Boschi: «Al voto nel 2018, e Prodi non va tirato per la giacchetta»

di Maghdi Abo Abia | 15/12/2014

Boschi: «Al voto nel 2018, e Prodi non va tirato per la giacchetta»

La legge elettorale non è una priorità, tanto si andrà a votare nel 2018. E per quanto riguarda la corsa al Quirinale, Prodi non va tirato per la giacchetta anche perché dopo quanto avvenuto lo scorso anno è comprensibile immaginare quanto il Professore possa essere restio. Ma stavolta niente trappole, il Pd è forte e sarà il Pd a proporre il successore di Napolitano. Questo il pensiero di Maria Elena Boschi, ministro per i rapporti con il Parlamento, intervistata da Bruno Vespa a Porta a Porta.

Boschi: «Al voto nel 2018, e Prodi non va tirato per la giacchetta»
(Lapresse)

AL VOTO NEL 2018. IL MATTARELLUM? NON NECESSARIO – Il Ministro Boschi ha parlato di legge elettorale, spiegando come al momento ci sia il Consultellum e che l’eventuale ritorno al Mattarellum, anche se transitorio, rappresenta una possibilità non necessaria: «sono dell’idea che si debba aspettare la nuova legge elettorale tanto si andrà al voto nel 2018, prima di allora non c’è l’esigenza di avere una legge elettorale di passaggio perché casomai c’e’ quella venuta fuori dalla Consulta che è auto applicativa». A proposito dell’Italicum, secondo la Boschi, potrebbe essere approvato entro la primavera o in estate, per un’entrata in vigore nel 2016 insieme alle riforme costituzionali. E la trattativa sembra sia a buon punto: «le proposte di modifica all’Italicum vanno nella direzione dei collegi uninominali, con un capolista che rappresenta un territorio e oltre a lui ci sono le preferenze su nomi in liste molto corte, sei sette nomi per ogni collegio, quel modello è molto simile al Mattarellum».

«PRODI? IL PD HA UNA LEADERSHIP FORTE» – Capitolo Prodi. La Boschi è sicura: la figuraccia dei 101 non verrà ripetuta. Il Pd oggi ha una leadership forte e tutto dipenderà dal Professore, il cui timore è stato definito «comprensibile». Detto questo, non esistono ancora certezze sul nome scelto dal Pd per il Quirinale: «Il candidato di Renzi al Quirinale? È troppo presto per dirlo perché non sappiamo quando saremo chiamati a scegliere un successore del presidente Napolitano. Non ne stiamo parlando, non ne sta parlando Renzi. Per ora c’è un grande presidente che svolge con grande autorevolezza e passione il suo ruolo. Sicuramente non e’ un ruolo assente». E parlando ancora di Prodi, la Boschi smentisce che il Governo si sia messo di traverso sulla nomina del Professore come mediatore in Libia, come richiesto da alcuni Paese africani: «Non è assolutamente vero, non avremmo avuto motivo, Prodi è autorevolissimo in politica estera e in Libia sarebbe stata sicuramente una buona scelta e noi non avremmo avuto motivo di non sostenere questa ipotesi».

 

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L’ACCORDO PER IL QUIRINALE CON FORZA ITALIA O CINQUE STELLE – Eppure, nonostante Napolitano, le grandi manovre proseguono. Dopo aver smentito Forza Italia su eventuali accordi per il Quirinale nel Patto del Nazareno, la Boschi conferma che il Pd sceglierà un nome al suo interno che verrà proposto agli altri partiti: «Quando verrà il momento le forze presenti in Parlamento saranno responsabili. Vedremo se l’accordo ci sarà con Forza Italia o con il Movimento 5 Stelle». Del resto il Pd non teme un accordo con i pentastellati: «I 5 Stelle fanno i duri e puri ma è già capitato anche in passato di fare accordi con loro, ad esempio quando sono stati eletti Fico e Di Maio».

LE MISURE ATTUATIVE DEL JOBS ACT A FEBBRAIO – Sul tema delle riforme, il ministro Boschi ha spiegato che le prime misure attuative della riforma del mercato del lavoro arriveranno a febbraio e che il Pd non ha voluto andare a colpi di maggioranza sulle riforme in generale, cercando invece di coinvolgere le opposizioni. Per quanto riguarda Mafia Capitale il Ministro esorta Marino ad andare avanti puntando il dito contro il sindaco precedente: «Secondo me deve andare avanti Marino, deve governare bene per la città. Le indagini riguardano Alemanno, non Marino, che deve andare avanti e fare il suo lavoro nel modo migliore possibile. Da bambina ho scelto di fare l’avvocato anche perché rimasi colpita da Tangentopoli, purtroppo vedere che a distanza di anni siamo ancora dentro un sistema simile…»

IL NODO COMUNICAZIONE NEL PD – Infine il ministro Boschi ha parlato dello scontro tra l’ala renziana e la minoranza interna al Pd, evocando la necessità di un cambio nella comunicazione interna al Partito: «Uno degli errori del Pd precedente è stato dire che la comunicazione riguardava altri, era una cosa di destra, non era importante. Credo conti fare bene le cose. Per chi fa politica e non sa raccontare il proprio progetto politico, fa solo un pezzetto del proprio lavoro. Il Pd guidato da Renzi ha convocato più di tutti gli organi di partito, per la convocazione di direzione, assemblee e riunioni dei gruppi parlamentari non ci batte nessuno. C’è un confronto vero, guardandosi negli occhi. C’è però anche la necessità di raccontare bene quello che si fa. L’errore del passato Pd era la comunicazione. Per chi fa politica se non sa anche raccontare cosa sta facendo e qual è il sogno e l’impegno che porta avanti fa solo un pezzetto del proprio lavoro».