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Città dello sport: la Vela diventerà un orto botanico

«Sono qui per portare a termine un’opera che sia generazionale e quindi, sfumata l’idea originale, stiamo ragionando per integrarla con progetti validi per l’ateneo e per il territorio. Sono pienamente coinvolto in questa operazione e non sono assolutamente contrario al cambiamento della destinazione d’uso». Santiago Calatrava, presente a Roma per un convegno sulle “opere incompiute” in Italia, alla fine cede. Dopo circa nove anni di attesa per il progetto della Città dello sport (mai concluso) la grande incompiuta diventerà un orto botanico. Il sito, che doveva nascere alla Romanina, alla fine sarà un’altra cosa e la sua Vela, tra le altre cose, si riempirà di piante e fiori. Soddisfatto il Rettore di Tor Vergata Giuseppe Novelli: «Il progetto della città dello sport nasce per i mondiali di nuoto del 2009. Oggi i mondiali non ci sono e quindi non si possono chiedere soldi per completare un’opera che poi non serve allo scopo per cui è nata. Per questo motivo stiamo ragionando ad un progetto di ridimensionamento che prevede anche il cambiamento della destinazione d’uso dell’opera. Siamo aperti ad ogni progetto, anche a quello di farci un orto botanico».

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(Credits G.R./alaNEWS)

L’idea della città dello sport alla Romanina nasce con Veltroni sindaco di Roma nel 2005 con lo scopo di fornire alla città di Roma una carta vincente per aggiudicarsi i mondiali di nuoto del 2009. Il progetto poi finisce nelle mani della cricca degli appalti capitanata dall’imprenditore Balducci e tutto si arena. Il cantiere, oggi all’abbandono, è la fotografia romana degli sprechi italiani.

(Copertina EFE/Kai Foersterling)