Isis: Cagai, abruzzese e copti egiziani, gli orrori dei parlamentari italiani

di Stefania Carboni | 22/08/2014

Chi sono i cagai? Sarebbe bello saperlo? Così come sarebbe bello leggere altre risposte per bocca dei deputati e senatori in merito alla questione curda. Il Fatto Quotidiano è andato a “disturbare” i parlamentari interrogandoli sui termini relativi alla crisi medioorientale. Spuntano diverse perle. Purtroppo.

isis parlamento

I CAGAI – Carlo Sibilia del Movimento Cinque ha difficoltà nell’individuare il presidente iracheno: «Su questo noi come M5s non ci siamo soffermati, ci sono stati troppi avvicendamenti in questi anni». Al Maliki è stato ininterrottamente premier dal 2006 all’11 agosto scorso, seguito da Haider al-Abadi. E per l’ISIS? «Bisogna guardare con attenzione agli yazidi, i cagai e altri». I cagai? «Soffermarsi sulle minoranze è riduttivo».

QUESTIONE DI COPTI – Per Forza Italia è illuminante Micaela Biancofiore. I cristiani più a rischio? «I copti sono originari di quell’area, quindi sono i più a rischio». Peccato che i copti siano i cristiani egiziani. In Iraq, come ricorda il quotidiano, ci sono i cattolici caldei.

«ISIS CHI? IO PARLO ABRUZZESE» – Antonio Razzi è pacifista: «Serve dialogo, non armi. Io parlo abruzzese, lei italiano ma poi ci capiamo. L’Isis? Non so chi siano. Ogni tanto esce un gruppo nuovo e si dà un nome, per confondere le idee…». Anche Nico Stumpo del Pd non ricorda chi sia il premier iracheno ma ancor di più si confonde sull’identità del Califfato: «Credo siano sciiti ma non sono sicuro». Fabio Rampelli di Fdi parla di neocaliffato nato da «una settantina di giorni». Più coerente e onesto, come sempre, Roberto Giachetti democratico: «Stroncami, non ne so un c…». Fioroni del Pd ha difficoltà con i peshmerga: «Sono quelli sottoposti agli attacchi, al genocidio, il governo curdo». Daniela Santanché fa invece l’esperta: «L’Islam è violento, ho scritto due libri a riguardo, bisogna studiare il Corano». Ma non risponde esattamente alle domande del cronista. Strano eh?

(Copertina Foto: LaPresse/Roberto Monaldo)

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