L’età perfetta è avere 29 anni?

di Valentina Spotti | 05/08/2014

A 29 anni sei ancora in contatto con i vecchi compagni di scuola, che con il tempo sono diventati i tuoi amici più intimi, ma hai già avuto modo di stringere legami di amicizia anche con alcuni colleghi di lavoro vecchi e nuovi. A 29 anni si è abbastanza saggi, ancora molto giovani, liberi di stare con persone diverse ma capaci di mantenere salda la propria identità, concentrati su se stessi ma pieni di amici e conoscenze. Quindi, 29 anni è l’età perfetta? Così parrebbe, stando ai risultati di uno degli innumerevoli sondaggi condotti nel Regno Unito su un campione relativamente piccolo di 1500 giovani non ancora trentenni, che hanno rilevato come l’ultimo anno dei “venti” sia, in media, l’anno migliore da vivere dal punto di vista delle relazioni sociali.

Foto: Thinkstock
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29 ANNI: PICCO DI POPOLARITÀ – Per quanto il sondaggio abbia una scarsa rilevanza scientifica e sia stato condotto da un’azienda alimentare che produce cibi senza glutine, la notizia ha avuto una certa eco nella stampa britannica e statunitense e non sono stati pochi coloro che, 29enni o no, si sono sentiti punti sul vivo e in dovere di confrontare le proprie vite sociali alla luce dei risultati del sondaggio: ogni 29enne avrebbe in media 80 amici, contro la media delle altre fasce d’età, che scende a 64. Il picco di popolarità, quindi, non sarebbe durante l’adolescenza, ma poco prima dei trent’anni, quando le opportunità di creare e coltivare relazioni sociali sono al loro massimo storico.

I MIGLIORI ANNI DELLA NOSTRA VITA – Dice la sua anche Daisy Buchanan, blogger del Guardian che di anni ne ha giusto 29 e che si trova in «perfetto accordo» con i sondaggisti nonostante «non abbia mai contato i suoi amici» né consideri gli «amici di Facebook» come tali, per lo meno non nel senso canonico del termine.

Posso confermare che, alla soglia dei 30, le mie amicizie sono di grande valore. Questo non perché sia diventata più saggia, più bella, o più attraente nei confronti delle nuove conoscenze, ma perché ho riconosciuto i miei limiti. A 21 anni le mie amicizie nascevano da un bicchiere rovesciato in un locale, con la musica house in sottofondo. […] La tarda adolescenza e gli anni immediatamente seguenti sono un momento terribile per farsi degli amici. Sono un periodo terribile per fare qualsiasi cosa. Stai ancora cercando di capire chi sei e costa stai diventando e l’unico modo per scoprirlo è commettere una serie di errori disastrosi. Si ha una scarsissima prospettiva su qualsiasi cosa.

Insomma, nonostante manchi di esperienza sui decenni che non ha ancora vissuto, Daisy sembra avere le idee piuttosto chiare su quello di cui invece ha già fatto esperienza:

Credevo che i vent’anni sarebbero stati i miei anni migliori, e ho buttato un sacco di energie preoccupandomi e correndo a destra e a manca per fare in modo che fosse così, anche se non mi stavo per niente divertendo. Avrei dovuto sapere che diventare grande non mi avrebbe portato altro che gioia e conoscenza, e che i miei 20 anni sarebbero diventati belli soltanto alla fine.

 

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AMICI? POCHI MA BUONI – E per quanto riguarda l’ondata di popolarità che sembrerebbe investire chiunque proprio prima dei 30 anni? Forse, si diventa popolari proprio perché si smette di preoccuparsene. Parola di 29enne:

Non so se sono più popolare di prima, ma oggi sono sicura di essere una buona amica. So che imparare ad ascoltare è più importante che cercare di essere la ragazza che si fa notare di più in una stanza. […] Sopratutto, sono abbastanza adulta da sapere che le amicizie sono imperfette e che possono finire. Meglio avere cinque amici veri che cinquanta idioti nella tua rubrica del telefono.

 

(Photocredit copertina: Thinkstock)