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Prezzi sigarette: nuova stangata in vista

Prezzi sigarette, nuovi aumenti in vista: il governo di Matteo Renzi sarebbe intenzionato a rimodulare l’aliquota fiscale dei pacchetti delle cosiddette “bionde” in modo da recuperare un calo, vistoso, nei consumi di sigarette e dunque negli introiti, e in modo da continuare a garantirsi il prezioso gettito che i fumatori versano ogni giorno nelle casse dello stato. Nel 2013, scrive infatti il Messaggero, sono andati letteralmente in fumo qualcosa come seicento milioni di euro di gettito fiscale dal tabacco: un buco, per le casse dello stato, davvero insostenibile.

PREZZI SIGARETTE, ECCO GLI AUMENTI – Così, scrive il quotidiano storico della Capitale, il governo sta cercando di correre ai ripari attraverso “un decreto legislativo di attuazione della delega fiscale”. Tramite questo strumento saranno rimodulate le accise sui tabacchi, che, spiega il Messaggero, sono composte da tre parti: una parte minima, “che sarà confermata per evitare che i prezzi scendano troppo”, una seconda, chiamata “specifica, che è fissa e uguale per tutti i produttori” e una, cosiddetta “ad valorem” che sale con il prezzo di vendita. Ebbene, l’intenzione del governo sarebbe di agire sulla parte “specifica”, quella che pesa sui produttori.

PREZZI SIGARETTE, UN PACCHETTO COSTERA’ 5 EURO? – Secondo il Messaggero questa rimodulazione porterebbe l’accisa complessiva a salire dal “58,5% fino al 58,7%”: questo meccanismo avrebbe l’effetto di alzare il prezzo delle sigarette, sopratutto quelle più “low cost”, di qualcosa come 40 centesimi. In sostanza tutte o quasi le marche di sigarette, al pacchetto, finirebbero per costare “circa 5 euro”. Ma secondo uno studio della Luiss, un ulteriore aumento delle accise farebbe perdere al gettito dello stato due miliardi di euro: da 14 a 12 miliardi, infatti, sarebbe il calo stimato.

Foto copertina: Spalle / Flickr