Il sindaco di Locri e la «lettera a Gesù» contro i dipendenti assenteisti

di Redazione | 01/09/2014

 «La piaga di Palermo? Il traffico!», si lamentava lo zio di “Johnny Stecchino, nello storico film diretto e interpretato da Roberto Benigni. Giovanni Calabrese, sindaco di Locri con un passato in Alleanza nazionale e da un anno alla guida del Comune, ha invece ingaggiato un’altra battaglia personale. Quella contro l’«assenteismo dei dipendenti comunali». Le sue denunce e i provvedimenti disciplinari sono rimaste senza esito, così, pensando di attirare l’attenzione dei media, ha pensato di scrivere una lettera provocatoria, con destinatario il «Divinissimo Signore Gesù Cristo».

 

Giovanni Calabrese 2
La lettera del sindaco di Locri

 

 

GIOVANNI CALABRESE E LA «LETTERA A GESÙ CRISTO» CONTRO I DIPENDENTI ASSENTEISTI – Una “singolare” iniziativa, con la quale Calabrese si è lanciato fino a invocare un’intercessione contro il comportamento di gran parte dei dipendenti dell’amministrazione comunale, accusati di paralizzare il Comune. Secondo il primo cittadino del centro in provincia di Reggio Calabria (tra i centri a maggiore infiltrazione delle ‘ndrine, con la presenza dei clan Cataldo e Cordì), sono i dipendenti “fannulloni” a ostacolare la macchina amministrativa, rendendo inefficiente il Comune da lui amministrato. Si legge:

«Divinissimo Signore Gesù Cristo,
mi rivolgo a Te, in ultima istanza,  non sapendo a chi altro rivolgermi. Con grande ossequio e deferenza  mi rivolgo per invocare il Tuo divino aiuto per  aiutarci a risolvere un’atavica problematica che affligge la Città di cui sono guida amministrativa perché scelto dai cittadini lo
scorso anno. Il più grande problema della Città di Locri non è solo la cosiddetta ‘ndrangheta, ma parte dei dipendenti del Comune».

Secondo i numeri citati dal sindaco di Locri, sul totale dei 125 dipendenti comunali, sono appena venti o venticinque quelli davvero a disposizione. Il motivo? Tutta colpa di una mole di certificati medici, esibiti per giustificare “improvvise malattie”. Co la città, di fatto, bloccata.

LA DENUNCIA DEL SINDACO DI LOCRI CONTRO L’ASSENTEISMO DEI DIPENDENTI – Mancano i vigili urbani, gli addetti alla raccolta della spazzatura, alla sostituzione delle lampadine, così come il personale all’interno degli uffici. Per coprire le buche sull’asfalto ha dovuto pensarci lo stesso sindaco. Allo stesso modo per portare gli alunni disabili a scuola: lo stesso primo cittadino, considerata l’«improvvisa assenza del dipendente preposto all’accoglienza e all’accompagnamento dei bambini sullo scuolabus cittadino», ha rivendicato di aver garantito personalmente il servizio insieme all’autista. Ma non solo: 

«Mi si diceva che l’elettricista comunale, che ancora oggi continua a lavorare con modalità di libero professionista all’interno della P.A. non poteva sostituire le lampadine perché non c’erano soldi per comprarle e dovevano provvedere i cittadini! Grazie a qualche buon amico sono riuscito ad avere quindicimila lampadine gratuitamente, ma non mi sembra che niente sia cambiato. Le lampadine sono tutte stipate in un deposito, molte zone della città continuano a rimanere al buio e l’elettricista continua ad essere “uccel di bosco”! Solo grazie al gratuito intervento di qualche amico sono state sostituite le lampade della via Matteotti. La Polizia Municipale, per come denunciato nei giorni scorsi continua a “dormire” in attesa speriamo presto di qualche brusco e brutto risveglio», si legge nella lettera.

Nel sito personale, Calabrese ha riportato i numeri di quella che ha ribattezzato come un’ “operazione trasparenza“: «Nel corso dell’anno 2013 sono stati goduti dai 125 dipendenti comunali ben 3.624 giorni di malattia. Si precisa che nel computo non sono stati ricompresi le assenze per terapie salvavita e per gravidanza». Tanto per citare qualche numero. Per Calabrese, una situazione insostenibile. Inefficaci le denunce, si è lanciato fino a invocare il “miracolo”. Intanto si è guadagnato la visibilità che cercava. 

Photocredit: Giovanni Calabrese.info