Sepp Blatter si candida alla presidenza della Fifa

Amanti del calcio preparatevi. Joseph Blatter si ricandida al vertice della FIFA, il governo mondiale del calcio. E la conferma arriva da queste parole: «Mi candido di nuovo. Il mio mandato sta per finire, ma la mia missione non è terminata». E questo per il movimento non è sicuramente un bene. Serve un cambiamento, e certo non potrà garantirlo proprio lui.

Sepp Blatter si candida alla presidenza della Fifa

UNA STORIA OSCURA – Al di là delle partigianerie, il vecchio Sepp governa ininterrottamente dal 1998. Sedici anni di governo che non hanno portato a molto se non ad una gestione globale del calcio che se da un lato è servita per sponsor, investimenti e marketing, dall’altro ha svilito i contenuti tecnici del gioco più bello del mondo. A livello politico, il caso più eclatante riguarda l’assegnazione dei mondiali del 2022. La scelta di farli giocare in Qatar venne accolta come uno shock. Le proteste furono furibonde, specie da parte inglese, con i britannici che lamentarono uno scippo nei confronti della loro candidatura. Emerse poi da un’inchiesta condotta dal Daily Telegraph che Jack Warner ricevette un milione e 200 mila dollari per agevolare la vittoria del paese del Golfo.

 

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IL SENSO DI BLATTER PER IL CALCIO – Dopo l’assegnazione del mondiale, poi, ci si rese conto che in Qatar d’estate la temperatura supera abbondantemente i 40 gradi. E si parlò quindi di stadi climatizzati e di partite in notturna. Ma in fondo questa gestione sembra andare bene a tutti, anche perché sotto la guida di Blatter nel 2010 la Fifa ha superato per la prima volta il miliardo di dollari di ricavi con un attivo di 163 milioni di euro. E visto che i voti sono uguali per tutti, e la federazione del Rwanda ha lo stesso peso della Figc italiana, allora a tutti va bene, specie ai paesi piccoli, veri sostenitori del vecchio Sepp che per lo sport, ricordiamolo, nella sua carriera ha lanciato novità e proposte del tutto particolari: porte più larghe, golden goal, silver goal, palloni con il microchip, il body per le giocatrici, la penalità a tempo per i simulatori, le ammonizioni per chi si toglie la maglia dopo un goal, il rifiuto della moviola in campo, l’abolizione dei pareggi ai Mondiali.

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LA TRASFORMAZIONE DEL PALLONE D’ORO – Senza dimenticare la fusione tra il Pallone d’Oro di France Football ed il Fifa World Player. Il nuovo premio, il Fifa Baloon d’Or, ha perso la poesia del primo ed ha guadagnato il valore economico e commerciale del secondo, con un cambio di criteri. Non vince più il giocatore determinante. Per cui Franck Ribery, che ha vinto tutto negli ultimi anni, non da ultimo il Triplete, si è visto scavalcato da Cristiano Ronaldo, protagonista di una serie di polemiche proprio con Sepp Blatter e uomo commercialmente più spendibile. Tutto per favorire lo show, e quindi garantire altri profitti. Perché in fondo questa è sempre stata la sua missione.

L’OFFESA ALL’ITALIA – Ma noi italiani lo ricorderemo sempre per un gesto offensivo. Ovvero la mancata premiazione della nostra Nazionale a Germania 2006. Ufficialmente voleva evitare i fischi dei tedeschi, ma le voci degli ultimi anni riferiscono di un Blatter infastidito dalla vicenda Materazzi-Zidane e dall’uso del megaschermo da parte del quarto uomo come prova dell’avvenuto fallo di reazione a palla lontana. Era l’ultima partita di Zizou e Blatter avrebbe voluto premiarlo con la Coppa. Non andò così ed ancora oggi questa è una macchia indelebile nella carriera di un uomo con troppe ombre. Ed il futuro non sembra poi così roseo.

IL FUTURO NON È ROSEO – Il mondo del calcio ha bisogno di un cambiamento ma questo sembra lontano dall’arrivare. Al momento a concorrere per la carica di presidente della Fifa c’è un europeo, Jerome Champagne, ex diplomatico e già segretario generale e direttore delle relazioni esterne della Fifa. Ma la vera candidatura sarà quella di Michel Platini, che dal canto suo scioglierà le riserve dopo i Mondiali. Ma certo quanto emerso da un’indagine di France Football che ha messo in luce i legami tra Platini, l’ex presidente francese Nicolas Sarkozy ed il principe Al-Thani per un ingresso del Qatar nel calcio francese, oltre alle pressioni ricevute da Sarko per appoggiare la candidatura del Qatar, hanno creato non poco imbarazzato nel francese che ha respinto sdegnato ogni accusa. Eppure questa vicenda ha fatto crescere qualche dubbio. E visto che molti ritengono Platini una sorta di elemento di continuità rispetto al vecchio Sepp, anche la novità rischia di non aiutare il calcio a rinnovarsi come dovrebbe.

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