Mafia a Roma, tutti gli appalti incassati dalle coop di Buzzi

di Redazione | 06/12/2014

Un “tesoretto” da 174 appalti, per un valore di 34 milioni di euro, ottenuti soltanto dal Campidoglio. Senza contare, quindi, i lavori sotto inchiesta dell’Ama, la municipalizzata che a Roma si occupa dei rifiuti. E non solo. “Repubblica” svela quanto sono stati negli ultimi dieci anni i soldi finiti nelle mani di Salvatore Buzzi, presidente della “29 giugno”, e della sua rete di cooperative. Si tratta di fondi che il “braccio imprenditoriale” del “Nero” Massimo Carminati ha poi in parte riversato verso la politica. Non soltanto con i versamenti in “chiaro”, come quelli alle fondazioni di Gianni Alemanno, Ignazio Marino, Emma Bonino (e non solo). Ma anche “in nero”, attraverso il sistema delle tangenti.

 

 LaPresse/Daniele Leone
LaPresse/Daniele Leone

 

MAFIA CAPITALE, I SOLDI DI BUZZI ALLA POLITICA –  Nel 2010, in base alle ricostruzioni di “Repubblica”, gli investigatori hanno rintracciato soltanto due bonifici, «uno da 2500 euro a tale Pietro Pennacchi e uno da 10mila euro che la coop 29 giugno versa al comitato elettorale di Emma Bonino (allora candidata alla presidenza della regione Lazio, ndr)». Ma dal 2012 il “ras delle cooperative” comincia a essere più “generoso”, proprio quando entra in scena anche Carminati. Nelle stesse carte si legge: «Tali realtà imprenditoriali almeno a partire dal 2012 hanno subito la progressiva infiltrazione/associazione occulta del sodalizio di Carminati». Si legge su Repubblica:

«Il sindaco Alemanno (ora indagato per associazione mafiosa, ndr), in quel momento, è il cavallo su cui puntare. In dodici mesi, Eriches 29, Sarim immobiliare e Formula Sociale 392 girano alla sua fondazione Nuova Italia (quella di Alemanno, ndr) 68.500 euro.

Nel 2013, quando si entra in campagna elettorale con il rischio di un cambio di maggioranza, i versamenti aumentano. E soldi arrivano in modo bipartisan, per tutti:

«Le elezioni sono a maggio, da una parte il sindaco uscente che rischia di non essere confermato, dall’altra Ignazio Marino per il Pd. Nei due mesi precedenti al voto, Buzzi si scatena con 13 versamenti per contributi: due intestati a Marino da 20.000 e da 10.000 euro, due a Daniele Ozzimo del Pd (è l’assessore alla Casa che si è dimesso, ndr) da 10.000, uno all’attuale vice sindaco Luigi Nieri da 5.000 euro, uno da 15.000 ad Alemanno e uno da 20.000 al Comitato Elettorale Roma 2013. Non lascia indietro nessuno, nel Pd romano che sta per vincere le elezioni: fa versare dalle sue Coop 5.000 euro per sostenere Sabrina Alfonsi (presidente del municipio Centro Storico, Pd), 1.000 per Francesco D’Ausilio (ex capogruppo del Pd in Campidoglio), 5.000 per Erica Battaglia (presidente della Commissione politiche sociali) e 4.200 per Emiliano Sciascia (presidente IV municipio). Contributi su cui i carabinieri, nell’informativa di 1700 pagine, non annotano niente, lasciando intuire che siano stati regolarmente registrati dai Comitati», spiega “Repubblica”.

MAFIA CAPITALE, TUTTI GLI APPALTI INCASSATI DA BUZZI – Ma gli “affari” della rete di coop di Buzzi con il Campidoglio attraversano diverse amministrazioni. Cooperazione, rifiuti, pulizia urbana e accoglienza dei migranti sono i settori sui quali ha puntato la “cupola”. Più di cento gli appalti vinti negli anni:

«Con Rutelli sindaco ne ottenne appena 11, poi con Veltroni 66 per un totale di 6,1 milioni di euro, fino ad arrivare al boom guarda caso – sotto il mandato di Alemanno: 97 appalti, quasi dieci milioni di euro. In totale fanno 174 lotti in dieci anni. A cui però si devono aggiungere, nel biennio 2012-2014, le commesse milionarie ottenute dall’Ama di Franco Panzironi, dalla Eur Spa di Riccardo Mancini (ne è segnalata una da 18 milioni di euro vinta dalla cooperativa 29 giugno il 19 giugno 2012) e il mini lotto da 456.000 euro con la Asl Roma A. E ancora, tutti i lavori ottenuti nella cintura di comuni attorno alla Capitale: Ciampino, Morlupo, Anguillara Sabazia, San Felice Circeo»

In pratica, la mole milionaria ottenuta dal Campidoglio è soltanto una parte di quanto incassato dalla “cupola”. “Repubblica” riporta anche una serie di intercettazioni:

«Nel 1996 cominciammo con i rifiuti e non abbiamo più smesso – ricorda Buzzi alla moglie Alessandra Garrone, il 17 novembre 2013 – cominciammo il 29 giugno… pensa… a Palombara e Zagarolo insieme, poi nel 1999 viene Formula Sociale, nel 2003 Eriches.. aah, i barboni li abbiamo incominciati a fa’ nel 2000». Un successo che lui, il Compagno B., sintetizza così: «Da due…a cinquantasei. De che stamo a parlà ? ».

Così, grazie agli appalti, è cresciuto anche il fatturato della cooperativa di Buzzi. Passando dai due milioni di euro del 1996 ai 56 milioni nel 2013.