Il soldato russo che pubblica selfie dall’Ucraina (e che potrebbe incastrare Mosca)

di Valentina Spotti | 31/07/2014

I selfie pubbicati su Instagram da un soldato russo svelerebbero come l’esercito di Mosca sarebbe già operativo sul suolo dell’Ucraina Orientale, nonostante le continue smentite da parte del Cremlino dall’inizio della crisi ucraina. A scovare questo profilo Instagram, dove il giovanissimo soldato si diletta a pubblicare autoscatti che lo immortalano in espressioni buffe, è Max Seddon, corrispondente dalla Russia per BuzzFeed, che ricostruisce le ultime settimane del militare – che su Instagram si firma come Sanya Sotkin – alla luce di quanto sta avvenendo in Ucraina.

Instagram/sanya_sotkin
Instagram/sanya_sotkin

QUELLE FOTO GEOTAGGATE IN UCRAINA – Secondo la ricostruzione di Seddon, che pur mancando di conferme ufficiali è stata ripresa da testate autorevoli come Business Insider, Alexander Sotkin avrebbe 24 anni e farebbe parte dell’esercito russo in qualità di esperto in comunicazioni. Il 23 giugno scorso il soldato ha pubblicato una foto scattata in una base militare del sud della Russia, non lontano con il confine con l’Ucraina ma, una settimana più tardi, un’altra foto lo avrebbe localizzato a Krasna Talychka, un villaggio dell’Ucraina orientale facente parte del territorio controllato dai ribelli ucraini. Seddon ha dedotto tutte queste informazioni raccogliendo i dati dai vari profili sui social network del militare, compreso quello su VK – il corrispettivo russo di Facebook – dove è registrato con il suo nome per esteso, Alexander Sotkin. Instagram permette di “geotaggare” le foto: ovvero, di associare per ogni foto la località in cui è stata scattata. La mappa delle foto di Sotkin rivelerebbe che il soldato avrebbe attraversato più volte il confine con l’Ucraina, anche se, scrive Seddon, non è chiaro per quanto tempo e per quale scopo. Dì per sé comunque il fatto è già piuttosto eloquente: Mosca ha più volte negato di aver fornito supporto militare ai filo-russi ucraini, ma queste foto sembrerebbero provare che, invece, la Russia avrebbe inviato i suoi uomini oltre il confine.

 

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«STO LAVORANDO CON UN BUK» – Sotkin pubblica i suoi selfie quasi ogni giorno e il 27 luglio scorso, il militare russo ha postato una foto con una interessante didascalia: «Seduto in giro, lavorando con un BUK, ascoltando la musica. In fin dei conti una bella domenica». Il “BUK” a cui fa riferimento è un sistema di missili terra-aria sviluppato dalla Russia, particolarmente sofisticato, lo stesso tipo di missile che, secondo le accuse lanciate dall’Ucraina a Mosca, potrebbe essere aver colpito il volo MH17 di Malaysia Airlines.

«Seduto in giro, lavorando con un BUK, ascoltando la musica. In fin dei conti una bella domenica». Instagram/sanya_sotkin
«Seduto in giro, lavorando con un BUK, ascoltando la musica. In fin dei conti una bella domenica». Instagram/sanya_sotkin

 

SOLDATI RUSSI E SOCIAL MEDIA – Seddon sottolinea che non c’è nulla che possa collegare direttamente Sotkin all’abbattimento del volo MH17 ma l’Ucraina, in ogni caso, ha accusato la Russia di aver lanciato missili terra-aria verso oltre il confine, abbattendo due caccia dell’esercito ucraino soltanto qualche giorno fa. Allo stesso modo, Seddon spiega che Sotkin non sarebbe l’unico soldato russo che, attraverso le proprie condivisioni sui social media, proverebbe un coinvolgimento della Russia nella delicatissima situazione ucraina. Qualche giorno fa Vadim Grigoriev aveva pubblicato su VK una foto di alcuni posizioni di artiglieria russa con la didascalia: «Abbiamo picchiato l’Ucraina tutta notte». Grigoriev avrebbe poi rilasciato un’intervista alla televisione di stato russa, sostenendo che il suo account era stato violato da un hacker.

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L’ANSIA DI MOSCA – Ancora, Seddon fa notare che il sistema di geotagging di Instagram è molto preciso e che Sotkin avrebbe potuto cambiare la localizzazione delle foto soltanto utilizzando un particolare dispositivo che svia il GPS dell’iPad che utilizza per scattare le foto. E Mosca comincerebbero a essere preoccupati dai dettagli rivelati dai soldati sui social network: nei giorni scorsi il parlamentare Vadim Soloviev aveva parlato di «un piano» per impedire ai soldati di pubblicare sui social media informazioni relative al proprio stato di servizio: «In questa situazione anche il dettaglio più insignificante può diventare un’arma contro di noi».

(Photocredit copertina: Instagram/sanya_sotkin)