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Loris: “Veronica, tu sei nata per sfortuna”, così la vita della mamma cambiò

«Veronica sin da bambina era affetta da manie di persecuzione. Era una bambina aggressiva e violenta». A parlare è la mamma di Veronica Panarello, che a verbale aggiunge: «Fino all’età di 7 anni è stata seguita da unoi psicologo. Poi si è rifiutata». Anche parlando al telefono con l’altra sua figlia, i commenti sulla madre di Loris Stival sono pesanti: «Noi non abbiamo colpa se questa è alienata… Già il mulino lei lo conosceva bene. Ci veniva a prendere l’acqua con me.

Foto: Andrea Di Grazia/LaPresse
Foto: Andrea Di Grazia/LaPresse

«TU SEI NATA PER SFORTUNA» – Veronica, riporta La Stampa, non parlava più con sua madre da quando aveva 14 anni, dopo una lite furibonda durante la quale la donna le aveva detto: «Tu sei nata per sfortuna!». Da quel momento le due non si erano mai più viste. Veronica non le aveva mai fatto vedere nemmeno i suo nipoti. Scavando nel suo passato però vi sono i bei ricordi di qualsiasi bambina. Ad esempio quando da piccola, in Liguria, don Giampaolo Pizzorno suonava alla porta di casa, la prima a correre per aprire la porta era lei, Veronica. La sua maestra d’asilo Luisella Buffa ricorda che «aveva sempre i vestitini puliti» perché «lei ci teneva». Don Pizzorno passava tutti giorni per portare gli aiuti della Caritas, ma la madre Carmela non era la santarella che sembrava e mentre il prete le portava gli aiuti, lei si comprava una casa lì vicino.

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L’INFANZIA DI VERONICA – Veronica Panarello ha trascorso la sua infanzia tre le mura di una casa di Rocchetta di Cairo Montenotte, Savona. Don Pizzorno ricorda che mamma Carmela era molto grintosa: solo così poteva essere con tutti quei figli che si era portata dalla Sicilia assieme al suo compagno, il quale li aveva riconsociuti tutti, anche quelli non suoi. La coppia ne aveva 3 e Ignazio era in arrivo. In più c’era la nonna, la madre del babbo, che era paralizzata in carrozzella. In paese tutti sapevano che Carmela aveva avuto più uomini e la maestra delle elementari Anna Maria Ciammaichella raccontava di vedere sempre e solo lei accompagnare i bambini a scuola, mentre il padre non c’era mai, vista la sua professione di camionista che lo faceva stare sempre in giro. Veronica è descritta come una bambina tranquilla, «anche se un po’ vivace», perché aggredisce le compagne. Tutto va bene finché si trova in Liguria. I problemi iniziano a presentarsi intorno ai 12 anni, quando tutta la famiglia torna in Sicilia. Veronica avrà la famosa lite con la madre durante la quale scopre che quello che conosce non è il vero padre. Il papà biologico è un uomo con il quale la madre ha avuto una relazione. Veronica lo va a cercare e quando lo incontra è un trauma: tenta il suicidio bevendo candeggina, cosa che però viene smentita dal suo avvocato.

(Photocredit: Andrea Di Grazia/LaPresse)