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Mafia a Roma, Buzzi: «Diamo soldi a una deputata del Pd»

Da quando è emerso l’affaire “Mafia Capitale”, in Campidoglio  e nei palazzi del potere romano e della politica nazionale in molti, tra funzionari pubblici e dirigenti di partito, continuano a tremare. La paura è di finire travolti dall’inchiesta, dato che tra le carte sono decine i nomi che il “Nero” Massimo Carminati e il suo braccio imprenditoriale Salvatore Buzzi si vantano di essere riusciti ad “agganciare” e di pagare. Dichiarazioni intercettate che gli inquirenti stanno verificando, per appurare la loro attendibilità. Come spiega Fiorenza Sarzanini sul “Corriere della Sera“, quelle cercate dalla “cupola” sono persone considerate “strategiche” per accaparrarsi fondi e appalti dal Comune, così come per controllare anche la regione Lazio.

MAFIA A ROMA, I POLITICI NELLA RETE DI CARMINATI E BUZZI – Buzzi e Carminati pagavano bene, con tanto di quote “una tantum” e elargizioni mensili, una sorta di “stipendio aggiuntivo”. Ma – sottolinea il Corsera – c’era anche chi chiedeva come contropartita l’assunzione di un familiare, di un amico. E le richieste venivano soddisfatte.

Nell’indagine Mafia Capitale era già emerso il caso del messaggio telefonico inviato da Micaela Campana, deputata Pd e responsabile per il welfare della segreteria di Matteo Renzi, a Salvatore Buzzi:  “…bacio grande capo”, si leggeva alla fine del testo, inviato il 12 marzo 2014 dalla deputata dem al “ras delle cooperative”. Proprio quel giorno sul “Tempo” (quotidiano già finito tra le polemiche per una serie di articoli) era stato pubblicato un articolo sul ricorso al Tar di una società francese per un appalto non consistente riguardante un centro rifugiati, vicino alla cooperativa di Buzzi. Si legge nell’ordinanza: “L’on. Micaela Campana rispondendo a Buzzi che sollecitava un’interrogazione parlamentare, chiudeva l’sms scrivendo…bacio grande capo”.

Adesso, nelle intercettazioni tra Buzzi e Carminati, emergono nuovi dettagli sul nome di Micaela Campana, evocato dai due. Riporta il “Corsera”:

«Il 5 maggio 2013 Buzzi parla nel suo ufficio con Carminati e con altri soci. E dice: «Allora te sto a di, no…riguardo a Michela e Bubbico stanno allo stesso partito no? se glie dicessi… io domani siccome la devo vede’ prima de Gasbarra e siccome dovemo dagli pure 20 mila euro per sta cazzo de campagna elettorale “ce fai aprì sta cosa te damo 1 euro a persona per la campagna elettorale”». E poco dopo aggiunge: «Mo se me compro la Campana...».

Per gli investigatori «Buzzi sembra riferirsi a Micaela Campana, deputata eletta nelle file del Pd, compagna di Daniele Ozzimo, assessore del Comune di Roma». Ovvero, spiega il quotidiano di via Solferino, «lo stesso che Buzzi definiva “un amico”. E che si è poi dimesso dall’incarico, essendo finito indagato nell’inchiesta, pur rivendicando la propria estraneità alle contestazioni.

«Il riferimento a Bubbico riguarda invece una ricerca di incontro con il viceministro dell’Interno. Il 5 maggio scorso parlano di un appuntamento «con il suo capo segreteria», ma «non c’è riscontro che sia avvenuto».

TUTTO I NOMI DEI POLITICI –  Quello della Campana non è l’unico nome di area dem citato nelle carte. Questo è quanto è stato intercettato dagli inquirenti prima delle elezioni Europee della scorsa primavera:

«Il 16 maggio 2014, alla vigilia delle Europee «Buzzi ricordava l’importanza di far votare Enrico Gasbarra». E diceva: «Devi capì, noi il nostro mondo è Gasbarra, non è Bettini. Noi nell’ambito de ste cose, nell’ambito di questa monnezza, pe tenè i voti già semo arrivati a 43 mila euro, eh…Tassone 30, Alemanno 40…europee e questi i 3mila e 550, questo se chiama D’Ausilio perché noi pagamo paghiamo tutti come vedi… fai il bonifico poi io te porto la fattura».

