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Winter is coming: di Game of Thrones e delle regole per sopravvivere all’inverno (ed allo spoiler)

Non affezionatevi. Lasciate ogni speranza di veder trionfare i giusti ed assistere a sconfitte rovinose dei più cattivi antieroi che sia dato di ricordare.

Il vostro personaggio preferito probabilmente morirà prima che voi siate in grado di imparare il motto della sua casata, o tradirà voi e le vostre banali aspettative cambiando improvvisamente faccia e finendo per dare sfogo alle peggiori pulsioni di cui anima e corpo siano capaci.

Non aspettatevi nulla, se non l’intensamente imprevedibile.

Non ponetevi troppe domande e cercate di non documentarvi, almeno non prima di essere in pari.

Fatevi semplicemente travolgere dagli eventi dei Sette Regni a partire dalla sigla, una delle più belle mai concepite, storia nella storia mai uguale a se stessa che prende forme di volta in volta diverse per suggerire allo spettatore quali luoghi visiterà nella puntata che sta per iniziare.

Quando la sigla parte, già dalla sua prima nota, ci si ritrova lì, al centro dell’azione, ad assistere impotenti agli intrighi di spade, amore e potere, ormai alla deriva e lontani chilometri dal proprio divano e dalla TV.

Lussuria e bramosia, scene di sesso per ogni gusto e combinazione, decapitazioni, nudi integrali, sentimenti non ricambiati, omicidi il più delle volte inutili, desideri peccaminosi ed incesti, draghi, battaglie, banchetti regali, veleni e magie, meta-lupi, volgarità e bordelli, cibo rinascimentale, Bruti ed Estranei, magia, tradimenti, guerra, sangue e torture: Game of Thrones è a tutti gli effetti la serie dei piaceri, fantasy e non.

Sadicità a parte, successo ed unicità della serie sono da ricercare proprio nell’assenza totale di mezze misure.

Qui nei Sette Regni, infatti, si ama, si odia, si uccide, si tradisce, si lotta e si regna allo stesso modo: senza freni, inibizioni, senza pietà alcuna, seguendo un fil rouge intricatissimo che avvolge lo spettatore e non gli lascia scampo.

Smettete poi di frequentare chi è già in pari con tutti gli episodi. Sì, la vostra vita sociale ne risentirà ma il trucco è andare alla ricerca di nuovi amici che non conoscano ancora la serie e, sesta regola, diffondere il verbo.

A questa si lega l’ultima ma non meno importante: non spoilerate, per quanto sia inconsapevole o, molto spesso, irresistibile.

“Al gioco del trono, o si vince o si muore”

…o si mangia e beve! Nell’ottica di Food Affair, infatti, Game of Thrones offre molti spunti interessanti e, ancora più numerosi, sono le citazioni e i dettagli culinari che George R.R. Martin, geniale autore dei libri da cui la serie è tratta, ha disseminato all’interno della sua opera (mai come ha fatto con gli omicidi, ovviamente!).

Dimenticate, ancora una volta, le mezze misure. Di cibo se ne vede tanto ed ogni occasione è buona per mangiare e bere in banchetti di cui non si percepisce la fine, locande cupe ma a modo loro accoglienti, festeggiando matrimoni combinati o celebrando illustri morti più o meno improvvise.

Le focaccine preparate questa settimana, di cui vi parlerò cercando di non violare l’ambiziosa regola anti spoiling, compaiono in diversi episodi e, senza avere all’apparenza un ruolo chiave, sono invece determinanti per riscoprire, dopo tanti e tali sconvolgimenti, il lato umano ed emotivo dei personaggi coinvolti.

Una focaccia a forma di meta-lupo, regalata da Frittella ad Arya, la porta a ricordare le sue radici. È un vero e proprio richiamo della sua terra, di casa, che la fa vedere allo spettatore per quello che in fondo è e che si temeva avesse dimenticato: una bambina. Temeraria, ribelle, guerriera Stark. Ma pur sempre bambina.

Ecco quindi la ricetta degli Scones, utilizzata da Karyn Booth, food stylist della serie, per ricreare sul set di Game of Thrones la magia di quel regalo.

ricetta (1)

In una ciotola unite gli ingredienti secchi: farina, sale, zucchero e lievito chimico in polvere.

Aggiungete il burro, a temperatura ambiente, il latte e lavorate per qualche minuto in modo da ottenere un impasto compatto che lascerete riposare in frigo, coperto con un panno, per almeno 15 minuti.

Stendete il panetto su un piano infarinato, con l’aiuto di un mattarello, fino ad ottenere uno spessore di 2 cm e ricavate dei dischi del diametro di 7 cm circa.

Sistemate i dischi su una teglia, coperta con carta da forno, spennellateli con del latte ed lasciateli cuocere a 180° per 10-15 minuti, finché non risulteranno dorati.

Una volta sfornati e lasciati raffreddare, gli scones possono essere accompagnati da farciture dolci o salate a piacere.

Aspetterete anche voi con ansia il ritorno dell’attesissima quinta stagione, previsto per la primavera del 2015, mangiando Scones, con una moneta in mano?

“Valar Morghulis”

scones