|

Gianni Morandi, 70 anni vissuti bonariamente

Auguri Gianni Morandi, genio fin troppo compreso. Se fa Sanremo e sbaglia i tempi televisivi, lo amiamo. Se si toglie i pantaloni e rimane in mutande per protestare contro l’Auditel, noi gli regaliamo un record di share. Nella Nazionale Cantanti è sempre tra i migliori in campo, corre maratone e gare di fondo come fosse Salvatore Antibo, è pure un perfetto uomo di casa. La perfezione fatta star della musica.
E se entra su Facebook e fa post e mette foto che renderebbero altri ridicoli, andiamo in brodo di giuggiole e gli facciamo riscrivere la grammatica dei social. Dove ha sbagliato una sola volta, quando si è scontrato con gli ultras del Bologna. L’ottusità dei tifosi può schiacciare persino la bontà fatta persona. E che tenerezza faceva Morandone quando nei post non si capacitava della violenza verbale che colpiva l’immagine conviviale di lui, Zanetti e soci che salvavano il Bologna dagli americani (poi arrivati).

MorandiRedRonnie

GIANNI MORANDI, UN GIOVANE DI 70 ANNI – Quando Elio e le Storie Tese cantano Supergiovane, tu pensi a lui. Perché te lo immagini ancora nei musicarelli in divisa, ti viene il fiatone a canticchiare “fatti mandare dalla mamma”, pensandolo di corsa per tutta la città. Ha persino una leggenda metropolitana che spegnerebbe la fama di chiunque e che invece, su di lui, ha un effetto di moltiplicazione di compratori dei suoi cd, seguaci in Rete, fan ovunque. Niente può fermarlo. Persino se fa l’attore, come nel film di Gabbriellini Padroni di casa, tutti si alzano in piedi e gridano al fenomeno. Settant’anni, almeno quattro carriere (musica, tv, cinema, social) e persino un periodo fuori dai radar, negli anni ’70, degno di John Travolta. Quando sembra finito, lui rinasce, più forte. Come la fenice. O la gramigna, chissà.

GIANNI MORANDI, IL SUO SEGRETO– Dopo 70 anni ancora non sappiamo perché lui sia il fidanzato, il fratello, il padre, il miglior amico di tutta l’Italia. E ancora figlio, con quella tinta innaturale, il sorriso a 96 denti, quell’ingenua espressione entusiasta sempre stampata sul volto, che stia capando fagiolini con la sempre bellissima Anna, che incontri un’impiegata part-time in un bosco che lo aggiorni sulla precarietà in Italia (dov’eri Gianni, prima? A mangiar banane e lamponi? A cercare un ragazzo che come te amava i Beatles e i Rolling Stones?), che vada per castagne o stia semplicemente al pc.

Chi è Gianni Morandi? E’ davvero la rappresentazione vivente della bontà e della bella italianità? Forse sì, se è vero ciò che ha recentemente raccontato Pupo in Rai, dicendo che i 100.000 che gli prestò il cantante bolognese ai tempi in cui aveva debiti di gioco fino al collo (anzi, oltre, vista la statura di Ghinazzi) Gianni, al momento della restituzione, li destinò, con un foglietto minuzioso, a vari bisognosi. Ma è anche un genio del marketing più spregiudicato: se scopri che il suo ultimo album si chiama Autoscatto 7.0, capisci che quel teatrino “una foto al giorno, ridete di me ma lasciate un like” è stata la più folgorante campagna social che l’Italia abbia mai visto. Prima di lui, il lancio più efficace con una strategia simile la fece Berlusconi con i cartelloni in strada e i bambini che dicevano “Fozza Italia”. Ecco, speriamo non scenda in campo, il nostro. E anche in tv, con gaffe e gesti ad effetto, sembra essere più un freddo calcolatore che un bonario esempio di spontaneità.

GIANNI MORANDI, AUGURI!– Uno, nessuno e centomila, questo è il nostro Gianni nazionale. Eterno ragazzo e abile manipolatore, adorabile icona pop di Monghidoro e marito innamorato, amico sincero e venditore geniale di se stesso.

E provate a farvelo stare antipatico. Magari lo criticate pure, vi può persino irritare. Poi canta, vi parla dalla tv, vi scrive su Facebook. E vi conquista, senza se e senza ma. Quel sorriso è un cecchino, quel capello è troppo affascinante, quelle manone aspettano solo di gesticolare per te e poi abbracciarti. Magari per fare un selfie. Buon compleanno Gianni Morandi e 100 di questi autoscatti. Pardon, giorni.