Quanto ci costa la guerra

di Andrea Mollica | 20/06/2014

La pace nel mondo è sempre più minacciata. Le tensioni tra le nazioni e interne agli stati sono cresciute anche nel 2013, per il settimo anno di fila. La violenza costa circa l’11% del Pil mondiale, un dato pari a quasi 10 mila miliardi di dollari, secondo la stima effettuata dal Global Peace Index del centro studi internazionale Instiute for Economics and Peace.

 

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LA CLASSIFICA MONDIALE DELLA PACE – Il think tank Institute for Economics and Peace, IEP, ha realizzato il Global Peace Index 2014, GPI, uno studio sullo stato della pace e delle situazioni di conflitto a livello mondiale. Il GPI 2014 testimonia come la pace si sia deteriorata per il settimo anno di fila, così da incrementar il costo che le violenze e le tensioni belliche provocano alla società. L’indice della pace realizzato dal think tank tiene in considerazione 22 criteri, che comprendono tra gli altri il numero dei conflitti esterni e interni combattuti e la possibilità di avere accesso alle armi. In base a questi elementi, Institute for Economics e Peace non solo definisce la classifica mondiale della pace, ma anche il costo che la violenza impone a ciascuno di essi. La graduatoria a livello globale è guidata dall’Islanda, mentre l’ultima posizione in classifica è occupata dalla Siria. Il regime di Assad ha così preso il posto dell’Afghanistan come nazione più pericolosa del mondo.

 

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LA PACE E IL COSTO DELLA GUERRA – Le tensioni in Medio- Oriente così come in altre parti del mondo sono di nuovo cresciute rispetto all’anno precedente, una dinamica già osservata dal 2007 in poi. Prima di allora, dalla fine della guerra mondiale in avanti, il mondo invece aveva sempre ridotto le sue tensioni ogni anno secondo le stime dell’istituto IEP. Il peggioramento dal punto di vista della sicurezza ha provocato un danno economico. Il Global Peace Index stima che la crescita della violenza e le nuove spese per contenerla abbiano provocato un costo pari all’11% del Pil mondiale, circa 10 mila miliardi di dollari. Il paese più colpito da questo punto di vista sono gli Stati Uniti, che subiscono una “bolletta” da 1,7 mila miliardi di dollari. Per l’Italia invece il costo è pari a circa 40 miliardi di euro, che si spiegano con la gestione dell’apparato militare, di sicurezza interna, e così via. Stime quindi da prendere con il necessario beneficio del dubbio, vista la fragilità di simili metodologie di calcolo.

 

 

L’ITALIA E LA CLASSIFICA DELLA PACE – La classifica del Global Peace Index appare più affidabile per quanto riguarda la graduatoria mondiale delle tensioni interne ed esterne ai 162 paesi presi in considerazione. Ai vertici del Global Peace Index ci sono Islanda, Danimarca ed Austria, e nella graduatoria i primi dieci posti sono quasi tutti occupati da nazioni europee. L’Italia si trova in una posizione piuttosto arretrata, 34esima, mentre la classifica è chiusa da paesi che si trovano in aperta guerra, come Siria, Afghanistan, Iraq o Sud Sudan, oppure in situazioni di forte tensione militare, come la Russia, la Corea del Nord e il Pakistan. Il paese africano ha subito il peggiore deterioramento, mentre la miglior performance dal punto di vista dell’aumento della pace è stata realizzata dalla Georgia.

(Photocredit: Getty Images)