Moglie segregata e picchiata per mesi: si salva avvertendo il padre in Marocco via Skype

di Redazione | 27/11/2014

San Daniele: erano le 9:50 di martedì mattina quando agli uffici della Polizia locale di San Daniele è arrivata una telefonata dal Marocco: si trattava di un padre che chiedeva aiuto per la figlia. L’uomo era riuscito a procurasi il numero degli uffici di via Battisti grazie ad un connazionale che risiede in Friuli. La figlia dell’autore della telefonata risiede in Friuli dal mese di aprile: è arrivata a San Daniele per ricongiungersi al marito, che però non la fa uscire e la picchia, motivo per il quale la donna ha deciso di allertare il padre via Skype. «Dovete intervenire, dovete salvarla», ha detto il genitore parlando un misto di italiano e francese agli agenti della Polizia Locale.

Foto:  FILIPPO MONTEFORTE/AFP/Getty Images
Foto: FILIPPO MONTEFORTE/AFP/Getty Images

L’INTERVENTO DEGLI AGENTI – Terminata la conversazione, gli agenti hanno telefonato al numero fisso riferito dal padre della ragazza. Al telefono ha risposto proprio la ragazza, che ha detto di essersi chiusa in bagno e ha chiesto che vadano a prenderla. In pochi minuti la macchina della polizia locale arriva in via Mazzini, proprio dove c’è il condominio in cui abitano i due cittadini marocchini. La ragazza non si trovava però da sola in casa, c’era anche lui perché ammalato. Da un piccolo pertugio, l’agente donna che aveva già parlato con la ragazza e che conosce bene il francese è riuscita a comunicare con lei.

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UN INFERNO – La vita della donna era un inferno di segregazione, botte e umiliazioni, calci, pugni, strattoni. Gli agenti si sono presentati alla porta e hanno comunicato al marito che la ragazza doveva andare via con loro. L’uomo ha minimizzato dicendo che si trattava di un banale litigio. Purtroppo le condizioni dell’appartamento e il viso della giovane dicevano altro. La casa era a soqquadro e il volto della donna pieno di lividi. Gli agenti si sono poi confrontati con il magistrato che ha confermato che la ragazza andava portata in ospedale e piantonata. E poi accompagnata in una struttura protetta. Intanto della situazione sono già stati informati i carabinieri della locale stazione agli ordine del comandante Alfredo Scudeler che agiscono in coordinamento con la Polizia locale. A loro il magistrato De Franceschi ha chiesto di andare da quell’uomo e trarlo in arresto.

(Photocredit: Dave Thompson – WPA Pool/Getty Images & FILIPPO MONTEFORTE/AFP/Getty Images)