Evade il fisco per «colpa» della Rai, assolta dal tribunale
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Evade il fisco per «colpa» della Rai, assolta dal tribunale

Evasore per «colpa» della Rai. E per questo non punibile. Questa la sentenza del tribunale di Milano che ha assolto Milena D., titolare della Colby srl, dall’accusa di aver evaso più di 260.000 euro. L’imprenditrice si è trovata secondo il giudice «in una situazione di illiquidità dovute a circostanze eccezionali». Dopo 15 anni aveva perso la commessa della tv di Stato ed il suo legale, ottenuta l’assoluzione della donna in sede penale, vuol far causa alla Rai per danni. Ne parla Il Giorno.

Evade il fisco per «colpa» della Rai, assolta dal tribunale
Cristiano Laruffa / LaPresse

IL RAPPORTO CON LA RAI – La Colby srl è una società nata a metà degli anni ’90 nel campo della sottotitolazione e doppiaggio televisivo. Fin dall’inizio ha avuto in pratica un solo vero cliente, la Rai. Nel 2009, ha spiegato la titolare, i vertici della sede locale della tv di Stato chiedono alla società di cominciare a predisporre un nuovo servizio, la sottotitolazione in diretta delle trasmissioni televisive. «A questo punto -spiega il giudice- la Colby nell’ottica di questo business, che avrebbe comportato in prospettiva un consistente aumento di fatturato,  cominciò a lavorare al progetto, effettuando nuovi investimenti ed assunzioni».

 

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LA CRISI – Succede poi che nel 2011 la Colby perde il bando indetto dalla Rai, che dall’anno prima aveva ridotto la commessa per la società milanese. L’azienda entra in crisi. Carlo C., collaboratore e della società e responsabile dell’area di sviluppo sistemi, ha spiegato che la società era impegnata dal 2008 «in un sofisticato progetto di sottotitolazione dei programmi in diretta per la Rai», un sistema addirittura brevettato. Il commercialista ha fornito dati che certificano gli investimenti effettuati dall’azienda per un software a cui era interessata anche Mediaset. Una volta diminuito il fatturato, però, le banche avevano chiuso le linee di credito.

LA SENTENZA – E si arriva così ai 262.000 euro di Iva per l’anno 2009. Nel corso del processo il funzionario dell’Agenzia delle entrate ha spiegato che la Colby srl, dopo la contestazione, aveva ottenuto la rateizzazione del debito ma aveva smesso quasi subito di pagare. La difesa ha puntato sull’impossibilità di versare l’Iva. Ed il giudice ha dato ragione alla Colby: «L’imprenditore deve organizzarsi e gestire i flussi di cassa in modo da essere pronto ad effettuare il versamento Iva nel termine. La crisi di liquidità, di per sé non può quindi elidere il dolo del reato in esame». Ma è diverso il caso in cui «la gestione dell’accantonamento e del successivo pagamento sia stata di fatto resa impossibile per il determinarsi di una serie di eventi non preventivabili». Quindi per la Colby sono scattate circostanze non preventivabili «e legate principalmente al rapporto con il cliente principale Rai». E ora l’avvocato dell’azienda è pronto a chiedere i danni alla Rai: «un milione di risarcimento danni in sede civile».