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«Merkel e Sarkozy contro Berlusconi per salvare l’euro, e avevano ragione»

I governi dell’UE hanno chiesto agli Stati Uniti un appoggio per rimuovere Silvio Berlusconi da Palazzo Chigi. Il Financial Times ha pubblicato le trascrizioni complete del libro dell’ex segretario del Tesoro Usa Timothy Geithner, che evidenziano la disperazione di Angela Merkel e Nicolas Sarkozy per i continui impegni disattesi dall’ex presidente del Consiglio. Nelle bozze del libro Geithner afferma come lo storico discorso di Mario Draghi a Londra sulla Bce pronta a tutto per salvare l’euro sia stato completamente improvvisato.

SILVIO BERLUSCONI E LA CRISI DEL 2011 – Il corrispondente europeo del Financial Times, Peter Spiegel, ha pubblicato le trascrizioni delle interviste dell’ex segretario del Tesoro degli Stati Uniti, Timothy Geithner, che sono state parzialmente pubblicate nel suo libro «Stress Test. Riflessioni sulla crisi finanziaria» , uscito la scorsa primavera. Le bozze complete forniscono elementi nuovi in merito ad alcuni degli episodi più rilevanti dell’eurocrisi. Il più interessante per noi italiani è probabilmente il racconto dettagliato di quanto successe nel vertice del G20 di Cannes del novembre del 2011, diventato celebre per le risate di Angela Merkel e Nicolas Sarkozy su una domanda rivolta loro in merito all’affidabilità di Silvio Berlusconi. A differenza di quanto pubblicato nel libro, le trascrizioni delle interviste di Geithner indicano come furono i leader europei, e non i funzionari della Commissione UE, a far pressioni sull’amministrazione degli Stati Uniti per far cadere il governo di Berlusconi.

I GOVERNI UE CONTRO SILVIO BERLUSCONI – Geithner rimarca come

«l’esperienza della Germania fosse che ogni volta che riuscivano a calmare i mercati e lo spread scendeva, Berlusconi rinnegava tutto ciò che si era impegnato a fare. Erano ormai paranoici che ogni atto di generosità fosse mandato “affan..” dai Paesi più deboli dell’eurozona. Al G20 in Francia gli Europei ci approcciano in modo discreto, indirettamente prima dell’evento, dicendoci che in pratica vorremmo che ci aiutaste a mandare via Berlusconi. Volevano che noi (gli Usa, ndA) dicessimo che non avremmo supportato un prestito del Fondo monetario internazionale o un altro intervento di cui l’Italia aveva bisogno se Berlusconi fosse rimasto ancora presidente del Consiglio. Era una mossa bella, interessante, ma dissi di no».

Geithner rimarca di esser d’accordo con quanto proposto dai leader europei, Angela Merkel in primis. « Pensavo che Merkel e Sarkozy stessero facendo la cosa giusta. La Germania, l’opinione pubblica tedesca, non avrebbe sostenuto un’importante misura di protezione finanziaria per l’Europa se Berlusconi avesse ancora guidato quel Paese».


MARIO DRAGHI E L’EURO – In queste settimane lo stile “solitario” di governo della Bce esercitato da Mario Draghi è stato criticato da più parti, e le trascrizioni di Geithner in parte confermano questo rilievo. Il 26 luglio del 2012, quando i mercati avevano tornato a scommettere in modo significativo sulla rottura dell’unione monetario, Draghi intervenne in una conferenza di investitori a Londra per affermare che la Bce avrebbe fatto tutto il necessario (il celeberrimo «Whatevet it takes») per preservare l’euro. La famosa frase viene pronunciata al minuto 7 del video sopra. Geithner rivela come questo passaggio, che rassicurò i mercati e anticipò il programma Omt che favorì una significativa discesa dei titoli di Stato dell’area euro, sia stato improvvisato all’ultimo momento dal presidente della Bce.

«Le cose erano peggiorate in maniera drammatica durante l’estate, e Draghi era preoccupato da come la comunità finanziaria pensasse che ormai l’Europa fosse vicina alla fine. Mi ricordo che mi disse quanto fosse preoccupato da questo, e così decise di aggiungere al suo intervento, improvvisando completamento, alcune frasi come “faremo tutto il necessario”. Successivamente incontrai Draghi, e il presidente della Bce non aveva alcun piano in quel momento su come procedere. Aveva solo fatto questa affermazione vuota, ma ci sono cascati tutti»

Photo credit: (AP Photo/Charles Dharapak)