Jesi, armato di machete semina panico in strada

di Redazione | 02/09/2014

Serata di paura per le strade di Jesi, in provincia di Ancona, dove ieri, prima delle 21 e per oltre un’ora, un giovane africano di 26 anni ha minacciato i passanti brandendo alcuni machete. Un caso che ricorda la vicenda di Adam Kaboboo, il ghanese che nel maggio 2013 a Milano uccise tre passanti a colpi di piccone.

 

arma machete 1(Foto Binci da Il Resto del Carlino)

 

FERITO LIEVEMENTE UN CARABINIERE – Stando a quanto ricostruito dai giornali locali, il ragazzo, canotta verde e pantaloni bianchi, si è aggirato con armi in mano nella zona di Porta Valle, a ridosso delle mura storiche della città. Fortunatamente le sue minacce non sono state seguite da nessun folle gesto. Una sola persona è rimasta ferita: il comandante della locale Compagnia dei carabinieri, il capitano Mauro Epifani, colpito con machete di striscio al fianco sinistro, subito prima di riuscire a fermare ed arrestare il giovane. O.P. (queste le iniziali della persona arrestata) era un pluripregiudicato (anche per resistenza a pubblico ufficiale) e disoccupato ed era già stato arrestato la scorsa settimana.

IN GIRO ARMATO DI MACHETE – A quanto pare si sarebbe impossessato delle armi rompendo la vetrina di un’armeria in una galleria commerciale. Il ragazzo avrebbe precisamente portato in giro con sè per le strade di Jesi tre coltelli: uno di essi gli sarebbe poco dopo sfuggito di mano, mentre gli altri due sarebbero invece stati branditi contro i passanti, mentre pronunciava frasi sconnesse. Per fermarlo si sono subito adoperati carabinieri, poliziotti in borghese armati di bastone e vigili urbani. Ad allertare il 112 sarebbe stata una donna sfiorata da una coltellata. Secondo i testimoni contro il giovane sarebbero stati esplosi anche colpi di arma da fuoco, uno dei quali lo  avrebbe raggiunto di striscio ad una gamba. Prima di essere fermato ed arrestato dai carabinieri il ragazzo aveva provato a rifugiarsi nella chiesa di San Pietro Apostolo. In seguito i militari lo hanno bloccato sui gradini del portico della chiesa. Per convincerlo ad arrendersi il capitano Epifani si è avvicinato a lui a mani levate, tirandosi dietro la mamma del giovane. Il 26enne aveva probabilmente assunto sostanze supefacenti.

(Foto copertina: Binci. Fonte: Il Resto del Carlino)