa urlante di odio, che si sublima due volte l’anno in un hashtag eroico per poi essere per la maggior parte del tempo peggiori di quelli contro cui twittano con tanto livore? Basta la crisi a spiegare tanto odio o c’è altro, qualche cosa di diverso, qualche cosa che c’è sempre stato e oggi, con internet, è solo più facile trovare e leggere?

Difficile dirlo.

Queste sono domande a cui, nella migliore delle ipotesi, qualche studioso di antropologia (o forse di malattie mentali di massa) risponderà fra qualche decennio. Quando ci saremo ripresi tutti da questa sbornia di ferocia a buon mercato. Fino ad allora, possiamo solo resistere. Anche per quelli che hanno toccato il fondo, hanno scavato e ora cercano affanosamente nella melma altro fango da scavare, per vedere se può essere possibile essere peggiori di così, ché magari dopo il fondo c’è qualcosa che li spingerà a essere migliori.

Ma c’è una cosa che ecco, volevo dirvi dal cuore.

Voi non siete mica meglio dei due scemi che hanno ammazzato mezza redazione di Charlie Hebdo. Voi, purtroppo, siete solo più controllati dalla società in cui vivete. Non siete menti eccelse in grado di interpretare false flag e complotti, non siete intelligentoni intrappolati da una società cattiva che vi opprime, non siete vittime, siete complici.

Non siete migliori, siete ugualmente animali, e fate ugualmente male a voi e a chi vi sta intorno. Costate a questo paese ben più di 12 milioni di euro, con la vostra idiozia. Siete una manica di imbecilli che non hanno nulla da fare e quindi se la prendono con due ragazzine per passare il tempo, peggio dei bulletti delle medie, ché loro almeno hanno la scusante dell’età. Maschilisti e bulli, perché dalle due Simone a Greta e Vanessa, passando per Giuliana Sgrena, è molto meglio prendersela con le donne, vero? Nel vostro immaginario erotico in cui Rocco Siffredi è un intellettuale inarrivabile, Valentina Nappi troppo intollerabilmente intelligente, Moana Pozzi inaccettabile per la sua sensibilità, è più divertente immaginare due ragazzine che se la fanno con i loro sequestratori. E questo anche se siete vicepresidenti del Senato e dovreste avere la responsabilità (o almeno la decenza) di non far tracimare i vostri squallidi pregiudizi in appena 140 caratteri.

Non avete la scusante dell’età, né quella dell’inesperienza o dell’ingenuità. Voi che preferite difendere contractor in un paese in guerra che imbracciano armi a pagamento o marò accusati di aver sparato a pescatori innocenti. Maschi, virili, che muoiono pronunciando frasi ad effetto o scontano la loro prigionia in una residenza comoda e non in tuguri siriani spaventosi.

Voi non avete nessuna giustificazione: siete proprio cretini senza speranza.