Gasbarra ha smentito tutto, negando di aver mai conosciuto Buzzi o altre persone legate alla “cupola”. «Non lo conosco, mai avuto incontri. Non so perché si dice che mi avrebbero dato qualche voto, di sicuro io non gli ho mai chiesto voti né contributi o finanziamenti, che infatti non ho ricevuto».

BUZZI SI VANTA DI AVER CONOSCIUTO BERLUSCONI – Secondo quanto riporta il Corriere, Carminati organizzò anche una riunione con il candidato sindaco di Roma Alfio Marchini per il 28 novembre 2013. Una dimostrazione, per gli inquirenti, del «suo ruolo di “ponte” e “trait d’union” tra “mondi politici” opposti». Scrive Sarzanini:

«All’appuntamento manda Luca Gramazio (tra gli indagati, ndr) accompagnato da altri «amici» e Marchini adesso conferma che l’obiettivo «era di esporre il progetto politico al quale stavo lavorando, ma poi non si fece nulla e certamente ignoravo che dietro ci fosse Carminati, anche perché vorrei ricordare che la mia famiglia era obiettivo per i rapimenti della banda della Magliana».

Ma Buzzi si vanta anche di aver conosciuto il leader di Forza Italia ed ex premier Silvio Berlusconi, nel corso di una cena elettorale di Gianni Alemanno del 16 maggio 2013:

«M’ha presentato a Silvio, dicendo “ti presento il capo della cooperative rosse di Roma”». Alemanno è indagato per associazione mafiosa per essersi messo a disposizione insieme ai suoi più stretti collaboratori».

E poi ci sono altre considerazioni che gli inquirenti considerano millanterie, in relazione all’epoca pre-Alemanno:

«Il 17 novembre 2013, parlando in macchina con un’amica, rammenta il passato e afferma: «Non c’era niente e quindi quali problemi c’avevamo? C’avevamo il vento a favore, c’era Rutelli davvero tu ce pensi, c’avevamo Rutelli, la De Petris assessore, all’Ama stavamo ‘na favola stavamo». La donna però lo prende in giro: «Vabbè nel 1995? Nel 1999, otto nove milioni delle vecchie lire. Mo’ da due milioni a 56, de che stamo a parla’». Buzzi e i suoi sodali si lamentano anche di Veltroni: «Col cazzo ti riceveva così, ti mandava qualche scagnozzo della segreteria e stai bene così». Poi però parlando dei soldi dati al suo ex vicecapo di gabinetto Luca Odevaine, arrestato proprio con l’accusa di far parte dell’organizzazione, Buzzi dice: «Ma se Odevaine c’ha tutta sta roba, c’ha mezzo Venezuela, ma Veltroni quanta roba c’ha?»

 

Ma la “rete” di Carminati e Buzzi ha relazioni e riesce ad avere contatti in più “mondi”, compreso quello di Finmeccanica, riporta il “Corsera”:

«Il 13 giugno 2013 Carminati trascorre oltre un’ora con l’ex direttore commerciale di Finmeccanica Paolo Pozzessere. Discutono dei rapporti di Berlusconi con il consulente della holding Lorenzo Cola, del ruolo di La Russa e della sua «fissazione per le donne». Poi riferendosi al neosindaco Marino, l’ex Nar dice: «Peggio di Alemanno non po’ fa’». In un’altra occasione Carminati parla di Fabio Panetta, il vicedirettore di Bankitalia: «Stavamo insieme a fare politica da ragazzini. Ci ho fatto le vacanze insieme per tutta la vita è uno dei miei migliori amici, ogni tanto mi chiama»