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«Papa Ratzinger? Un altro volo in aereo e sarebbe morto»

Papa Benedetto XVI si è dimesso per uno stato di salute così precario che non gli avrebbe consentito di sopravvivere ad un altro volo. Dopo aver appreso questa notizia dal suo medico, il pontefice ha deciso, per la prima volta nella storia, di abbandonare il soglio di Pietro, come racconta il suo storico assistente Georg Gänswein in un’intervista al settimanale di Süddeutsche Zeitung.

Papa Benedetto XVI in Messico

RISCHIO DI MORTE – Il rischio concreto di morire durante il suo lavoro di pontefice ha portato Benedetto XVI a maturare la decisione di abbandonare il suo ruolo di Papa. Lo rivela al settimanale di Süddeutsche Zeitung il suo storico assistente Georg Gänswein, diventato arcivescovo a fine 2012, un degli ultimi atti del pontificato di Joseph Ratzinger. Il Papa che ha ereditato il soglio di Pietro da Giovanni Paolo II si è dimesso il 28 febbraio del 2013, dopo aver annunciato questa storica decisione, senza precedenti nella storia della Chiesa cattolica, l’11 febbraio in un Concistoro che provocò un terremoto nella gerarchia ecclesiastica. L’arcivescovo Georg Gänswein rimarca al settimanale SZ-Magazin come questa decisione era stata maturata già un anno prima. Dopo un viaggio molto faticoso a Cuba  e Messico svoltosi nel marzo del 2012, Benedetto XVI si fece visitare dal suo medico personale. Il dottore gli confidò che alla luce del suo precario stato di salute non sarebbe riuscito a sopravvivere ad un altro volo transatlantico. La notizia spinse Ratzinger a dire addio al pontificato, vista l’impossibilità fisica di svolgerlo compiutamente.

DECISIONE SOFFERTA – Papa Benedetto XVI avrebbe voluto dire addio al pontificato già nel dicembre del 2012, ma aspettò febbraio per dare più tempo alla Chiesa di organizzare il Conclave che avrebbe stabilito il suo successore. Joseph Ratzinger aveva comunicato la sua scelta di dimettersi al suo storico assistente alcuni mesi prima, e la notizia creò un profondo sconvolgimento in Georg Gänswein, che disse al Santo Padre che non avrebbe dovuto compiere un simile gesto. L’arcivescovo tedesco confessa a SZ-Magazin come abbia subito percepito la profonda convinzione del Papa che voleva smettere di essere la guida della Chiesa cattolica. «Non mi ha comunicato una cosa, per prendere una decisione, bensì mi ha comunicato una scelta già presa da tempo». Una rivoluzione nella storia della Chiesa cattolica, di cui lo stesso Benedetto XVI ne era consapevole. Dalle parole di Gänswein emerge la preferenza di Ratzinger per non lasciare la Santa Sede con una guida incerta per un periodo di tempo prolungato ed al contempo incerto. Una valutazione radicalmente opposto rispetto a quella del suo predecessore.

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NUOVA TRASPARENZA – Papa Giovanni Paolo II decise di rimanere alla guida della Chiesa nonostante l’evidente impedimento fisico che prostrò gli ultimi anni del suo pontificato. Il martirio di Wojtyla diventò a suo modo un simbolo stesso della religione cattolica, anche se già all’epoca si discusse di come l’impedimento fisico fosso un profondo ostacolo per il pontificato. Benché il carisma di Giovanni Paolo II oscurasse tutto, parte della gerarchia ecclesiastica dubitava che un Papa in quelle condizioni potesse svolgere compiutamente il suo lavoro. Le dimissioni di Benedetto XVI sono anche in questa prospettiva una svolta rispetto al pontificato precedente, sopratutto per la trasparenza con cui vengono raccontante. L’intervista dello storico assistente del cardinal Ratzinger segue la lettera inviata al quotidiano torinese La Stampa dallo stesso Papa emerito. In quella missiva Benedetto XVI confermava la piena validità delle sue dimissioni, e chiedeva di porre fine alle speculazioni su dimissioni che rappresentano comunque una svolta epocale per la Chiesa cattolica, che si confronta con un Papa fallibile, quantomeno dal punto di vista fisico.