La donna malata di cancro che riceve le cure al seno sbagliato

di Redazione | 27/02/2014

Fa discutere l’Italia il caso della donna di Rimini affetta da un tumore al seno sinistro ma sottoposta per errore a ventidue sedute di radioterapia al seno destro. La donna, che nel 2011 aveva scoperto di avere un carcinoma, era stata in cura presso l’ospedale della città romagnola, dove era stata operata e sottoposta a cicli di chemioterapia prima e di radioterapia poi, quest’ultima sul seno sbagliato. La donna ha denunciato l’ospedale per lesioni, ma la sua battaglia legale si preannuncia difficile.

tumore al seno rimini (2)
LaPresse, immagine di repertorio

LA RADIOTERAPIA SUL SENO SBAGLIATO – La storia è raccontata dal Resto del Carlino:

L’operazione al seno sinistro per l’asportazione del nodulo viene effettuata all’ospedale di Santarcangelo, poi la donna viene messa in cura al day hospital oncologico di Rimini. Dopo 4 mesi di chemioterapia, inizia la radioterapia finchè al 22esimo ciclo la donna scopre di avere una bruciatura sul seno destro, quello sano. Allarmata, consulta i medici che, con tante scuse, confermano i terribili sospetti della paziente: la radioterapia era stata fatta sul seno sbagliato.

 

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«NESSUN DANNO RILEVANTE» – A questo punto la donna decide di trovarsi un avvocato e di fare causa all’ospedale: oltre ad aver subito cure sbagliate, la paziente vive con la paura che il tumore, non trattato adeguatamente, possa ripresentarsi. Durante l’udienza preliminare, però, la procura ha chiesto l’archiviazione. Il motivo? L’errore medico non avrebbe causato danni penalmente rilevanti:

Lo scorso 16 dicembre si è tenuta l’udienza preliminare davanti al gip del tribunale di Rimini, dove la Procura, dopo aver sequestrato le cartelle cliniche della donna e in forza di una perizia medico legale affidata a due esperti di Milano, ha chiesto l’archiviazione. Secondo la perizia della Procura infatti non vi sarebbero lesioni penalmente rilevanti. Il legale della donna, l’avvocato Roberto Urbinati, però si è opposto, presentando una serie di perizie oncologiche e psicologiche di parte in cui emerge il danno per colpa medica e per negligenza. Un danno che i periti quantificano in “una riduzione delle possibilità di sopravvivenza della paziente non inferiore al 20%”. Il gip non ha ancora sciolto la riserva.

LA BATTAGLIA LEGALE – Parallelamente è in corso anche la causa civile contro l’Ausl di Rimini, in cui la donna ha chiesto un risarcimento per danni di 800.000 euro. L’udienza, inizialmente prevista per lo scorso 18 febbraio, è slittata a causa di un errore nell’assegnazione al giudice non competente.

(Photocredit copertina: Thinkstock)