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Isis: Usa ed alleati stanno finendo gli obiettivi militari da colpire

L’azione militare condotta in prima battuta dagli Stati Uniti contro l’Isis mostra già alcuni limiti. Gli obiettivi sul terreno sono stati colpiti con efficacia dai missili nei primi giorni di offensiva, ma ora i terroristi si sono nascosti tra i civili, e hanno spostato le loro centrali operative in normali abitazioni. Per le bombe dall’alto lanciate da Usa ed alleati appare difficile trovare nuovi obiettivi da colpire in modo efficace per abbattere Isis.

LE BOMBE USA E L’ISIS – Nella notte tra lunedì e martedì scorsi è iniziativa l’offensiva militare degli Stati Uniti contro l’Isis, in Iraq come in Siria. Barack Obama ha deciso di avviare un conflitto sulla scia di quello condotto in Libia, ovvero utilizzando aviazione e missili ma limitando al minimo la presenza di militari sul terreno. Martedì sono stati sparati 50 Tomahawk missili cruise che grazie al sistema satellitare di navigazione sanno colpire con grande accuratezza gli obiettivi. Missili che costano 1 milione e mezzo di dollari ciascuno, mentre l’utilizzo dei caccia F22 e F15, come il bombardiere B1, costa una cifra compresa tra i 20 e i 65 mila dollari per ora di volo secondo il quotidiano tedesco Die Welt. Secondo l’organizzazione per i diritti umani Syrian Observatory for Human Rights la scorsa notte sono stati uccisi 14 miliziani dell’Isis e 5 civili. Le bombe, i missili ed i droni hanno colpito i campi di addestramento dei miliziani di al-Baghdadi, le loro centrali di comando, così come i carro armati, i veicoli e l’artiglieria dei terroristi.

GLI OBIETTIVI ANTI ISIS – La maggior parte delle operazioni belliche è svolta dagli Stati Uniti, con l’appoggio di quattro dei cinque partner arabi: Arabia Saudita, Giordania, Emirati Arabi Uniti e Bahrein. L’aviazione Usa, coadiuvata da quella saudita e dai jet degli Emirati Arabi Uniti hanno colpito la scorsa notte 12 raffinerie di petrolio, che l’Isis sfrutta per finanziarsi. Secondo il Pentagono i terroristi guadagnano 2 milioni di dollari al giorno grazie alla vendita di 30 mila barili sul mercato nero del petrolio. che viene contrabbandato nei paesi confinanti. L’alleanza anti Isis, grazie alla superiorità tecnologica delle armi americane, è stata finora molto precisa nel colpire gli obiettivi prefissati. Come informa però il Wall Street Journal, nei prossimi giorni inizieranno a scarseggiare i luoghi da colpire per debellare con efficacia l’Isis. Secondo un testimone che vive nella zona di al-Bukamal, al confine tra Siria e Iraq, i miliziani del califfo al-Baghdadi si stanno nascondendo tra le abitazioni dei civili. I testimoni rimarcano come dall’inizio dei bombardamenti i comandanti dell’Isis non facciano più perlustrazioni, ed anche i loro check-point per controllare il territorio si siano drasticamente ridotti.

L’ISIS E L’OFFENSIVA DI TERRA – Die Welt rimarca come l’immersione dei terroristi tra i civili sia osservabile anche in Iraq, oltre che in Siria. Nelle zone sunnite dove già erano iniziati ad inizio agosto i primi bombardamenti americani, in appoggio alla controffensiva curda, si era notato come i miliziani si fossero nascosti all’interno delle case dei civili. Le armi in loro possesso, si presume, sono invece state collocate nei garage o nelle cantine così da nasconderle ai radar statunitensi. Un altro problema dell’iniziativa militare Usa è rappresentato dai bombardamenti contro le postazioni di Khorasan. Questa cellula di miliziani vicini ad al-Qaida sono in realtà alleati con il fronte al-Nusra, che in Siria fa parte dell’opposizione militare al regime di Assad. Die Welt sottolinea come l’esaurimento di obiettivi militari da colpire e l’infiltrazione dei terroristi dell’Isis tra i civili mostrino diversi limiti dell’azione americana. Per battere i miliziani servirebbe probabilmente un’azione militare del campo, che però al momento viene esclusa dagli Stati Uniti.

Photocredit: Mass Communication Specialist 1st Class Eric Garst/U.S. Navy via Getty Images

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