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L’attacco dell’ISIS all’Arabia Saudita

Scontro a fuoco nei pressi della frontiera con l’Iraq, tra le guardie di frontiera saudite e un gruppo di miliziani dell’Isis.

ararL’ATTACCO DELL’ISIS – Il ministro dell’Interno saudita ha comunicato che due guardie di frontiera sono morte e un loro collega è rimasto ferito dopo uno scontro a fuoco con un gruppo di armati, presumibilmente provenienti dal vicino Iraq e altrettanto probabilmente affiliati all’ISIS, il gruppo d’estremisti islamici che ha proclamato l’istituzione di un califfato a cavallo di Iraq e Siria.

L’ATTACCO SUICIDA – Gli attaccanti hanno aperto il fuoco su una pattuglia di guardie di frontiera nei pressi della città di Arar. La reazione delle guardie ha portato alla fuga del gruppo e alla cattura di uno degli attaccanti, che però a quel punto si è fatto saltare azionando una cintura esplosiva di cui era dotato. Un altro è invece stato ucciso dalle guardie, anche se le autorità non hanno specificato da quanti elementi fosse composto il commando nemico.

LA BARRIERA ANTI ISIS – Non è la prima volta che uomini dell’ISIS attaccano l’Arabia Saudita ed è anche per questo che la monarchia ha annunciato nei mesi scorsi la costruzione di una poderosa barriera al confine con l’Iraq. Nonostante le vicinanza religiosa tra ISIS e sauditi, entrambi attingono alla corrente wahabita dell’Islam sunnita, gli uomini del califfato considerano illegittimo il potere della dinastia dei Saud e ne predicano la distruzione.

IL RIPENSAMENTO SAUDITA – Come già per al Qaeda, i sauditi sono quindi passati da una prima fase nella quale hanno armato e sponsorizzato il gruppo, a una seconda fase nella quale lo contrastano attivamente e cercano di stringere rapporti con i suoi nemici. In questa ottica è da iscrivere anche l’annunciata intenzione di riaprire l’ambasciata a Baghdad dopo 25 anni dalla sua chiusura a seguito dell’aggressione di Saddam Hussein al Kuwait, ma anche la partecipazione ai bombardamenti dell’Isis insieme al resto della coalizione.

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