La mezza bufala dello smalto che cambia colore per proteggerti da uno stupro

di Valentina Spotti | 01/09/2014

Uno smalto per unghie speciale che avvisa chi lo indossa di un possibile tentativo di stupro che potrebbe compiersi di lì a poco. La notizia si è diffusa rapidamente sul web negli ultimi giorni ed è diventata virale, raccogliendo l’approvazione delle donne e delle ragazze di mezzo mondo. Ma quello che è già stato definito come un efficientissimo dispositivo anti-violenza, purtroppo, non agirebbe come promette. Per lo meno non ancora.

 

Spencer Platt/Getty Images
Foto: Spencer Platt/Getty Images – Immagine di repertorio

 

«BASTA UN DITO NEL TUO DRINK» – Questi i fatti: negli ultimi giorni di agosto comincia a circolare sul web la notizia di quattro studenti della North Carolina State University, inventori Undercover Colors, uno smalto per unghie che permetterebbe alle donne di controllare il contenuto del proprio bicchiere, per verificare che questo non contenga una delle cosiddette “droghe da stupro”. L’invenzione prende le mosse da innumerevoli casi di cronaca degli ultimi anni, che hanno visto giovani donne violentate dopo essere state stordite con potenti farmaci o sostanze stupefacenti mescolate a loro insaputa al drink che era stato loro offerto mentre si trovavano a una festa o durante un appuntamento. Da qui, l’idea di creare uno smalto per unghie “rivelatore”, in grado di cambiare colore se messo a contatto con queste sostanze, semplicemente infilando la punta di un dito nel bicchiere: qualche secondo e, se lo smalto cambia tono, meglio mettersi al sicuro e avvisare le autorità. 

FALSI POSITIVI – In molti purtroppo, si sono dimenticati di sottolineare che questo smalto sarebbe ancora a uno stadio sperimentale: in fase di test, infatti, Undercover Colors avrebbe restituito come risultato parecchi falsi positivi – ovvero avrebbe segnalato nella bevanda la presenza di sostanze anche quando non c’era nulla – e, sopratutto, funzionerebbe solo con un numero limitato di “droghe da stupro”, troppo poco per riuscire a coprire tutta la gamma delle sostanze, dal Rohypnol allo Xanax passando per il GHB, e che vengono solitamente utilizzate per stordire le potenziali vittime. Questo dettaglio, sottolinea Caitlin Dewey sul Washington Post, fa dello smalto antistupro «un interessante titolo giornalistico, ma uno strumento molto meno utile di quello che possa sembrare». 

 

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«BUONE INTENZIONI, MA…» – Non è detto, comunque, che con il tempo l’invenzione possa evolversi e raffinarsi, riuscendo a identificare realmente la presenza di droghe nel bicchiere. «Ci siamo voluti concentrare su qualcosa che potesse costituire un elemento di prevenzione – aveva detto qualche mese fa Ankesh Madan, uno dei quattro studenti che hanno realizzato Undercover Colors – Tutti siamo stati vicini a qualcuno che ha avuto una terribile esperienza di questo tipo e abbiamo cominciato a concentrarci su un modo per prevenire questo tipo di crimine». Non tutti, tuttavia, sembrano essere d’accordo con questo punto di vista che, in un certo senso, potrebbe andare a sfavore di una vittima di stupro: «Si tratta di un prodotto nato da buone intenzioni – ha scritto l’attivista Tara Culp-Ressler su Think Progress – Ma a ogni studentessa che non usa questo smalto e che subisce una violenza si potrebbe rimproverare di non averlo usato».

(Foto copertina: Cindy Ord / Getty Images for Wedding Paper Divas)