Andrea Defranceschi e la regola «scomoda» del Movimento 5 Stelle anti-indagati

di Stefania Carboni | 15/09/2014

La storia ha del paradossale e riguarda tutta il Movimento 5 stelle emiliano. Riguarda di preciso la nuova regola posta per le candidature sul portale dove è vietata la corsa agli attivisti che risultano inquisiti. Questa regola impedirebbe la candidatura dell’unico consigliere regionale a 5 stelle Andrea Defranceschi, reo di aver avviato con un esposto l’indagine che ora coinvolge i consiglieri in regione Emilia Romagna, pista che di fatto ha permesso l’iscrizione al registro degli indagati di tutti i capigruppo dei vari partiti compreso lui. Così, se nel Pd si sfila dalle corse delle primarie Matteo Richetti, mentre rimane convinto di poter spiegare ai pm il collega dem Stefano Bonaccini, dentro il Movimento c’è chi prende le parti di Defranceschi e chi invece, sommessamente aspetta un suo passo indietro. Il consigliere 5 stelle però non molla e in un lungo post sul blog emiliano ha spiegato il perché della sua corsa: «Ho cliccato appena aperte le liste, prima di far caso all’introduzione del nuovo parametro di selezione. Quello di inquisito. Il mio casellario giudiziale è pulito, vi vengono iscritti solo procedimenti penali in corso. Cosa che io non ho». E non è il solo a pensarla così tra le fila pentastellate.

 

Il sindaco di Parma Federico Pizzarotti con Grillo (Foto Spada - LaPresse)
Il sindaco di Parma Federico Pizzarotti con Grillo (Foto Spada – LaPresse)

 

«REGOLA INDAGATI? NON C’È STATA DISCUSSIONE» – Il consigliere emiliano non ha tutti i torti sulla vicenda giudicando il nuovo paletto imposto da Grillo e Casaleggio come un parametro «necessario ma scivoloso». «Discutibile – ha spiegato – perché ci espone al ricatto da parte di tutti i partiti e politici che attacchiamo: ‘se ti voglio far fuori ti querelo così non ti candidi’. Se ben regolato invece, è un parametro prezioso». Dalla sua parte ci sono diverse personalità M5S. Non si tratta solo dei militanti di Monzuno, ma anche dell’eurodeputato Marco Affronte che ha consigliato una discussione pubblica sullo stop agli indagati. «Mi sembra una cosa frettolosa», ha osservato all’agenzia Dire. «Non voglio pensare che sia stata fatta per far fuori Defranceschi, che comunque non ha ancora ricevuto nessuna notifica e quindi di fatto non è indagato, ma nelle altre primarie non c’era questa regola. Se si voleva inserire, la decisione doveva nascere da una discussione che invece non c’è stata».

PIZZAROTTI STA CON DEFRANCESCHI – Dalla parte di Defranceschi e di una regola giudicata dai più «scivolosa» ci sono (secondo Repubblica) anche Marco Vagnozzi e Pietro Vandini, consiglieri comunali del Movimento a Parma e Ravenna. E scetticismo arriva anche da parte della deputata Mara Mucci secondo cui una regola così importante dovrebbe esser votata con un sondaggio on line. Non solo, ieri sera, dalla festa EmiliainMovimento il sindaco Federico Pizzarotti ha difeso il consigliere regionale: «Concordo con la linea di Andrea Defranceschi», ha spiegato all’Ansa. «Un conto è essere indagato, un conto è essere all’interno di un processo. Visto il valore dimostrato in questi cinque anni non possiamo perderlo per una norma uscita adesso». Il sindaco ha ricordato come finora la norma “anti-inquisiti”, specialmente davanti alle querele non è mai stata attuata. «Defranceschi, fin dal primo giorno, ha sempre pubblicato tutte le spese. Se uno ha controllato, può farsi un’idea. Io sono sempre per dare la possibilità ad Andrea di concorrere, sarebbe un ottimo presidente della Regione».

PS IN ARRIVO? – Il rapporto tra fedine penali ed eccellenti candidature è stato spesso motivo di problemi all’interno del Movimento. Basti pensare al caso di Giuseppe Di Bello in Basilicata. E ora il problema di Defranceschi rischia di ingrossarsi. «Com’è noto – ha spiegato – sono il primo che abitualmente fa un passo indietro per salvaguardare il Movimento e tutti i ragazzi che vi lavorano e si impegnano. Ma non uno di più, perché fra questi ci sono anch’io. E rispetto il lavoro che ho fatto, e che proprio per il Movimento va difeso. Quindi continuerò a lottare, rimanendo come sempre, dalla stessa parte». Grillo risponderà alle richieste con un sondaggio on line o c’è un Ps (che potrebbe scatenare polemiche) in arrivo? La questione è senz’altro spunto di riflessione anche perché (come ricordano vecchi problemi emiliani) ci sarebbero fedelissimi pronti a sostenere l’indicazione del duo. Nessuna “deroga” in barba a chi, nei mesi passati, accettò in silenzio la sua sospensione dal Movimento in attesa del giudizio della Corte dei Conti. Si trattava sempre di Defranceschi: a giugno fu ritirata la sua accusa per peculato e il consigliere ritornò dentro il Movimento. Repetita iuvant?

(Copertina: Fb AndreaDefranceschi)