La bufala dei vaccini che provocano l’autismo non muore mai

di Redazione | 29/05/2014

Per anni molti incoscienti hanno diffuso la voce che i vaccini sono pericolosi e che provocano l’autismo. Quando la leggenda è diventata «verità» per molti, fin troppi genitori non hanno vaccinato i loro figli, che oggi muoiono in mezzo a epidemie di malattie come il morbillo, che ovviamente risparmiano la popolazione vaccinata.

La cartina che mostra la diffusione negli ultimi cinque anni delle epidemie di morbillo (in rosso) e della parotite (in verde) (Photocredit cfr.org)
La cartina che mostra la diffusione negli ultimi cinque anni delle epidemie di morbillo (in rosso) e della parotite (in verde) (Photocredit cfr.org)

LA BUFALA ASSASSINA – Tutti i vaccini come tutti i medicinali hanno della controindicazioni e molti possono provocare danni permanenti in alcuni soggetti, per di più l’autismo è una sindrome sfuggente, della quale non si conosce l’origine. Legarla alle vaccinazioni è quindi particolarmente azzardato, tanto più se l’unico studio «scientifico» che abbia colto questa correlazione su base statistica, e nemmeno tanto ampia, si è poi rivelato sbagliato. Ma ormai il danno era fatto.

LA VERITÀ – C’è “scritto anche sui bugiardini dei vaccini che esiste il rischio, in percentuali estremamente ridotte, che i bambini possano avere delle risposte negative”, chiarisce invece Federico Bianchi di Castelbianco, direttore dell’Istituto di Ortofonologia di Roma (IdO). “Pero’ i vaccini vengono proposti proprio perche’ il rischio di incorrere nella malattia e’ estremamente maggiore, con percentuali numeriche enormemente superiori. È preferibile allora- ripete lo psicoterapeuta- correre il rischio di uno su 10 milioni piuttosto che di uno su 100 mila”. Trent’anni fa “si verifico’ la stessa ipotesi- ricorda il direttore dell’IdO- ovvero che il vaccino antipolio potesse comportare l’autismo. Anche allora venne spiegato che una brutta reazione al vaccino potesse comportare un danno cerebrale, ma che le percentuali erano sempre a favore del vaccino piuttosto che della scelta di non farlo”.

LE VITTIME – A subire il fascino di questo terrorismo psicologico e a farsene a loro volta portatori sono stati per primi i più abbienti e quelli inclini alla vita naturale, poi la moda di non fare vaccinare i figli si è diffusa minando i piani della sanità in diversi paesi. Paesi nei quali alcune malattie invece di essere già eradicate sono in gran spolvero e uccidono come nell’era pre-vaccinazioni. Un errore che costa la vita ai propri figli è qualcosa di terribile e non si possono criminalizzare, ma questa strage dimostra che l’ignoranza uccide e che diffondere o non stroncare questa bufala uccide.

 

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LA DIMENSIONE DEL DISASTRO – Un fenomeno preoccupante anche negli Stati Uniti, tanto che negli ultimi tempi soo fioccati editoriali come quello, sul Time, del giornalista Jeffrey Kluger. Kluger ha spiegato: «I genitori che si oppongono a vaccinare i propri figli non sono soltanto male informati, ma anche viziati, cresciuti in un mondo già difeso dagli sviluppatori dei vaccini, venuti prima di loro. Se non hai mai visto il morbillo (o la poliomelite o la pertosse) puoi avere il lusso di credere che non esista», si legge.  Un editoriale pubblicato sul Time dopo che erano stati resi noti da una rivista di New York i dati sui bassi tassi di vaccinazione nelle scuole private della città. Una notizia che aveva scosso l’opinione pubblica americana: se già nel 2011 erano stati definiti come scioccanti i dati che mostravano come soltanto il 23 per cento dei bambini dell’asilo fosse stato completamente vaccinato, questa volta a finire sotto osservazione erano state le 245 scuole private della città americana. Diversi istituti erano scesi sotto la percentuale del 95% di vaccinazioni, considerata necessaria per garantire la salute di tutti, un centinaio sotto il 90%, 37 sotto il 70%. Nove scuole addirittura avevano tassi tra il 18,4% e il 41,5%. Numeri che, spiegava Kluger, stanno alla base di un improvviso focolaio di morbillo diffuso a New York, a oltre 50 anni di distanza da quando fu autorizzato il primo vaccino contro la malattia.

VA BENE TUTTO PER FARE AUDIENCE? – Per questo un servizio come quello delle Iene, che è bene ricordare sono state il primo motore dello scandalo Stamina, che ha sconvolto la vita di numerose persone e messo in ridicolo il paese, è da condannare severamente. Il servizio si ferma prima di dire che i vaccini fanno male, ma in definitiva mostra due casi, registrati in un lasso imprecisato di anni, che con il pretesto del parlare dei risarcimento «certificano» il riconoscimento burocratico della correlazione vaccini-autismo da parte di una commissione medica, che se avesse potuto dimostrare questo assunto scientificamente, avrebbe conquistato fama e onori. Cosa che non è stata, così come il servizio ha evitato di citare le recenti epidemie e l’ovvietà per la quale anche se i presunti casi di correlazione fossero una realtà, per ogni bambino che diventerebbe autistico ce ne sarebbero migliaia salvati dalla morte per malattie perfettamente evitabili.