Di cosa è fatto il presunto “schermo indistruttibile” di iPhone 6?

di Valentina Spotti | 21/07/2014

Appena qualche settimana fa il video di Marques Brownlee aveva fatto il giro della rete, mostrando le meraviglie di quello che, con tutta probabilità, potrebbe essere il nuovo “schermo indistruttibile” di iPhone 6, in uscita nei prossimi mesi. Ora un nuovo video di Brownlee mostra quello stesso display strofinato con un pezzo di carta abrasiva, riportando danni minimi. Ma da cosa è composto, esattamente, questo materiale super resistente? Il Guardian è andato a interpellare Neil Alford, professore del Dipartimento di ingegneria dei materiali all’Imperial College di Londra che spiega le caratteristiche di quello che viene definito vetro zaffiro.

YouTube/Marques Brownlee
YouTube/Marques Brownlee

IPHONE 6: UN DISPLAY PIÙ RESISTENTE DEL GORILLA GLASS? – «Apple possiede i brevetti sia per la laminazione dello zaffiro – che consiste in una lavorazione del minerale con due tagli differenti, per aumentarne la durezza – che per la fusione del vetro zaffiro» – spiega Alford, sottolineando come a Cupertino siano in possesso di tutti i requisiti tecnici e formali per creare un iPhone con un display molto più resistente di quanto visto finora. Apple, oltretutto, utilizza già lo zaffiro per le lenti della fotocamera e per il riconoscimento a impronte digitali di iPhone 5S e, introducendolo su tutta la superficie del display, lo renderebbe molto più resistente del Gorilla Glass che attualmente viene utilizzato nella maggior parte degli smartphone e dei tablet.

Guarda il video:

LA VERITÀ AL MICROSCOPIO – Tuttavia, la composizione del presunto nuovo schermo di iPhone 6 resta ancora un mistero: nel video, Brownlee utilizza un pezzo di carta vetrata per “strapazzare” sia il sottile pannello che andrebbe a ricoprire il nuovo smartphone di Apple che il Gorilla Glass di un iPhone 5S già in vendita, arrivando alla conclusione che il nuovo display di iPhone 6 potrebbe essere fatto di un mix di vetro zaffiro e vetro comune. Ma si tratta di supposizioni: l’unico modo per saperne con certezza la composizione, spiega Alford, è osservarlo al microscopio: «Ne romperei un paio e li metterei sotto al microscopio in modo da capire se si tratta davvero di ossido di alluminio e quindi zaffiro, o di diossido di silicio, ovvero vetro – dice Alford – Non si può dirlo con certezza finché non lo si osserva al microscopio».

 

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VETRO ZAFFIRO – I cristalli di zaffiro sono nascono dalle polveri di ossido di alluminio: una volta riscaldati e poi raffreddati, questi possono essere tagliati in lamine sottili, come si fa per il vetro. Questo materiale è noto con il nome di vetro zaffiro e, solitamente, viene utilizzato per gli orologi di lusso, grazie alla sua grande resistenza e trasparenza. Il vetro zaffiro – realizzato partendo dalla produzione industriale dello zaffiro – presenta molto vantaggi ma, osserva ancora Alford, ha un costo molto elevato se impiegato su larga scala, come sarà quella di iPhone 6. Pertanto, è verosimile pensare che Apple abbia optato per una via di mezzo: un materiale ibrido tra il vetro comune e il vetro zaffiro, in modo da mantenere accessibili i costi del nuovo iPhone.

(Photocredit copertina: YouTube/Marques Brownlee)