Il Tour de France e il doping ancora d’attualità

di Dario Ferri | 21/07/2014

Il doping del ciclismo è un «tema del passato» secondo la maglia gialla, e probabile vincitore, Vincenzo Nibali. Il corridore italiano ha fatto un’affermazione che però non trova corrispondenza nella realtà, visto che in queste settimane sono stati numerosi i casi in cui gli atleti sono stati squalificati per aver preso sostanze vietate, mentre la federazione internazionali del ciclismo continua a fornire prove di scarsa trasparenze.

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AP Photo/Laurent Cipriani

IL DOPING E IL TOUR DE FRANCE – Tutti i corridori che hanno vinto il Tour de France tra il 1996 e il 2010 sono stati coinvolti in casi di doping, da Bjarne Riis fino ad Alberto Contador, con l’eccezione di Carlos Sastre, ciclista che ha ha indossato la maglia gialla a Parigi nel 2008. Dal 2011 fino ad oggi chi ha vinto la Grande Boucle non è stato colpito dall’antidoping, ma  l’utilizzo di medicinali per migliorare in modo illecito le prestazioni sportive è un tema di costante attualità nel ciclismo. Un articolo di Süddeutsche Zeitung rimarca la “sfortuna ” delle dichiarazioni di Vincenzo Nibali, che ha affermato pochi giorni fa come il doping sia ormai un tema del passato. Nello stesso momento in cui la maglia gialla italiana pronunciava questa affermazione,  è stata comunicata la squalifica di un corridore del Team Sky, formazione vincitrice delle due ultime edizioni del Tour con Wiggins e Froome. Si tratta del britannico Jonathan Tiernan-Locke, escluso per due anni dalle gare per valori irregolari del suo passaporto biologico, il tracciamento dei valori ematici degli atleti.

 IL DOPING ED IL CICLISMO – Il Team Sky è stato colpito in precedenza da un altro caso di doping,che ha coinvolto il ciclista colombiano Sergio Luis Henao. « Queste due squalifiche non sono l’unico motivo per cui il doping non è un tema del passato, come vorrebbe Nibali, ma un massiccio tema del presente», come rimarca Süddeutsche Zeitung. Prima del Tour è stato trovato positivo al salbutamolo una delle grandi sorprese del Giro d’Italia, Diego Ulissi, mentre altri atleti di valore, Daryl Impsey e Roman Kreuziger, sono stati coinvolti in altri casi di sospetto utilizzo di sostanze vietate. Il quotidiano tedesco rimarca come nel plotone continui a perdurare di prendere ogni sostanza che possa aumentare le proprie performance, se non espressamente vietata. Un comportamento che SZ attribuisce anche al vincitore del Tour de France del 2013, Chris Froome, che ha utilizzato uno spray contro l’asma al Criterium del Delfinato, e un medicamento al cortisone grazie ad un’esenzione concessa in modo “benigno” dall’Uci, la federazione ciclistica internazionale.

I NUOVI PRODOTTI E LA SCARSA TRASPARENZE DELL’UCI – Süddeutsche Zeitung rimarca come  numerose indiscrezioni confermino l’utilizzo nel plotone di diversi prodotti come l’antidolorifico Tramadol oppure i medicinali che rafforzano la resistenza quali Aicar, GW 1516 o Epofc  non vietati oppure più difficilmente riscontrabili rispetto alle sostanze tradizionali. La federazione ciclistica internazionale non sta poi dimostrando la trasparenza che afferma di voler garantire con il nuovo corso del presidente Brian Cookson. Il ciclista russo Denis Menchov, vincitore del Giro d’Italia nel 2009, è stato squalificato per due anni senza che la notizia sia stata diffusa. Il corridore si era ritirato ufficialmente nel 2013 per problemi alle articolazioni, ma in realtà era stato rilevato positivo ai test antidoping. Menchov correva per la Katusha, squadra dell’oligarca russo Igor Makarov, grande sponsor del nuovo presidente dell’Uci.

Photocredit copertina: AP Photo/Peter Dejong