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Il direttore del Charlie Hebdo: «Preferisco morire in piedi che vivere in ginocchio»

«Non ho figli, non ho una moglie, non ho una macchina, non ho soldi. Può essere un po’ pomposo quello che sto per dire, ma preferisco morire in piedi che vivere in ginocchio». Così affermava il direttore di Charlie Hebdo Stéphane Charbonnier – che sulle pagine del settimanale satirico francese si firmava come Charb – in un’intervista dell’autunno 2012, appena dopo la pubblicazione delle controverse vignette su Maometto. Insieme a Cabu, Wolinski e Tignous, Charb è uno dei quattro vignettisti uccisi oggi durante l’attacco alla redazione parigina del Charlie Hebdo e la sua ultima vignetta, pubblicata sull’ultimo numero della rivista, è diventata immediatamente virale a causa del suo contenuto in un certo senso profetico: «Ancora niente attentati in Francia – Aspettate! Abbiamo fino alla fine di gennaio per far sentire la nostra voce».

charb Stéphane Charbonnier 2

 

CHI ERA STÉPHANE CHARBONNIER, DIRETTORE DEL CHARLIE HEBDO – Charb aveva 47 anni ed era direttore del Charlie Hebdo dal maggio 2009. Già oggetto di numerose minacce, era sotto scorta dopo l’incendio alla redazione del settimanale nel 2011 e, sopratutto, dopo la pubblicazione di quelle vignette su Maometto che avevano fatto parlare tutto il mondo. In quell’occasione, intervistato dal quotidiano Le Monde, Charbonnier aveva dichiarato che il Charlie Hebdo non avrebbe smesso di fare satira sulla religione musulmana «fino a quando non fosse diventato banale come il cattolicesimo» e, riguardo alle minacce ricevute dalla sua rivista, aveva replicato: «Non mi sembra di uccidere qualcuno con un pennarello. Non metto in pericolo delle vite. Quando gli attivisti hanno bisogno di un pretesto per giustificare la violenza lo trovano sempre».

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CHARLIE HEBDO, L’EDITORIALE DI CHARB DEL 2012 – Dopo le polemiche per quelle vignette su Maometto, il 15 ottobre 2012 Charbonnier aveva pubblicato un editoriale firmandosi semplicemente Charb, in cui ribadiva il proprio diritto di fare satira:

Peins un Mahomet glorieux, tu meurs.
Dessine un Mahomet rigolo, tu meurs.
Gribouille un Mahomet ignoble, tu meurs.
Réalise un film de merde sur Mahomet, tu meurs.
Tu résistes à la terreur religieuse, tu meurs.
Tu lèches le cul aux intégristes, tu meurs.
Pends un obscurantiste pour un abruti, tu meurs.
Essaie de débattre avec un obscurantiste, tu meurs.
Il n’y a rien à négocier avec les fascistes.
La liberté de nous marrer sans aucune retenue, la loi nous la donnait déjà, la violence systématique des extrémistes nous la donne aussi.
Merci, bande de cons.

Dipingi un Maometto glorioso, muori.
Disegni un Maometto divertente, muori.
Scarabocchi un Maometto, muori.
Giri un film di merda su Maometto, muori.
Resisti al terrorismo religioso, muori.
Lecchi il culo ai fondamentalisti, muori.
Dai del pazzo a un oscurantista, muori.
Non c’è nulla da negoziare con i fascisti.
La libertà di ridere senza alcun ritegno ce l’ha già data la legge, la violenza sistematica degli estremisti ce la dà di nuovo.
Grazie, banda di idioti.

Photocredit: charliehebdo.fr
Photocredit: charliehebdo.fr

 

(Photocredit copertina:  ‏Twitter/@Virus1979C)