Scontro Tornado: iniziati gli esami del dna sui corpi

di Redazione | 25/08/2014

Ascoli: Questo pomeriggio presso l’obitorio dell’ospedale Mazzoni di Ascoli Piceno sono cominciate le operazioni peritali affidate dalla Procura di Ascoli all’anatomopatologo Adriano Tagliabracci sui resti dei quattro piloti dell’Aeronautica miliare (il capitano pilota Alessandro Dotto, il capitano navigatore Giuseppe Palminteri, il capitano pilota Mariangela Valentini, e il capitano navigatore Piero Paolo Franzese) morti nel tragico scontro dei due tornado avvenuto lo scorso 19 agosto sui cieli di Ascoli Piceno.

Foto: Angelo Emma/LaPresse
Foto: Angelo Emma/LaPresse

IL DNA – Assieme a Tagliabracci opera un perito nominato dall’Areonautica militare, parte offesa nell’inchiesta della magistratura ascolana, aperta per le ipotesi di reato di disastro aereo colposo e omicidio colposo. Tagliabracci dovrà prelevare campioni di tessuto che serviranno ad estrarre il Dna ed effettuare esami tossicologici. Il dna è assolutamente necessario per capire con esattezza a chi appartengano i corpi dilaniati nell’impatto tra i due tornado, mentre gli esami tossicologici servono per capire quali fossero le condizioni dei piloti al momento del volo. Le scatole nere serviranno a ricostruire la dinamica dell’incidente e le eventuali cause. Se per l’esame del Dna serviranno pochi giorni, per quelli tossicologici il periodo di tempo da aspettare è molto maggiore, serviranno infatti dai 60 ai 90 giorni.

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LE INDAGINI – Questa mattina due ufficiali dell’areonautica militare sono stati sentiti dal sostituto procuratore della Repubblica di Ascoli Cinzia Piccioni, che fa parte del pool di magistrati che indaga sullo scontro tra i due Tornado. Sono due colonnelli che fungono da supporto investigativo ai pm, che stanno indagando per i reati disastro aereo colposo e omicidio colposo, al momento a carico di ignoti. Il dialogo tra colonnelli e pm è durato circa tre ore ed è servito al magistrato per capire i meccanismi che regolano questo tipo di esercitazioni. L’inchiesta procede anche nella raccolta di documenti, tra tracciati radar, piani di volo, libretti di manutenzione degli apparecchi. L’indagine entrerà nel vivo solo quando verranno recuperati tutti i rottami e verranno acquisiti tutti i reperti documentali. Il lavoro si prospetta lungo e la procura ascolana ha ribadito che al momento nessuna ipotesi viene scartata.

(Photocredit: Angelo Emma/Lapresse)