Emergenza rifiuti Roma, Marino: «Salteranno delle teste»

di Alessio Barbati | 10/07/2014

EMERGENZA RIFIUTI ROMA, PARLA IL SINDACO IGNAZIO MARINO – «Sono molto stanco e arrabbiato della situazione rifiuti», un sentimento ben noto alla maggior parte dei romani, ma questa volta a dirlo è proprio il primo cittadino, dopo la tappa in camper nel IV Municipio per l’iniziativa “Lo dico al sindaco”.

SALTERANNO DELLE TESTE – «È vero che abbiamo chiuso la discarica di Malagrotta – spiega il primo cittadino – ma adesso l’Ama deve funzionare meglio. Credo sia venuto il momento di far saltare qualche testa».

 

 

Un messaggio chiaro che fa tremare i vertici dell’Ama arrivato a conclusione di una settimana impegnativa. Prima il botta e risposta con Bruno Vespa, poi la lettera di Manlio Cerroni e infine le richieste di chiarimenti da parte di Roberto Alesse, garante degli scioperi, preoccupato per una lesione dei diritti fondamentali delle persone. Ma chi è che rischia il posto? Ai vertici dell’Ama ci sono tre direttori: Giovanni Fiscon (direttore generale), Giovanna Anelli (direttore amministrativo) e Leopoldo D’Amico (direttore corporate). Solo l’ultimo è stato scelto dal presidente Daniele Fortini mentre i primi due potrebbero essere messi in discussione. Poltrona quasi sicura invece per i nuovi nominati Saverio Lopes (personale) e Pietro Zotti (gestione rifiuti).

SITUAZIONE INACCETTABILE – Marino torna a puntare il dito sui “finti malati” della municipalizzata: «Abbiamo un 18% di assenteismo che è inaccettabile, così come lo è il fatto che i dirigenti non li controllino». In effetti, dati alla mano, a gennaio i dipendenti che per diverse ragioni non si presentavano a lavoro erano il 19 per cento. Oggi la cifra è scesa al 16 per cento, ma la cosa non soddisfa nessuno. Una quota consistente delle assenze è legata alla legge 104 che identifica i permessi retribuiti per assistere un parente disabile e reclamata da un 3,4% dei dipendenti.

 

Presentazione della Relazione sulla "Stampa in Italia 2011-2013" della FIEG

 

UNA STORIA CHE NON REGGE, COME I 35 MILA KM IN BICI – Non è d’accordo Giordano Tredicine, vice presidente dell’Assemblea Capitolina. «E’ inutile che Marino si ostini a sostenere che la colpa di questa indecenza che sta facendo sprofondare la Capitale d’Italia in un degrado senza precedenti sia dei dipendenti Ama assenteisti. Quello di Marino è solo uno squallido scaricabarile per nascondere la vera causa di questa situazione diventata ormai drammatica. La tesi del sindaco non regge, è impossibile come la storia dei 35 mila km in bicicletta in un anno». 

ROMA DOVREBBE ESSERE PULITA ALL’82% – «Ammesso infatti – polemizza Tredicine – che quanto afferma Marino sia vero, e cioè che ci sia un 18% di assenteismo da parte dei dipendenti Ama, ciò vorrebbe dire che Roma è pulita all’82% ed evidente a chiunque che questo non corrisponda a verità. In secondo luogo, come fa il sindaco a quantificare con tale precisione la percentuale di assenteismo che, a suo avviso, si verificherebbe ogni giorno tra i dipendenti Ama? Se ci sono degli assenteisti vuol dire che sistematicamente alcuni dipendenti non si presentano al lavoro pur risultando in servizio o senza alcuna giustificazione. Ma se Marino dispone di un dato così preciso (18%) che solo la dirigenza Ama potrebbe fornirgli, significa che questi dipendenti scorretti sono stati individuati con nome e cognome e nei loro confronti Ama avrebbe dovuto prendere seri provvedimenti fino anche al licenziamento per giusta causa.»