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Tutto il degrado di Roma foto per foto

Il Financial Times aveva definito Roma come una città depressa, dichiarazione alla quale il sindaco Ignazio Marino aveva risposto: «Roma non fu fatta in un giorno, stiamo facendo progressi». A Il Messaggero però non sono molto d’accordo:

Tanto vale prenderla a ridere, in questa città in cui il sindaco sembra una giovane marmotta stralunata. A Quando le vie del centro si trasformeranno in campi agricoli abbandonati? E cresceranno i cachi o i fichi d’India dentro le buche delle strade dell’Urbe?

ROMA FA SCHIFO? – Le immagini che si trovano in rete e che ritraggono la capitale non ne danno certo una bella immagine, tra cassonetti che strabordano di immondizie e buche profonde, che mettono in pericolo atomobilisti, motociclisti, ma anche i tanto amati ciclisti. Le ultime piogge hanno poi amplificato il problema buche, colpa della scarsa manutenzione e dei lavori fatti male. Per non parlare dell’Atac i cui mezzi vengono massacrati dal manto stradale irregolare. Come se non bastasse, l’azienda è piena di debiti e non è in grado di reagire con uno squilibrio economico che nel 2013 era di 700 milioni.

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I PROGRESSI? – Anche se vi sono state moltissime proteste, l’area pedonale dei Fori Imperiali resta tale, anche se residenti e negozianti non sono contenti. Come se non bastasse, il traffico è aumentato. Anche a livello culturale non va poi tanto bene visto il braccio di ferro costante tra sindacati e sindaco per una mancanza di certezza sul fututo del teatro Costanzi. Non dimentichiamoci l’alluvione del 31 gennaio scorso, cche ha visto una Roma sott’acqua per 4 giorni con strade chiuse, voragini e semafori spenti, l’Ama in costante affanno che non riesce a gestire il numero esorbitante di cassonetti, che spesso strasbordano in strada. Ciliegina sulla torta, il rapporto tra sindaco e vigili urbani non ècerto dei migliori, partendo dalla nomina sofferta del comandante, passando dagli scioperi, fino ad arrivare al concorso bloccato.

LE POLEMICHE – Nella giornata di ieri il sindaco Ignazio Marino ha avuto un battibecco sul decreto Salva Roma che verrà oggi approvato dal governo: «Il termine Salva Roma è un termine sbagliato perchè quei danari che chiediamo che vengano restituiti ai romani sono danari pagati dalle tasse delle romani e dei romani che nel 2008 venero trasferiti a una gestione del commissario del governo. Chiediamo rigore amministrativo. Lo abbiamo dimostrato».

L’ASFALTO – Nel frattempo Roma drimane una delle capitali europee con il manto stradale più dissestato e pericoloso. Per rimetterlo in sesto, riporta Sky Tg24, devono essere impiegati 230 milioni di euro all’ano per 5 anni. In cassa però per il 2014 ci sono solo 41 milioni e non si raggiunge mai l’1% degli investimenti. Un lavoratore del manto stradale racconta di non aver mai assistito ad un carotaggio per controllare la qualità. Racconta poi che la quantità di asfalto usata è sempre meno per risparmiare. Il vero nodo per lo stato del manto stradale sono però gli appalti, visto che si tende ad andare sempre al ribasso, compromettendo la qualità. Secondo Paolo Masini, assessore ai Lavori Pubblici, servono quindi più controlli, soprattutto contro le infiltrazioni della malavita negli appalti «Quando un  consigliere comunale spende molti soldi per la campagna elettorale vuol dire che c’è qualcosa che non torna»