Il buco nell’ozono si sta richiudendo

di Redazione | 11/09/2014

Il buco nello strato di ozono che circonda il pianeta si sta chiudendo, una conferma dell’efficacia dell’accordo internazionale sulla messa al bando dei clorofluorocarburi (CFC), i gas che avevano creato un buco sopra l’Antartico.

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UNA BUONA NOTIZIA –  Non è frequente sentire buone notizie in materia d’ambiente e questa è una gran bella notizia, tanto più che riguarda il recedere di una minaccia che gravava sulla salute dell’intero pianeta e dei suoi abitanti. L’ultimo report delle Nazioni Unite pubblicato ieri conferma che il buco sopra l’Antartico si sta richiudendo, segno che lo strato d’ozono che ha la fondamentale funzione di proteggere la superficie dai raggi ultravioletti si sta riprendendo.

UNA VITTORIA GLOBALE – Secondo il chimico Mario Molina, vincitore di un Nobel per le sue ricerche sullo strato d’ozono «È una vittoria della diplomazia e della scienza e del fatto che siamo capaci di lavorare insieme». Un lavoro lungo, perché dai primi allarmi negli anni ’70 c’è voluto fino al 1987 per arrivare al Protocollo di Montreal, che ha sancito la messa al bando globale dei CFC, gas usati negli spray, nei frigoriferi e nei condizionatori, che una volta dispersi in atmosfera andavano a intaccare l’ozono.

QUELLI CHE DICEVANO DI NO – All’epoca l’industria sosteneva che fosse un azzardo, che non ci fossero certezze e che si trattava di una misura inutilmente costosa. Poi l’industria è sopravvissuta senza grosse fatiche e i CFC hanno smesso di essere prodotti. Trent’anni dopo è chiaro che la misura abbia avuto l’impatto previsto e che dismettere la produzione di CFC sia stato sufficiente perché lentamente l’ozono tornasse ad aumentare nell’atmosfera e il buco nell’omonimo strato cominciasse a richiudersi. Secondo gli scienziati ci vorrà fino al 2050 per ritornare ai livelli dei prima anni ’80, quando già comunque era stato danneggiato, e fino al 2075 perché si risani alle altitudini maggiori.

BISOGNA FARLO ANCHE PER IL GLOBAL WARMING  – Il buco sull’Antartico continua a riapparire, ma ora raggiunge al massimo un’estensione di 20 milioni di chilometri quadrati contro i 30 dei tempi peggiori. nel rapporto però ci sono anche notizie meno positive, come l’aumentata presenza in atmosfera del tetracloruro di carbonio, sostanza in teoria vietata, ma che evidentemente qualcuno continua a produrre e impiegare illegalmente, senza considerare che i gas che hanno sostituito i CFC vanno comunque ad aumentare il global warming. La pubblicazione del rapporto ha ridato voce e speranza a chi spera in un accordo simile per contrastare il riscaldamento globale, proprio in questi giorni colpiti dalla notizia che l’aumento della concentrazione di CO2 in atmosfera cresce anche più in fretta di quanto previsto dagli scienziati.