Bimbo morto nel Ragusano: Andrea Loris è salito sull’auto di un conoscente

di Redazione | 01/12/2014

Loris Stival

I risultati dell’autopsia sul corpo del piccolo Andrea Loris sono sconvolgenti: il bambino sarebbe stato violentato e ucciso. Andrea Loris Stival, il bambino di 8 trovato morto sabato pomeriggio a Santa Croce Camerina (Ragusa) è stato ucciso. Lo conferma l’autopsia, conclusasi questa mattina. Dall’esame del medico legale, Giuseppe Iuvara, sarebbe emerso anche che il piccolo aveva già subito in passato abusi sessuali ma la procura smentisce questa evenienza. La morte sarebbe stata causata da strangolamento. Il piccolo, accompagnato dalla madre sabato mattina davanti alla scuola, non è entrato all’interno dell’istituto. L’allarme è scattato alle 12.45, quando la madre, al suono della campanella, non ha trovato il figlio.

SALITO A BORDO DI UN’AUTO DI UNA PERSONA CHE CONOSCEVA? – Secondo quanto riportato da La Stampa, potrebbe essere un’auto a portare rapidamente a dare un volto e un nome all’assassino del piccolo Loris Stival. La stanno cercando polizia e carabinieri da poche ore dopo il ritrovamento del cadavere del bambino nella zona del “Mulino vecchio”. Loris vi sarebbe salito a bordo poco dopo che la madre lo aveva lasciato nei presso della scuola. I cani molecolari che nelle prime ore delle ricerche hanno fiutato una traccia, a un certo punto del tragitto l’hanno persa, segno che in quel punto il bambino è stato preso a bordo di un’auto, probabilmente di qualcuno che conosceva perché, come hanno più volte sottolineato i familiari, Loris non dava facilmente confidenza. Gli inquirenti sperano anche nel colpo di fortuna: qualche telecamera tra le oltre trenta del paese, a visionarle con pazienza, può regalare un’immagine importante. Si cerca il bimbo in un’auto. Loris infatti è morto per mano di qualcuno che conosceva bene. Così bene da fidarsi di lui, marinare la scuola, e andare via assieme a bordo di un veicolo.

LA CONFERENZA STAMPA – Il procuratore conferma le circostanze della morte durante la conferenza stampa: il bambino è stato dapprima strangolato e poi buttato nel canalone. Ma “al momento risulta infondata la presenza di segni di violenza a scopo sessuale” sul corpo del piccolo Loris. E’ quanto scritto in un comunicato diffuso dal procuratore di Ragusa, Carmelo Petralia. “La procura di Ragusa indaga per sequestro di persona e omicidio, ma al momento non vi sono persone iscritte nel registro degli indagati”. Lo ha detto il procuratore di Ragusa, Carmelo Petralia, parlando dell’inchiesta sull’uccisione del piccolo Loris Stival.

Foto: Salvo Cataldo/LaPresse
Foto: Salvo Cataldo/LaPresse

LO ZAINETTO – L’ipotesi dell’incidente è stata scartata fin da subito per una serie di motivi. Il principale: è scomparso lo zainetto che il bambino aveva sulle spalle quando la madre l’ha accompagnato a scuola e l’ha salutato come accadeva ogni mattina. Dov’è ora lo zainetto con dentro i quaderni, le penne, le due merendine che la mamma aveva amorevolmente infilato tra i libri? Nel canalone dove è stato trovato il corpo di quel cucciolo d’uomo, lo zainetto non c’è. La magistratura ha dato ordine a polizia e carabinieri di di tutto per trovarlo, perché può diventare la chiave per risolvere il mistero. Si potrebbe trovare un’impronta che non dovrebbe esserci, una traccia genetica, un segno lasciato dall’assassino

IL CACCIATORE –  Carmelo Petralia, il Procuratore di Ragusa, ha aperto un fascicolo per omicidio volontario contro ignoti. Nel frattempo la squadra mobile di Ragusa ha sequestrato l’auto di Orazio Fidone, il cacciatore che ieri ha trovato il corpo di Loris. «Sono in Questura per collaborare alla indagini, e ho messo la mia auto a disposizione degli investigatori. La mia intenzione è di chiarire tutto nel più breve tempo possibile», ha detto all’Ansa Orazio Fidone, il cacciatore che ha trovato ieri il corpo di Loris Stival. «L’ho cercato in quel posto – ha aggiunto – perché pensavo che era una zona dove nessuno sarebbe andato. La mia disponibilità a collaborare è massima». E dalla questura l’uomo è uscito poco prima delle 23 per tornare a casa, dopo essere stato sentito per quattro ore come persona informata sui fatti: «Sono sereno, ho chiarito tutto e non sono indagato», ha dichiarato.

LA TESTIMONIANZA – Per ora c’è solo una testimonianza al vaglio: una donna avrebbe visto alle 9,10 del mattino di sabato il bambino poco lontano dalla scuola. La descrizione corrisponderebbe. Andrea Loris comunque in classe, la terza elementare, non ci ha mai messo piede. Ma le immagini delle telecamere di videosorveglianza posizionate intorno all’edificio non lo riprendono né uscire da solo né in compagnia di qualcuno. Come è arrivato poi Andrea al mulino, possibile che così piccolo abbia percorso tanti chilometri a piedi? E soprattutto che li abbia fatti fa solo?

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QUALCUNO CE L’HA PORTATO – Man mano che il tempo passa appare sempre più improbabile che il piccolo sia arrivato da solo nel luogo dove è stato trovato morto, a tre chilometri da Santa Croce Camerina: qualcuno ce lo ha portato. La madre del bambino, che ha raccontato di averlo accompagnato a pochi metri dal cancello della scuola di Santa Croce, dove il piccolo però non è stato visto da compagni e maestre, ha riferito agli investigatori che Andrea era solito frequentare ragazzini più grandi di lui.

(Photocredit: Salvo Cataldo/LaPresse)