La famiglia di Sarah Scazzi contro Nonciclopedia

di Maghdi Abo Abia | 27/02/2014

Nonciclopedia torna nell’occhio del ciclone. La versione satirica della ben più famosa Wikipedia, già salita agli altari della cronaca a seguito della polemica che ha visto protagonista Vasco Rossi che non condivideva molti dei contenuti legati al suo nome e cognome, questa volta viene chiamata in causa dalla famiglia Scazzi che ha chiesto la rimozione della pagina dedicata a Sarah.

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L’ACCUSA DELLA FAMIGLIA – La famiglia ha affidato la propria posizione ad una nota nella quale attacca coloro che dietro al scusa della satira insultano gratuitamente la vittima del delitto infangando il ricordo della ragazza uccisa il 26 agosto 2010 rinnovando il dolore della famiglia. E per questo si chiede l’intervento della magistratura affinché venga rimossa la pagina incriminata.

«La nostra famiglia, ancora una volta, è costretta a subire ingiustificate offese alla memoria di Sarah da parte del sito web denominato Nonciclopedia. Dobbiamo sopportare l’ennesimo attacco da parte di chi utilizza internet con la pretesa e l’arroganza di presentare come satira quel che è, e rimane, solo ed esclusivamente un insulto gratuito, fatto di espressioni ingiuriose ed immagini deplorevoli. Espressioni ed immagini che, si ripete, non possono certamente ritenersi manifestazione del diritto di satira. Episodi del genere, intollerabili, specie se ripetuti e continuati nel tempo non fanno che rinnovare un dolore mai sopito ed infangare ulteriormente il ricordo di Sarah. Abbiamo deciso, a questo punto di intraprendere tutte le necessarie ed opportune iniziative giudiziarie interessando le competenti Autorità finalizzate a porre fine a questa ennesima e gratuita mortificazione del nostro dramma, anche attraverso la rimozione della pagina incriminata».

IL CONTENUTO DELLA PAGINA – La pagina in questione è ricca di riferimenti relativi all’omicidio che più di un lettore potrebbe trovare di cattivo gusto. La ragazza viene definita «campionessa italiana di nascondino» prima che l’autore (o gli autori) lancino però un’ invettiva nei confronti dei media, colpevoli di aver dedicato un’attenzione morbosa al caso. Ad esempio:

Sarah non è tornata a casa. Immediatamente, vengono chiamati in ordine: Studio Aperto per una notizia dell’ultimo minuto, il Papa per le condoglianze, Chi l’ha visto? per l’esclusiva e la polizia perché il padre era curioso di chiedere dove vendono le uniformi blu. Il tutto è iniziato con molta calma, finché non sono stati tirati in ballo elementi su cui i giornalisti si sono fiondati: un cognome equivoco, una ragazza figa e la sua pagina di facebook.

Non mancano i riferimenti ai parenti, a Zio Michele che

che si è commosso solo a vedere la telecamera. Cioè, si è commosso solo quando ha visto che lo stavano inquadrando

IL RUOLO DEI MEDIA E DELLA RETE – Viene poi proposto un video caricato su Youtube contenente i commenti della rete nei confronti di Michele Misseri pubblicati poco dopo la sua ammissione di aver ucciso la ragazza, commenti in cui si auspicavano per lui le peggiori violenze e torture

Fino ad arrivare alle ricostruzioni giornalistiche semplificate proposte come temi legati all’omicidio. Ricostruzioni di cui vi proponiamo uno stralcio:

Un monumento nel cimitero comunale: meglio equestre o no?

Fare Sarah santa? E perché, visto che non era cristiana?

Funerale, almeno quello, privato.

Lo zio ha confessato! L’ha violentata e uccisa!

Particolari della scientifica su come è stata consumata la violenza.

Spulciamo impudentemente nel diario della morta.

Gli psicologi affermano che sapevano che lo zio mentiva.

Ricostruzione con attori reali dell’interrogatorio dello zio.

Il numero di fiori davanti alla casa di Sarah cresce.

Foto della casa del delitto, criminologi ne parlano.

Vespa costruisce un modellino della casa, perché le disgrazie non vengono mai da sole.

Un’ora di rosik per una pagina sul caso su Nonciclopedia.

Processo allo zio: al rogo o alla gogna?

La madre mostra senza motivo le foto della figlia.

Il numero di fiori davanti a casa di Sarah blocca il traffico.

La cugina è scioccata perché il padre è l’assassino.

La cugina non convince che sia scioccata perché il padre è l’assassino.

Potrebbe essere stata la cugina!!! Parliamone.

Ora toccherà alla magistratura valutare il da farsi.