De Magistris torna sindaco: Tar sospende il provvedimento del prefetto

Luigi de Magistris può tornare a tutti gli effetti sindaco di Napoli. Almeno temporaneamente. Dopo il ricorso presentato dal primo cittadino, “sospeso” il primo ottobre dal prefetto Musolino per effetto della legge Severino a causa della condanna a un anno e tre mesi nel processo Why Not , è stato il Tar della Campania a sospendere l’efficacia del provvedimento. Il motivo? Il tribunale amministrativo ha deciso di inviare gli atti alla Consulta per “non manifesta infondatezza” della questione di legittimità costituzionale degli articoli 10 e 11 della stessa legge Severino (decreto legislativo 235). Di conseguenza, de Magistris potrà ritornare ad occupare la poltrona a Palazzo San Giacomo. Almeno, fino alla Camera di Consiglio, successiva alla decisione della Consulta.

 

Marco Cantile/LaPresse
Marco Cantile/LaPresse

 

DE MAGISTRIS TORNA SINDACO, TAR INVIA ATTI A CONSULTA – «Torno, con ancora più energia e passione, ad essere il Sindaco, a tutti gli effetti, della mia amata Napoli», ha commentato l’ex magistrato, sul proprio profilo Facebook. Dopo la condanna a un anno e tre mesi nel processo Why Not, in merito all’acquisizione di utenze telefoniche di alcuni parlamentari relative al periodo in cui era pm a Catanzaro, aveva provato a resistere. «Starò in strada, farò il sindaco tra la gente. Questo è un attacco virulento», aveva polemizzato.

La notizia del “reintegro” è stata accolta da urla di giubilo a Palazzo San Giacomo. De Magistris, al momento, si trova nella sua stanza dove sta “festeggiando” con il suo staff e diversi assessori la decisione del Tar campano. «Sono molto emozionato, perché dalle istituzioni mi viene riconosciuto il diritto costituzionale a fare il sindaco e sarò ancor di più sindaco di strada», ha continuato de Magistris.

 

DE MAGISTRIS, «LA MIA VICENDA SURREALE» – «Ci sono aspetti della legge Severino che per me sono incostituzionali, si apre lo spazio per una revisione della norma in Parlamento», ha continuato De Magistris, intervistato su Sky Tg24. Non senza lanciare accuse, come nei giorni successivi alla sospensione decisa dal prefetto: «La mia è stata una vicenda surreale. Nella mia storia complessiva c’è stato chi, dall’interno delle istituzioni, ha tentato e prova ancora a colpirmi. Un sistema molto forte. Io continuerò a fare l’uomo delle istituzioni, ma sono convinto che sia necessario denunciare mafia e corruzione nelle istituzioni stesse». Fiducia nella giustizia? «Ho fiducia nella giustizia sociale e costituzionale, ma la legalità formale è spesso intrisa di abusi. Io vorrei che le istituzioni fossero più pulite». Freddo invece il commento sul capo dello Stato: «Fiducia in Napolitano? Come sindaco devo tenere rapporti istituzionali, non devo dare pagelle. Non me la sento di parlare di fiducia o meno in una persona. Ma nella mia carriera ho subito molte ingiustizie, la più grande dal Csm, con vicepresidenza Mancino», ha continuato.

LE PRIME REAZIONI – In questo mese era stato il vicesindaco e assessore all’Ambiente, Tommaso Sodano a prendere le funzioni di de Magistris: «Un primo segno importante di giustizia che viene sancito», ha commentato l’ex parlamentare di Rifondazione comunista. «Certo, l’augurio è che anche in sede giudiziaria riesca ad avere il pieno riconoscimento».

 

 

(Photocredit, Facebook/Luigi De Magistris)

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